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Telefonate per scopi caritatevoli e di proselitismo religioso effettuate per un legittimo interesse, ma si deve rispettare il Gdpr

Telefonate per scopi caritatevoli e di proselitismo religioso effettuate per un legittimo interesse, ma si deve rispettare il Gdpr

Il trattamento di nomi e recapiti, finalizzato al primo contatto delle persone per scopi caritatevoli e di proselitismo religioso, trova base giuridica nell’interesse legittimo dell’associazione di tendenza, la quale, tuttavia, a tutti gli effetti, è un titolare del trattamento. Con tutto quel che ne consegue, quanto agli adempimenti previsti dal Gdpr. Aiutare i bisognosi, soprattutto in un periodo di emergenza, è un legittimo interesse, ma non uno stratagemma per affievolire il rispetto della disciplina sulla protezione dei dati. Inoltre, il proselitismo abusivo o improprio non trova certo una sponda nel Gdpr.

Attenzione al malware dell'acqua santa che carpisce i dati personali degli utenti di siti web religiosi

Attenzione al malware dell'acqua santa che carpisce i dati personali degli utenti di siti web religiosi

Si chiama "Watering Hole", ed è una nuova strategia di attacco informatico mirato che ha l'obiettivo di compromettere i siti web religiosi. Una volta introdotto il malware all’interno del sito web preso di mira, i criminali aspettano che venga installato su computer e dispostitivi elettronici delle ignare vittime.Basta che un utente visiti un sito web compromesso per essere esposto al malware, una tattica che rende l’attacco tanto semplice da diffondere quanto molto pericoloso per frodi e furto di dati personali.

Riconoscimento facciale per il tracciamento della diffusione del coronavirus, una lama a doppio taglio

Riconoscimento facciale per il tracciamento della diffusione del coronavirus, una lama a doppio taglio

Nel bel mezzo della pandemia di coronavirus in corso, la tecnologia di riconoscimento facciale viene adottata a livello globale come strumento per tracciare la diffusione del virus. Ma nella fretta di implementare una misura efficace di tracciamento della diffusione del COVID-19, le questioni importanti e radicate intorno alla raccolta e all'archiviazione dei dati, al consenso dell'utente e alla sorveglianza sono state un po’ messe in secondo piano.

Garante europeo: privacy ai tempi del Covid-19, richiamo cruciale sul principio di necessità

Garante europeo: privacy ai tempi del Covid-19, richiamo cruciale sul principio di necessità

Dal Garante Europeo della protezione dei dati (Edps, European data protection supervisor) arrivano utili strumenti per l’attività del responsabile della protezione dei dati e del consulente della privacy. La relazione annuale per il 2019 dell’Edps mette in fila, a consuntivo, una serie di strumenti che vanno al di là degli stretti compiti istituzionali del Supervisor europeo (garantire che le istituzioni e gli organi dell'UE rispettino il diritto protezione dei dati) e sfociano in veri e propri tool per chi deve applicare la protezione dei dati in azienda e negli enti pubblici.

La gestione delle richieste d'accesso ai dati durante il periodo d'emergenza Covid-19

La gestione delle richieste d'accesso ai dati durante il periodo d'emergenza Covid-19

Le richieste di accesso ai dati possono essere messe in lista d’attesa. È uno degli effetti della situazione emergenziale dovuta al contagio Covid-19. Anche se per arrivare a questo risultato interpretativo la strada è, come al solito, tortuosa. Si prenda il caso, purtroppo, comune di una organizzazione in cui i dipendenti sono in cassa integrazione per un lungo periodo o istituti simili. Per quanto la tecnologia di appoggio allo smart working dovrebbe sopperire, non è detto che gli archivi siano facilmente ed integralmente raggiungibili.

Coronavirus: la privacy non è un ostacolo alla geolocalizzazione, ma deve essere compatibile con i valori democratici

Coronavirus: la privacy non è un ostacolo alla geolocalizzazione, ma deve essere compatibile con i valori democratici

La geolocalizzazione, quale misura di prevenzione del contagio da Covid-19, è possibile, ma solo a tre condizioni: deve avere una base giuridica normativa; deve rispettare i principi di proporzionalità; deve essere garantito il diritto di difesa in via giudiziale. Questa la sintesi della dichiarazione ufficiale del Comitato Europeo per la protezione dei dati (Edpb), che è intervenuto il 16 marzo 2020 con una dichiarazione ufficiale del presidente Andrea Jelinek, il quale ha indicato i parametri generali per bilancio l’interesse alla salute pubblica e il diritto alla protezione dei dati personali.

Privacy Day Forum 2025: il servizio dell'Ansa

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