Dichiarazione del Presidente Stanzione sulle asserzioni di Ranucci sul Garante Privacy: “illazioni gravissime che confondono la nostra piena indipendenza e terzietà”
Il Presidente dell’Autorità per la protezione dei dati personali, Pasquale Stanzione, ha rilasciato una dichiarazione a seguito delle asserzioni fatte dal giornalista Sigfrido Ranucci nel corso della conferenza stampa al Parlamento europeo del 23 ottobre, quando ha detto che “qualcuno sta armando il Garante della privacy per punire Report e dare un segnale esemplare a altre trasmissioni”, chiedendo al Garante europeo di verificare l’operato dell’Autorità, perché “sembra agire come un'emanazione del governo”.
(Nella foto: Pasquale Stanzione, Presidente del Garante per la protezione dei dati personali)
Secondo Stanzione, “tali dichiarazioni sono di una gravità senza precedenti. Esse insinuano, infatti, che il Garante – autorità indipendente prevista dalla normativa europea, il cui vertice è eletto da entrambi i Rami del Parlamento – operi sulla base di direttive ricevute da terzi, peraltro secondo un indirizzo politico di maggioranza. Si tratta di illazioni gravissime, che confondono la piena indipendenza e terzietà di giudizio del Garante con un’asserita sua soggezione a presunte logiche di Governo. “
“Nulla di più infondato” afferma il Presidente dell’Authority, - "come dimostrano - ove mai ve ne fosse il bisogno - oltre 28 anni di attività svolta nell’esclusivo rispetto della legge, delle funzioni e dei compiti di tutela affidati all’Autorità, con la garanzia costante della massima trasparenza del proprio operato".
Come in questo caso, il Garante ricorda che in tutta la propria attività, dalla sua istituzione ad oggi, non è possibile rinvenire mai alcuna decisione imputabile a ragioni diverse dalla scrupolosa osservanza delle norme che l’Autorità è chiamata ad applicare, con scelte spesso non facili e non sempre gradite. Ma sempre, costantemente, rispettose della legge e delle esigenze di tutela avanzate dai cittadini, vittime di condotte lesive della propria dignità.
Nel comunicato, viene rimarcato peraltro che è nota la massima disponibilità del Garante e dei suoi componenti a ogni richiesta di confronto, nella ferma convinzione della necessità del più ampio dialogo – anche e soprattutto con gli organi d’informazione – in quanto espressivo della necessaria apertura che deve contraddistinguere le istituzioni, come questa, chiamate a tutelare diritti fondamentali dei cittadini.
Al contrario, le parole pronunciate dal dott. Ranucci poco prima che il Garante irrogasse una sanzione di 150.000 euro alla Rai per le violazioni commesse dalla trasmissione Report nell'ambito della vicenda che ha coinvolto l'ex Ministro Gennaro Sangiuliano, rischiano di essere percepite come un tentativo di indebito condizionamento dell’attività decisoria del Garante, chiamato a pronunciarsi su due reclami avanzati nei confronti della trasmissione da lui diretta.
Nel respingere le dichiarazioni in questione, come totalmente destituite di fondamento e gravemente lesive della propria immagine, il Garante fa sapere che - nella totalità dei componenti il suo Collegio - adotterà ogni iniziativa utile alla tutela della propria dignità istituzionale.
Fonte: Garante Privacy







