NEWS

Utilizzare su Facebook espressioni apparentemente offensive nei confronti di un politico non per forza costituisce reato di diffamazione

Secondo la Corte di cassazione (sentenza n. 46496 del 20 novembre) utilizzare su Facebook espressioni apparentemente offensive nei confronti di un’alta carica istituzionale o persino – come nella vicenda – nei confronti di un Ministro non per forza costituisce reato di diffamazione. E ciò è vero soprattutto in caso di espressioni offensive che pur aspre, sono comunque strettamente connesse all’attività politica del soggetto passivo, tanto più se incentrate su dati veri, e se a ben vedere la critica sia rivolta all’intera classe politica.

Su Facebook si può dire (quasi) tutto ciò che si pensa dei politici

Fonte: Il Sole 24 Ore - di Pietro Alessio Palumbo

Note Autore

FederPrivacy FederPrivacy

Federprivacy è la principale associazione di riferimento in Italia dei professionisti della privacy e della protezione dei dati personali, iscritta presso il Ministero dello Sviluppo Economico ai sensi della Legge 4/2013. Email: [email protected] 

Prev Basta commissionare una app per diventare titolari del trattamento anche senza aver mai visto un dato
Next Il rischio di abusi su dati personali può costituire danno immateriale

Privacy Day Forum 2024, il trailer della giornata

Mappa dell'Italia Puglia Molise Campania Abruzzo Marche Lazio Umbria Basilicata Toscana Emilia Romagna Calabria

Rimani aggiornato gratuitamente con la nostra newsletter settimanale
Ho letto l'Informativa Privacy