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Visualizza articoli per tag: hacker

Per almeno tre anni, pirati informatici hanno rubato migliaia di messaggi diplomatici dal network dell’Unione Europea. I “cables”, seppur con una bassa classificazione di sicurezza, rivelano nero su bianco le preoccupazioni di Bruxelles e dei Paesi della Ue per le mosse imprevedibili dell’amministrazione Trump, oltre che per la politica russa e i rapporti con Cina e anche per il rischio di una ripresa del programma nucleare iraniano.

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Secondo il nuovo “Kaspersky Security Bulletin: Threat Predictions for 2019”, l’anno prossimo il mondo degli attacchi APT sarà diviso in due: da una parte i nuovi attaccanti, inesperti ma molto determinati ad avere un ruolo nel panorama delle cyberminacce; dall’altra, gli autori già noti, con sempre più risorse e più evoluti. Quest'ultimo gruppo metterà le aziende di fronte a grandi sfide: gli esperti di minacce informatiche, infatti, esplorano tecniche sempre più evolute e sofisticate, che saranno molto più difficili da scoprire e da attribuire.

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Si fa un gran parlare di Internet delle Cose e mentre la corrispondente sigla “IoT” (Internet of Things) rimbalza tra mille chiacchiere di entusiasti del progresso, pochi affrontano il tema della sicurezza dei troppi dispositivi interconnessi alla Rete delle Reti. La possibilità di essere collegati e l’opportunità di “comandare” qualcosa a distanza vale anche per i malintenzionati, che non perdono occasione per sfruttare la crescente raggiungibilità di qualsivoglia oggetto con la minima componente elettronica.

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La Saipem è stata presa di mira dagli hacker contro le sue infrastrutture IT in Medio Oriente. Lo ha reso noto la stessa compagnia petrolifera italiana a Bloomberg. Qualcuno ha lanciato i cyber attacchi contro 400 server di Saipem dislocati negli Emirati Arabi Uniti (UAE), in Arabia Saudita (KSA) in Kuwait e nel Regno Unito, che ha immediatamente messo offline i suoi server per bloccare ll tentativo di intrusione ed effettuare una stima del suo impatto.

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Quando si riceve un'email apparentemente proveniente dalla banca, in cui viene fatto credere al malcapitato destinatario che il proprio conto corrente sarebbe stato bloccato con la richiesta di effettuare l'accesso al web banking digitando le proprie password o di cliccare su un link, la maggior parte delle volte si tratta in realtà di tentativi di frode ad opera di hacker che cercano di carpire le credenziali degli utenti mediante campagne di phishing.

Il sindaco di New York Bill de Blasio ha presentato una nuova app gratuita per cellulari che servirà a proteggere i dati online dei cittadini newyorkesi. La app fa parte di un’iniziativa chiamata NYC Secure e aiuterà le persone a monitorare le reti Wi-Fi non sicure e i contenuti dannosi per i loro telefonini.

L’Università di Maastricht ha rivelato di aver pagato il riscatto di 30 bitcoin (pari a oltre 200mila euro) richiesto dagli hacker che hanno crittografato alcuni dei suoi sistemi critici a seguito di un attacco informatico che ha avuto luogo il 23 dicembre 2019.

Non aprite quel messaggio di posta elettronica: potrebbe contenere un virus. Non è un avvertimento generico ma una indicazione specifica relativa a due attacchi hacker attualmente in corso in Italia, da parte di un non meglio identificato gruppo di cyber criminali che hanno l’obbiettivo di rubarci dati sensibili su larga scala. L’allarme sul primo attacco proviene dalla società di sicurezza informatica Yoroi, che ha diffuso una nota in cui spiega la dinamica di questo attacco, confermata anche dal Computer Emergency Response Team della Presidenza del Consiglio dei Ministri per la Pubblica Amministrazione (CERT-PA).

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Fino a poco tempo fa gli hacker usavano classicamente i ransomware per crittografare i dati delle vittime minacciandole di non restituirvene l'accesso se non dietro il pagamento di un riscatto, ma ora le estorsioni online stanno vedendo un’evoluzione ancora più meschina in cui i cybercriminali minacciano di segnalare al Garante della Privacy la mancata adozione delle misure di sicurezza prescritte dal Gdpr.

Un nuovo studio avverte che gli hacker possono decifrare le password di una persona semplicemente ascoltandola digitare sulla tastiera tramite il microfono del proprio smartphone, secondo quanto riporta Science Daily. Secondo i ricercatori della South Methodist University del Texas, il metodo è così efficace che può essere eseguito anche in un luogo pubblico e rumoroso. La tecnica potrebbe anche essere utilizzata per decrittografare le e-mail e i messaggi privati ​​di qualcuno o rubare informazioni sulla carta di credito.

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Nicola Bernardi, presidente di Federprivacy, intervistati a Kudos su Rai 4

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