Quando quello che fa il dipendente nella sua vita privata può costargli il posto di lavoro: la sentenza della Cassazione
Una recente pronuncia della Cassazione affronta un tema di forte attualità e rilevanza sociale: il rapporto tra vita privata del lavoratore, reati e licenziamento per giusta causa. In particolare, i giudici della Suprema Corte hanno stabilito in quali casi pratici una condotta non lavorativa, ovvero avvenuta fuori dall’ufficio e dall’esercizio delle mansioni, può incidere sul legame fiduciario tanto da giustificare il licenziamento.

Per leggere l'articolo integrale devi effettuare il login!

