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Carlo Pikler

Avvocato, Epra Srl - Privacy Register Accreditation. Coordinatore del Gruppo di Lavoro Federprivacy sulla protezione dei dati personali nelle amministrazioni condominiali.

Nel panorama della protezione dei dati personali esistono argomenti che, pur essendo estremamente diffusi nella pratica quotidiana, ricevono un'attenzione inferiore rispetto a quella che meriterebbero. Tra questi rientrano certamente i sistemi antintrusione.

Nel condominio la privacy non abita solo nello studio dell’amministratore. Sempre più spesso scende le scale, entra nella chat dei vicini, passa dalla bacheca, finisce in una fotografia scattata con lo smartphone o in un messaggio nel gruppo WhatsApp. Il punto è delicato: il problema non è più solo quali dati possa trattare l’amministratore, ma cosa possa fare ciascun condomino dei dati degli altri.

Le Linee guida del Garante del 10 aprile 2025, attualmente in consultazione pubblica, offrono un contributo interpretativo rilevante in relazione all’applicazione del Regolamento UE nel contesto immobiliare e condominiale, chiarendo in modo esplicito la piena riconducibilità del proprietario immobiliare all’ambito soggettivo di applicazione del GDPR.

Nel percorso di qualificazione della figura dell’amministratore di condominio, le norme tecniche UNI e gli standard ISO rappresentano oggi un riferimento sempre più frequente per strutturare l’attività professionale secondo criteri di qualità, tracciabilità e controllo dei processi.

La ripresa continuativa delle parti comuni, sebbene frequentemente giustificata da esigenze di sicurezza e tutela del patrimonio, comporta un trattamento potenzialmente invasivo che richiede, in capo al Condominio quale titolare del trattamento, un’attenta e consapevole gestione dei rischi e delle basi giuridiche ai sensi del GDPR.

La gestione del condominio è sempre più affidata a strumenti digitali: email, piattaforme online, gruppi WhatsApp, chat e sistemi di notifica automatica. Convocazioni assembleari, avvisi, bilanci e comunicazioni urgenti viaggiano oggi con modalità rapide ed efficienti. Tuttavia, questo processo di digitalizzazione comporta rilevanti rischi per la protezione dei dati personali.

Nel contesto condominiale, la figura del conduttore occupa una posizione sempre più rilevante, soprattutto alla luce dell’obbligo per l’amministratore di tenere aggiornato il registro di anagrafe condominiale, introdotto dall’articolo 1130, n. 6, del Codice civile. 

Nel contesto della gestione condominiale contemporanea, la tenuta dell’anagrafica condominiale rappresenta un punto strategico: da essa dipendono la corretta ripartizione delle spese, le convocazioni assembleari, i rapporti con i fornitori, la gestione delle morosità e l’intero flusso documentale del condominio, ed è un trattamento di dati personali a tutti gli effetti, soggetto ai principi e ai presidi del GDPR.

Nel contesto condominiale, la questione dell’accesso dei singoli condomini a documenti che riguardano lavori edilizi, pratiche urbanistiche o catastali di uno o più condomini pone un nodo complesso: la trasparenza gestionale da un lato, la tutela della riservatezza dall’altro.

Le Linee Guida del Garante Privacy del 10 aprile 2025 ridefiniscono i confini tra sicurezza e tutela dei dati personali nel condominio: nasce l’obbligo del Registro dei trattamenti, si rafforza la posizione dell’amministratore e si chiarisce il caso – tutt’altro che raro – del condomino che installa da sé una telecamera.

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