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Visualizza articoli per tag: data breach

Il Presidente dell’Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali Antonello Soro nel discorso del 23 Giugno 2020 presentando la Relazione annuale 2019 ha affermato che la sicurezza dello spazio cibernetico implica anzitutto, inevitabilmente, la protezione dei dati e delle infrastrutture di cui è composto l'ecosistema digitale.  Gli attacchi informatici sono aumentati nel 2019 del 91,5% nel settore dei servizi on line e del cloud. Atti di spionaggio/sabotaggio sono triplicati rispetto al 2018. Questi eventi, acutizzatisi anche a causa della pandemia, a danno di eccellenti strutture sanitarie anche italiane, si è proposto di qualificarli come veri e propri atti terroristici.

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L'autorità di controllo per la protezione dei dati danese ha recentemente rilevato che due comuni, quello di Gladsaxe e quello di Hørsholm non garantiscono un livello adeguato di sicurezza dei dati come richiesto dal Gdpr, a seguito della notifica di due rispettivi data breach rischiamo adesso di essere sanzionati.

Unicredit è stata colpita il 21 ottobre 2018 da un tentativo di Data Breach per forzare il sistema di online banking, notificato al Garante Privacy il giorno successivo, che ha interessato i dati personali di ben 731.519 REB (codice identificativo per l’accesso ai servizi di banca multicanale) dei suoi correntisti. Un tentativo di intrusione che secondo la banca è stato sventato e che, sempre secondo quanto comunicato da Unicredit ai clienti interessati, avrebbe potuto carpire nome, cognome, codice fiscale, NDG (codice identificativo cliente) e appunto REB.

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I dati di 16.000 persone legate al Parlamento europeo sono stati esposti online. A dare notizia del data breach è stata la società di sicurezza informatica Shadowmap. I file scoperti dagli esperti di cybersecurity contengono dati come password, descrizioni di posti di lavoro e altre informazioni personali contenute in un portale internet all'interno del dominio del Parlamento Ue.

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Negli ultimi mesi abbiamo assistito sulle pagine di cronaca a un susseguirsi di notizie su furti di dati, attacchi hacker e divulgazioni di database pieni di password. Di conseguenza è aumentata come mai prima la percezione e di conseguenza il timore che i propri dati personali possano essere persi, modificati o divulgati senza autorizzazione. In altre parole, che accada quello che il GDPR 16/679 definisce data breach o più semplicemente in italiano una violazione dei dati personali.

Venerdì, 28 Agosto 2020 16:53

Data Breach nel 2020: i numeri del fenomeno

Il recente "Cost of a Data Breach Report 2020" di Ponemon, lo studio che coinvolge oltre 500 organizzazioni che hanno subito violazioni di dati, ha restituito alcuni dati interessanti sul fenomeno e come si è sviluppato quest’anno. Partiamo dai numeri da prima pagina: rispetto allo scorso anno il costo medio per Data Breach non ha subito grosse variazioni, passando da 3,92 milioni di dollari a 3,86.

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Per prima cosa è fondamentale dare un’occhiata a quanto avvenuto l’anno scorso. Oltre alle difficoltà già presenti, il 2020 è stato un anno orribile dal lato “data protection” alla luce del numero record di furti di credenziali e sottrazioni di informazioni personali. Il numero complessivo fa tremare i polsi: 20 miliardi di record sottratti nel solo 2020, con un incremento del 66% rispetto al 2019. Incredibilmente, si tratta di un aumento di 9 volte rispetto al valore “basso” del 2018, in cui erano stati sottratti (solo) 2,3 miliardi di record.

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Nel 2017 sono state riscosse sanzioni amministrative per circa 3 milioni 800 mila euro, pari ad un complessivo 15% in più rispetto al 2016, mentre le comunicazioni di notizie di reato all'autorità giudiziaria sono state 41, in particolare per mancata adozione di misure minime di sicurezza a protezione dei dati e trattamento illecito. Sono alcuni dei risultati dell’attività del Garante per la protezione dei dati personali diffusi alla Camera in occasione della presentazione della Relazione annuale sull'attività svolta lo scorso anno.

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Martedì, 30 Giugno 2020 12:24

Data breach, aumento del 66% nei paesi europei

Nell’ultimo anno le notifiche di violazioni dei dati personali richieste dal Gdpr sono aumentate del 66% nei principali paesi dello Spazio Economico Europeo. Ad evidenziarlo, è un’analisi di Linklaters.

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Dal 25 maggio 2018, in virtù del disposto degli articoli 33 e 34 del Regolamento UE 2016/679, imprese, enti pubblici e professionisti devono notificare al Garante le violazioni della sicurezza - informatica e non - da cui possano derivare danni per le persone fisiche cui si riferiscono i dati. La Circolare 2/2018 di Federprivacy propone soluzioni ad alcuni casi pratici.

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