Guido Scorza si è dimesso dal Collegio del Garante per la privacy
Una scossa profonda colpisce il vertice dell'Autorità Garante per la protezione dei dati personali. Guido Scorza, componente del Collegio del Garante dal 2020, ha rassegnato le proprie dimissioni dall'incarico.
(Nella foto: Guido Scorza, componente del Garante Privacy dal 2020 a gennaio 2026)
''Ho deciso di fare un passo indietro nell'interesse del garante della Privacy'', aveva anticipato lui stesso sui social con un video per spiegare le ragioni della scelta, segnando un punto di rottura rispetto alla linea di resistenza tenuta finora dagli altri vertici dell'Authority.
La decisione di Scorza giunge nel pieno di una bufera mediatica e giudiziaria scatenata dalla trasmissione televisiva Report che vede coinvolto l’intero Collegio del Garante — composto anche dal presidente Pasquale Stanzione, dalla vicepresidente Ginevra Cerrina Feroni e da Agostino Ghiglia — indagato dalla Procura di Roma per i reati di corruzione e peculato. L'indagine, scaturita anche da recenti inchieste giornalistiche, riguarda presunte irregolarità nella gestione dei fondi dell'Autorità, e per questo nei giorni scorsi la Guardia di Finanza aveva effettuato anche delle perquisizioni nella sede del Garante.
Una bozza di regolamento che avrebbe dovuto mettere i paletti alle spese dei rappresentanti dell’Autorità non sarebbe mai stata approvata dal 2021. Eppure quel regolamento era stato mandato via email a tutti e quattro i componenti del Garante della privacy dal segretario generale. È l'elemento nuovo scovato dalla trasmissione di Rai 3 Report in onda domenica 18 gennaio, tornata sulla vicenda dopo che anche la Procura di Roma ha aperto un'inchiesta per peculato e corruzione a carico dei quattro membri, compreso il presidente Pasquale Stanzione.
Anzi, dall'insediamento dell'attuale collegio nel 2020 - fa notare Report - il budget per le spese di rappresentanza di ciascun componente è aumentato da 3.500 euro a 5mila euro al mese. E nei rimborsi sarebbero finite spese personali come lavanderia, parrucchiere, fitness. C'è poi la questione conflitto di interessi: Ghiglia incontrò un rappresentante di Meta proprio mentre l'authority valutava una multa sugli smart glasses dell'azienda, sanzione ipotizzata per 44 milioni di euro e infine annullata. Il presidente Pasquale Stanzione, la Vice presidente Ginevra Cerrina Feroni, e il componente Agostino Ghiglia hanno invece annunciato di voler restare.







