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TikTok sotto accusa da parte di noyb: gli utenti sarebbero monitorati anche su acquisti online e app di incontri

La piattaforma cinese TikTok è finita al centro di una nuova battaglia legale lanciata da noyb (None of Your Business), l’organizzazione europea per i diritti digitali fondata da Max Schrems. 


Con due denunce formali presentate alle autorità austriache per la protezione dei dati, noyb accusa TikTok di pratiche di tracciamento illecito degli utenti che vanno ben oltre l’uso della sola app, arrivando a monitorare attività in altre applicazioni, come gli acquisti online o l’uso di app di incontri, senza alcun valido consenso.

Secondo noyb, TikTok non si limita a raccogliere dati sugli utenti mentre usano l’app stessa, ma sfrutta strumenti di tracciamento di terze parti (come quelli di AppsFlyer) per ottenere informazioni su come gli utenti navigano in altri servizi digitali.

Tra questi, risulterebbe che TikTok possa conoscere quali prodotti un utente ha aggiunto al carrello su un sito di e-commerce, e quali app di incontri utilizza una persona. Nel caso specifico, l’uso di Grindr è stato citato come esempio di monitoraggio esterno.

Queste informazioni emergono da una richiesta di accesso ai dati personali avanzata da un utente, che ha poi scoperto lo scambio di dati tra TikTok, AppsFlyer e altre applicazioni.

Secondo Kleanthi Sardeli, avvocato per la protezione noybdei dati di noyb, TikTok sarebbe in grado di ricevere queste informazioni con l'aiuto della società di dati israeliana AppsFlyer e di Grindr. AppsFlyer molto probabilmente funzionerebbe come una sorta di intermediario, che riceve i dati sensibili dell’utente da Grindr e poi li passa a TikTok.

“Il problema – spiega l’Avv. Sardeli - è che né AppsFlyer né Grindr hanno una base giuridica valida ai sensi dell’articolo 6, paragrafo 1, del GDPR per condividere i dati personali del denunciante con terze parti come TikTok”.

TikTok avrebbe riconosciuto di avere accesso a tali dati, ma solo dopo ripetute sollecitazioni da parte dell’interessato, un comportamento che noyb considera una violazione della trasparenza richiesta dal GDPR.

Le denunce di noyb si concentrano su tre aspetti:

1.Tracciamento oltre l’app TikTok: secondo noyb, l’uso di software di analisi esterni consente a TikTok di raccogliere dati su attività digitali anche quando la app non è in uso attivo, un tipo di sorveglianza che va oltre il consenso fornito dall’utente.

2.Violazione del GDPR: raccogliere e condividere dati, soprattutto se sensibili, come informazioni legate alla vita privata o all’orientamento sessuale implicito dall’uso di certe app, senza un valido consenso e senza trasparenza contravviene agli obblighi stabiliti dal GDPR.

3.Mancata trasparenza sulle informazioni personali: TikTok non avrebbe fornito tempestivamente una copia completa dei dati personali dell’utente, ignorando così il diritto di accesso sancito dal GDPR.

Questa iniziativa di noyb potrebbe non riguardare solo TikTok, e solleva interrogativi più ampi sul modo in cui le grandi piattaforme tecnologiche sfruttano i dati personali. In gioco ci sono diritti fondamentali alla privacy, alla protezione dei dati e alla libertà di scelta degli utenti, specialmente quando le informazioni raccolte possono rivelare aspetti molto intimi della vita delle persone.

Inoltre, casi come questo mostrano quanto diffuso e trasversale sia il fenomeno del cross-app tracking: molte piattaforme condividono dati attraverso strumenti di analisi o marketing, una pratica che spesso resta poco visibile e poco compresa dagli utenti finali.

Se le autorità di controllo europee dovessero accogliere le denunce di noyb, TikTok potrebbe affrontare sanzioni significative per violazioni del GDPR, che prevede multe fino al 4 % del fatturato annuale globale per le violazioni più gravi.

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