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Visualizza articoli per tag: DPO

Straordinari per i consulenti privacy e i Dpo (responsabili della protezione dei dati) delle pubbliche amministrazioni, delle società partecipate pubbliche e delle public utility. È una semplificazione con il trabocchetto quella varata dal decreto legge 139/2021 (il cosiddetto decreto Capienze), convertito dalla legge 205/2021 (pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 291 del 7 dicembre 2021, in vigore dall'8 dicembre 2021), che pure ha ripreso l'impostazione vigente dal 1996 al 2018, affrancando le pubbliche amministrazioni dalla necessità di avere una legge o un regolamento ad hoc per ogni trattamento (situazione, peraltro, impossibile da realizzare in concreto).

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Dopo una maratona full-immersion di 124 ore con 23 docenti noti esperti della materia, è terminato il percorso specialistico per data protection officer organizzato da Federprivacy con il patrocinio del CNR di Pisa. Bernardi: "Soddisfatti di aver trasmesso know-how e competenze specialistiche preziose per cinquanta partecipanti motivati dall'inizio fino all'esame finale per conseguire l'attestato di competenza." Già in cantiere una seconda edizione.

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Federprivacy ha patrocinato il Corso di perfezionamento in materia di protezione dei dati personali organizzato dal Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Torino sotto la direzione del Prof. Sergio Foà e del Prof. Francesco Pizzetti.

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Possibilità di ottenere un contributo del Fondo sociale europeo fino a 3mila euro per i professionisti under 40 domiciliati o residenti in toscana che parteciperanno al Corso di formazione manageriale per data protection officer al CNR di Pisa per acquisire la conoscenza specialistica richiesta dal Gdpr. Crediti formativi e attestato di competenza per i partecipanti che superano l'esame finale. Erogazione da parte della Regione fino ad esaurimento dei fondi.

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Aver nominato un Data Protection Officer in conflitto di interessi è costato una sanzione da 525.000 euro a una filiale di un gruppo tedesco di e-commerce.

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Come abbiamo detto più volte anche nelle pubblicazioni di Federprivacy, l’Unione Europea è impegnata ormai da anni in una sfida a tutto campo per conquistare la sovranità digitale e competere a livello globale con gli ecosistemi USA e Cina. È ovvio però che in questo quadro la figura del DPO, pur senza che il GDPR sia modificato, è destinata a cambiare.

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Quando si verifica un data breach (purtroppo sempre più spesso) lo stress degli addetti ai lavori può toccare livelli da burnout, a partire dal Chief Information Security Officer (CISO) che è il primo su cui tutti i colleghi vanno di solito a puntare il dito. Tanto è vero che se questa figura che si occupa di sicurezza informatica è sempre più ricercata nel mercato del lavoro, d’altra parte la sua durata media di permanenza in un’azienda è di soli 18 mesi.

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Pianificare una procedura di data breach e poi essere in grado di gestire correttamente una violazione di sicurezza che può compromettere dati personali e la salute dei sistemi informativi è fondamentale per non incorrere in quel “panico di organizzazione” che altrimenti rischia di ottenere effetti paralizzanti e finanche aggravare l’evento occorso. Con conseguenze e impatti negativi tanto per l’organizzazione quanto per gli interessati coinvolti.

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Si rinnova il Master per Esperto Privacy, che nel 2023 comprenderà anche tutti i principali aggiornamenti ed i temi scaturiti dagli ultimi sviluppi normativi, riservando inoltre maggiore spazio alla cybersecurity.

Quarantadue euro al mese, tutto compreso: è la cifra (forse da record negativo), che una scuola media ha stanziato come compenso nel bando di selezione del Dpo, il responsabile della protezione dei dati. Secondo il Gdpr, il Dpo dovrebbe essere una figura chiave, ma nel settore scuola stenta a farsi apprezzare e nella vita scolastica di tutti i giorni è diffusissima la nomina di responsabili pagati pochissimo e che, indebitamente, mantengono la loro attività ai minimi termini: solo questa cruda constatazione spiega perché la privacy a scuola non sia ancora diventata una routine virtuosa.

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Privacy Day Forum 2025: il servizio dell'Ansa

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