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Visualizza articoli per tag: lavoro

Adesso che si dispone, grazie agli adeguamenti apportati dal recentissimo decreto 101 del 4 luglio 2018, di un testo aggiornato del nostro Codice Privacy, possiamo dire cosa c’è di nuovo in tema di trattamenti nell’ambito dei rapporti di lavoro e controlli sui dipendenti. Ricordiamo che il Regolamento ha rinviato alla normazione nazionale la tematica (cons. 155 e art. 88). In particolare l’articolo 88 del Regolamento definisce in modo ampio gli ambiti e le finalità dei trattamenti in tema di rapporti di lavoro, che possono essere regolati mediante regole più precise “da legge o tramite contratti collettivi”.

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I sistemi di localizzazioni Gps installati su furgoni aziendali devono essere già forniti in configurazione adattabile e configurabile alla normativa privacy nonché alle specifiche esigenze del cliente utilizzatore: è il contenuto dell'innovativo provvedimento n. 396 della Autorità Garante per la protezione dei dati del 28 giugno scorso. Una società esercente attività di distribuzione e commercializzazione di impianti per saldatura/macchine per saldare e relativa assistenza ai clienti aveva installato sui propri furgoni, a scopo di tutela dei beni aziendali e per garantire interventi di riparazione tempestivi, dispositivi di geo-localizzazione mediante sistema Gps.

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Uno studio condotto da Ivanti su oltre 6.000 impiegati e 1.200 professionisti IT, ha rivelato una tendenza preoccupante. Se l'utilizzo degli strumenti di intelligenza artificiale generativa è sempre più diffuso in ambito lavorativo, il 32% degli dipendenti che se ne avvale lo fa senza informare il proprio datore di lavoro.

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Un nuovo rapporto sulla diffusione dell’intelligenza artificiale (IA) nel contesto lavorativo mette in luce una tendenza tanto sorprendente quanto preoccupante: una larga maggioranza dei dirigenti di livello C-Suite afferma di aver inserito dati aziendali riservati in strumenti di IA generativa e simili.

Nell’ambito del percorso di alta formazione “Privacy e gestione del personale”, il 9 maggio 2025 è in programma un seminario online che affronta i temi della videosorveglianza in ambito lavorativo e il controllo sui lavoratori.

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La pubblicazione, qualche giorno fa, da parte dell’European Data Protection Board(l’“Edpb” o il “Comitato”, ossia l’organo che, dopo l’entrata in vigore del Regolamento n. 679/2016 (Gdpr), ha sostituito il vecchio Gruppo dei Garanti Europei, istituito dall’art. 29 della Direttiva 95/46, abrogata dal Gdpr), dell’“Opinion on the draft list of the competent supervisory authority of Italy regarding the processing operations subjects to the requirement of a data protection impact assessment”, costituisce un importante avvenimento per due motivi.

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I dati dei lavoratori non si trattano in base al loro consenso. Se si segue questa strada (sbagliata), al datore di lavoro può arrivare una sanzione molto salata. Come è successo a una grande società (Price Waterhouse Business Solution), sanzionata dal Garante della privacy greco a pagare 150 mila euro. Il provvedimento, n. 26/2019, si segnala anche per un altro motivo. Il Garante greco ha sanzionato per la violazione dell'articolo 5 del Gdpr, che è una disposizione formulata in maniera generalissima, tale da essere applicata per ogni violazione, piccola o grande, sostanziale o formale, anche quando non si accerta la violazione di una norma specifica.

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Venerdì, 21 Luglio 2023 10:49

Il consenso nei trattamenti del whistleblowing

Il D.lgs. n. 24/2023 ha previsto alcune operazioni di trattamento in ambito whistleblowing che necessitano del consenso dell’interessato (art. 6 e 7 del GDPR), quale condizione di liceità per specifiche finalità. Tali trattamenti sono previsti dall’art. 12 (obbligo di riservatezza), paragrafi 2 e 5 e dalla art. 14 (conservazione della documentazione), paragrafi 2 e 4, del citato Dlgs. n. 24/2023.

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Con sentenza n. 21888 del 9 ottobre 2020 la Corte di Cassazione si è nuovamente pronunciata sulla legittimità dei controlli "occulti" svolti dal datore di lavoro, che – nella fattispecie esaminata – riguardano il caso di un lavoratore licenziato per giusta causa in considerazione della scarsa diligenza con la quale aveva reso la prestazione (un "pervicace ritardo nell'esecuzione della prestazione") nonchè per una perdurante inosservanza degli obblighi e dei doveri di servizio nello svolgimento delle mansioni assegnate (nel caso esaminato, si trattava di un lavoratore con mansioni di portalettere).

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Le posizioni del Garante in materia di gestione e controllo della posta elettronica assegnata al dipendente per lo svolgimento delle proprie mansioni cominciano a incontrare qualche resistenza da parte dei giudici del lavoro. ll Tribunale di Pisa ha ritenuto legittimo il licenziamento di un dipendente infedele su cui erano stati fatti controlli mirati.

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Siamo tutti spiati? il presidente di Federprivacy a Cremona 1 Tv

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