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Il Tribunale di Roma annulla la sanzione che il Garante Privacy aveva inflitto a Report per il caso Sangiuliano

Il Tribunale di Roma ha annullato la multa da 150mila euro che l'Autorità aveva comminato il 23 ottobre scorso alla Rai per la divulgazione dell'audio - nella puntata dell'8 dicembre 2024 - tra l'ex ministro Gennaro Sangiuliano e la moglie Federica Corsini sul contratto di Maria Rosaria Boccia, aspirante consulente del dicastero della Cultura.

"Secondo il tribunale era legittimo e di interesse pubblico trasmettere l'audio, inoltre i magistrati sottolineano il fatto che il Garante ha svolto le indagini fuori i tempi stabiliti dalla legge. Il Garante ha sbagliato nei contenuti e nella forma", annuncia soddisfatto Ranucci in un post su Facebook. 

I contenuti del servizio contestato, finiti all'epoca al centro di un duplice esposto da parte di Sangiuliano e Corsini, "possono essere ricondotti al legittimo esercizio di cronaca e critica giornalistica, nella peculiare forma del giornalismo d'inchiesta, in osservanza del principio della essenzialità dell'informazione", spiega la sentenza del tribunale, firmata dal giudice Corrado Bile, che parla di "interesse pubblico alla diffusione della notizia, poiché la vicenda, sebbene permeata da profili di natura personale, assume una sostanziale rilevanza pubblica". Quella telefonata privata attiene infatti "al tema relativo alla possibilità che l'assegnazione di alte cariche istituzionali, anziché ispirate alla miglior cura dell'interesse pubblico, possano essere influenzate da questioni di natura squisitamente personale".

Lo stop del Tribunale di Roma con la sentenza del 22 gennaio 2026 (N. R.G. 54031/2025) riaccende così la polemica politica sull'organismo di garanzia, il cui vertice - formato attualmente da tre componenti, il presidente Pasquale Stanzione, la vicepresidente Ginevra Cerrina Feroni e il componente Agostino Ghiglia, dopo le dimissioni di Guido Scorza - è indagato per peculato e corruzione dalla procura di Roma, che ha acceso un faro in particolare dopo le inchieste di Report sulle spese di rappresentanza e sull'opacità di alcune sanzioni e presunti conflitti di interesse.

Da parte sua, in una nota stampa il Garante per la protezione dei dati personali prende atto della sentenza con cui il Tribunale di Roma ha annullato la sanzione irrogata alla Rai per la diffusione dell’audio della conversazione tra l’ex ministro Sangiuliano e la moglie da parte di Report, dichiarando di rispettare la decisione come ogni altra pronuncia dell’Autorità giudiziaria, ma riservandosi con "riserva naturalmente di valutare l’impugnazione mediante ricorso per Cassazione".

Fonte: Ansa

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Il presidente di Federprivacy a Report Rai 3

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