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Visualizza articoli per tag: giornalismo

Per bilanciare la libertà di informazione e il diritto all’oblio, si può chiederne la deindicizzazione dai motori di ricerca. L’articolo conserva infatti il suo valore di documento storico e come tale deve rimanere accessibile nella sua integrità agli abbonati e a chi dovesse svolgere specifiche ricerche.

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A seguito dei casi che negli ultimi mesi hanno sollecitato l’intervento del Garante per richiamare gli operatori dell’informazione al rispetto della normativa sulla protezione dei dati personali, Federprivacy dedica la Circolare 6-2020 a “Giornalismo e privacy con il Gdpr”, distribuendola gratuitamente a tutti i professionisti e pubblicisti iscritti all’ordine. Nella speciale iniziativa, una sezione dedicata dell’area riservata nel sito dell’associazione con omaggio il massimario “Risposte Privacy”.

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Il Garante per la protezione dei dati personali e il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti si sono incontrati mercoledì 23 marzo 2022 presso la sede del Garante. All’incontro erano presenti il Collegio dell’Autorità, composto da Pasquale Stanzione, Ginevra Cerrina Feroni, Agostino Ghiglia, Guido Scorza, il Presidente e la Segretaria Nazionale dell’Ordine, Carlo Bartoli e Paola Spadari.

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La rincorsa allo scoop mette all’angolo la privacy e stropiccia il diritto di cronaca. La storia, di cui vogliamo trattare, comincia con una iniziale notizia di un esito positivo di un tampone Covid di una ministra, da considerarsi contagiata, notizia diffusa addirittura prima che l’interessata lo sapesse, seguita dalla notizia che si trattava di un falso positivo, con la conseguenza che non c’è nessuna ministra contagiata. In sostanza la notizia iniziale è azzerata, ma, come vedrà chi ha la pazienza di arrivare in fondo a questo articolo, c’è una vera notizia non messa in sufficiente evidenza. Peraltro, il succo della vicenda consente di studiare la legislazione della privacy applicata al giornalismo e la deontologia del giornalista.

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Ritrova i propri dati personali pubblicati su un quotidiano online in una foto che riprende il testamento olografo di una celebre attrice, da poco scomparsa, alla quale aveva fatto da testimone. Non riuscendo ad ottenerne la cancellazione, si rivolge al Garante che sanziona la testata.

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La Cassazione, sentenza n. 6116-2023, detta le regole per il risarcimento del danno in caso di mancata rimozione, da un giornale online, di una notizia non aggiornata relativa ad un procedimento penale. Una notizia, in ipotesi, causa di possibili danni reputazionali per la persona citata. Per la Terza sezione civile, che su questo afferma un principio di diritto, deve ritenersi che "la persistenza nel sito web di una testata giornalistica della risalente notizia del coinvolgimento di un soggetto in un procedimento penale - pubblicata nell'esercizio legittimo del diritto di cronaca, ma non aggiornata con i dati relativi all'esito di tale procedimento - non integra, di per sé, un illecito idoneo a generare una pretesa risarcitoria".

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Gira sul web il video della figlia di Eva Kaili, la ex vicepresidente dell’Europarlamento, che ritrae la bambina che arriva al carcere di Haren, in Belgio, in visita alla madre. Il video - privo di un qualsiasi interesse pubblico rispetto alla vicenda dell’eurodeputata - non solo viola la riservatezza e l’anonimato della bambina, ma risulta lesivo della sua personalità e del suo sviluppo psico-fisico, comportando la permanenza in rete di immagini per un tempo potenzialmente infinito e privando, di conseguenza, la bambina del diritto a non doversi ritrovare, in un prossimo futuro, a rivivere certi tristi momenti.

Il confine tra il diritto di cronaca e il rispetto della riservatezza è sempre molto sottile. Ma se l'editore non replica anche in maniera negativa alle richieste di esercizio dei diritti privacy rischia di incorrere in sanzioni.

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Viola la privacy e diffama il giornalista che, nel riferire un fatto di cronaca, fornisce notizie e particolari della vita privata di persone che non hanno attinenza con la notizia principale. Partendo da questo principio la Cassazione (sentenza 22741/2021) conferma la condanna del redattore e del direttore responsabile di un quotidiano, colpevoli di aver svelato fatti personali dei familiari della vittima di un incidente stradale: un musicista noto a livello locale.

Il Garante per la privacy ha avviato un’istruttoria nei confronti dei siti che hanno diffuso le generalità della vittima della violenza sessuale di Palermo. L’Autorità si riserva inoltre di adottare i provvedimenti ritenuti necessari e di informarne l’autorità giudiziaria per le valutazioni di competenza.

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Privacy Day Forum 2024: intervista a Pasquale Stanzione

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