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Garante Privacy, no all’uso delle impronte digitali dei dipendenti se manca base normativa
Il Garante ha sanzionato per 30.000 euro l’Azienda sanitaria provinciale (Asp) di Enna per l’utilizzo di un sistema di rilevazione delle presenze basato sul trattamento di dati biometrici dei dipendenti. A seguito del rafforzamento delle garanzie previste dal Regolamento e dal Codice privacy, per installare questo tipo di sistemi è necessaria infatti una base normativa che sia proporzionata all’obiettivo perseguito e che fissi misure appropriate e specifiche per tutelare i diritti degli interessati. Nel caso della Asp di Enna la base normativa invocata era carente, non essendo stato adottato il regolamento attuativo della legge 56/2019 (poi abrogata) che doveva stabilire garanzie per circoscrivere gli ambiti di applicazione e regolare le principali modalità del trattamento.
Garante Privacy, vietato chiedere i dati sulla presenza in servizio del singolo dipendente
Il Garante Privacy ha chiarito che trasparenza pubblica e controllo sociale non possono spingersi fino ad accordare istanze di accesso civico alle timbrature di presenza di un singolo dipendente pubblico, per qualunque motivo o sospetto siano state formulate. E ciò neppure oscurando le informazioni più delicate.
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Garante Privacy: i certificati per l’assenza dal lavoro non devono riportare dati sulla salute
Le certificazioni che attestano la presenza in ospedale, per giustificare un’assenza dal lavoro o l’impossibilità di partecipare ad un concorso, non devono riportare le indicazioni della struttura presso la quale è stata erogata la prestazione sanitaria, il timbro con la specializzazione del medico, o informazioni che possano far risalire allo stato di salute.
Garante Privacy: il dipendente ha diritto di accedere ai dati sulla geolocalizzazione
Il Garante privacy ha comminato una sanzione di 20mila euro a una società incaricata della lettura dei contatori di gas, luce e acqua, per non aver dato idoneo riscontro alle istanze di accesso ai dati di tre dipendenti.
Garante Privacy: illecito l’utilizzo dei dati della carta fedeltà per licenziare la dipendente
Con il provvedimento n. 311 del 29 aprile 2026, il Garante per la protezione dei dati personali è intervenuto su un caso di particolare rilievo per le imprese che gestiscono programmi di fidelizzazione, punti vendita e rapporti di lavoro.
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Garante Privacy: l'ex dipendente può ottenere l'accesso alle proprie email dopo la fine del rapporto lavoro
Il lavoratore può accedere ai messaggi del proprio account email aziendale e ai documenti presenti nel pc dopo la fine del rapporto di lavoro. Eventuali limitazioni devono essere motivate da specifiche e comprovate ragioni, come la tutela di segreti aziendali.
Garante Privacy: la difesa in giudizio non giustifica l’accesso alla posta elettronica del lavoratore
Il legittimo interesse a trattare dati personali per difendere un proprio diritto in giudizio non annulla il diritto dei lavoratori alla protezione dei dati personali. Tanto più se riguarda una forma di corrispondenza, come i messaggi di posta elettronica, la cui segretezza è tutelata anche costituzionalmente.
Garante Privacy: stop al software che accede all’email del dipendente
Il datore di lavoro non può accedere alla posta elettronica del dipendente o del collaboratore né utilizzare un software per conservare una copia dei messaggi. Un simile trattamento di dati personali oltre a configurare una violazione della privacy, è idoneo a realizzare un'illecita attività di controllo del lavoratore. Lo ha stabilito il Garante Privacy sanzionando una società per 80mila euro.
Garante Privacy: via libera a nuove modalità di verifica del green pass nei luoghi di lavoro
Il Garante ha espresso, in via d’urgenza, parere favorevole sullo schema di Dpcm che introduce nuove modalità di verifica del green pass in ambito lavorativo pubblico e privato. Lo schema di decreto, da adottare di concerto con il Ministro della salute, il Ministro per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale e il Ministro dell’economia e delle finanze, tiene conto delle interlocuzioni con l’Ufficio del Garante al fine di assicurare, nel rispetto della libertà di scelta in ambito vaccinale, sia il corretto adempimento degli obblighi di verifica da parte dei datori di lavoro pubblici e privati, sia il rispetto della disciplina di protezione dei dati personali e della disciplina di settore, europea e nazionale, in materia di certificazioni verdi.
Garante: l’accesso alla email del lavoratore licenziato vìola la privacy
Il contenuto delle email, i dati di contatto delle comunicazioni e gli eventuali allegati, rientrano nella nozione di corrispondenza e sono quindi tutelati dal diritto alla segretezza. Tale garanzia, riconosciuta anche dalla Costituzione, salvaguarda la dignità della persona e il suo pieno sviluppo nelle relazioni sociali.
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