Federprivacy
Federprivacy è la principale associazione di riferimento in Italia dei professionisti della privacy e della protezione dei dati, iscritta presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MISE) ai sensi della Legge 4/2013. Email: [email protected]
Doppia protezione per il know how aziendale
Il decreto legislativo 11 maggio 2018 n. 63, in vigore dal 22 giugno, ha innovato il codice della proprietà industriale, incidendo in modo significativo sulla tutela del segreto commerciale. Le modifiche si adeguano alla recente direttiva comunitaria, volta a uniformare un sistema squilibrato, con livelli di protezione difformi e più blandi in alcuni Stati, di ostacolo alla leale concorrenza e alla competitività imprenditoriale.
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Borse di studio e stage per diventare DPO grazie a Ferrero e BNP Paribas
Sono ancora pochi i data protection officer ed i professionisti specializzati in materia di privacy rispetto al fabbisogno del marcato. Tanti i giovani attratti dalle nuove opportunità con il GDPR, ma necessari percorsi strutturati e bagaglio di esperienza iniziale per svolgere il ruolo di DPO o proporsi come consulenti. Realizzato un progetto per l'erogazione di borse di studio per il sostegno alla formazione grazie ai contributi di Ferrero e BNP Paribas. Bernardi: "Stabilito un filo diretto con numerose aziende disponibili ad ospitare giovani particolarmente meritevoli per dare opportunità di uno stage."
Intesa segreta tra Google e Mastercard per tracciare i clienti
Google e Mastercard avrebbero concluso un accordo segreto che avrebbe permesso alla società di Mountain View e ai suoi inserzionisti di tracciare le vendite al dettaglio, quindi "offline", di oltre due miliardi di carte. Google - secondo Bloomberg - avrebbe pagato milioni di dollari per avere i dati da Mastercard e le due società avrebbero discusso anche la divisione di una parte dei guadagni, secondo persone che hanno lavorato all'intesa. I portavoce di Google e Mastercard non hanno voluto commentare. L'intesa riguarderebbe solo gli Stati Uniti.
Cassazione: non basta l’archiviazione, l’indagato resta in banca dati per venti anni
I dati e le informazioni della persona sottoposta a indagini penali, restano nella banca dati della polizia, anche in caso di accertamento dell’estraneità ai fatti, per venti anni dalla data di archiviazione. E trascorsa la metà del tempo, dunque dieci anni, la sola tutela sta nella certezza che saranno visibili ai soli operatori interessati. La Corte di cassazione (sentenza 21362) analizza per la prima volta il Dpr 15/2018 con il quale sono stati attuati i principi del codice della privacy relativi al trattamento effettuato per ragioni di polizia.
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Polizia Municipale, dal Garante privacy l'ok allo schema di decreto per l'accesso alla banca dati dei veicoli rubati
Via libera del garante della privacy allo schema di decreto che regolerà l'accesso della polizia municipale alla banca dati del Viminale per la verifica dei veicoli e dei documenti rubati. Ma per questa tipologia di attività andranno dettagliati bene i rapporti tra comune e dipartimento di pubblica sicurezza alla luce del dlgs 51/2018 di attuazione della direttiva 2016/680. Lo ha evidenziato il garante della privacy con il parere n. 316/2018.
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Wall Street Journal: Yahoo! scansiona le mail degli utenti per fini pubblicitari
Yahoo! scansiona le email degli utenti per vendere dati alla pubblicità, pratica che molte aziende tecnologiche hanno da tempo abbandonato per motivi di privacy. A sollevare il caso è il Wall Street Journal: spiega che Oath, l'azienda proprietaria di Yahoo! e divisione di Verizon Communications, ha lanciato un servizio dedicato agli inserzionisti che analizza oltre 200 milioni di caselle di posta, cercando indizi su quali prodotti potrebbero comprare gli utenti.
Dlgs 65/2018, la cybersecurity incrocia il Regolamento sulla Privacy
Mentre migliaia di organizzazioni sono ancora alle prese con l’adeguamento al regolamento Ue 2016/679 in materia di protezione dei dati, per molte di esse si avvicina il momento di affrontare la direttiva 2016/1148 in materia di sicurezza delle reti e dei sistemi informativi, recepita in Italia con il decreto legislativo 65/2018 entrato in vigore lo scorso 24 giugno.
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Verità presunta o fake news? Conta la verifica delle fonti
Le fake news entrano per la prima volta nelle sentenze, che sdoganano ufficialmente il termine. A fare da apripista il tribunale di Torino e di Catania in due cause civili per diffamazione. Al centro le varie sfumature della verità che incidono sull’esito dei processi e sulla vita delle parti coinvolte. Se sono tollerati errori marginali, non possono essere accettate inesattezze determinanti sulla realtà fattuale, in grado di ledere la reputazione dei soggetti interessati. Via libera allora alla verità putativa, se il giornalista ha fatto tutto il possibile per verificare le fonti e ciononostante sia caduto in errore, mentre viene punita la verità soggettiva, dietro la quale si cela sempre l’insidia delle fake news ovvero quelle «notizie false, altrimenti dette bufale».
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Condominio a norma con la privacy dopo il Gdpr
Condominio a norma con la privacy. La recente entrata in vigore del regolamento europeo n. 679/2016 ha infatti ribadito la necessità di un corretto trattamento dei dati personali in ambito condominiale.
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Decreto delegato per il Gdpr, molte luci e qualche ombra
Il 21 agosto 2018 dovrebbe essere definitivamente scaduta la delega contenuta nell’art.13 della legge 25 ottobre 2017 n.16 (legge di delegazione europea 2016-2017) per il GDPR. Entro tale data, dunque, dovrebbe essere stato emanato con D.P.R. il testo del decreto delegato approvato in via definitiva dal Consiglio dei Ministri dell’8 agosto 2018. Per la sua entrata in vigore dovremo comunque attendere la pubblicazione in G.U., che dovrebbe avvenire subito dopo l’emanazione, e il necessario periodo di vacatio legis.
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