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Colosso dell’e-commerce subisce una maxi violazione dei dati e chiede scusa ai propri clienti offrendo loro un risarcimento

Il colosso sudcoreano della vendita al dettaglio online Coupang ha offerto l'equivalente di 1,18 miliardi di dollari di risarcimento ai suoi 34 milioni di utenti che erano stati colpiti da una massiccia violazione dei dati personali.

Un comunicato stampa della società di e-commerce con sede negli Stati Uniti, che opera in Corea del Sud, Taiwan, Singapore, Cina, India e Europa, ha infatti dichiarato che intende fornire a tutti i clienti buoni acquisto per un totale di 50.000 won (corrispondenti a circa 35 dollari ciascuno) per vari servizi, e anche gli ex clienti che nel frattempo avevano chiuso i loro account avranno comunque diritto a ricevere i voucher per la violazione della loro privacy.

Immediatamente positiva la reazione di Wall Street per le azioni di Coupang Inc (CPNG.N), che nelle successive sedute di scambi sono aumentate dello 10,2% dopo che la società ha annunciato il piano di compensazione per risarcire i clienti.

Harold Rogers, CEO ad interim di Coupang Corp., ha espresso apertamente il suo rammarico: “Mi scuso ancora una volta profondamente con i nostri clienti”, ha affermato nella sua dichiarazione, descrivendo la mossa come una “misura responsabile nei confronti dei nostri clienti”, e affermando che l’azienda “rispetterà le proprie responsabilità fino in fondo”.

Le scuse di Rogers sono arrivate il giorno dopo quelle del fondatore di Coupang, Kim Bom, che si era dichiarato “devastato” dalla delusione provata dalle persone, ammettendo che l’azienda non è riuscita a comunicare in modo chiaro fin dall’inizio dell’incidente.

La violazione dei dati, rivelata il 18 novembre, aveva portato alle dimissioni del CEO Park Dae-jun all’inizio di dicembre, quando Coupang aveva reso noto di aver subìto un attacco cyber su vasta scala, con la pubblicazione dei dati personali di oltre 33 milioni di clienti.

A rendere ancora più grave il fatto, dalle indagini della Polizia era emerso che la violazione dei server sarebbe cominciata il precedente 24 giugno. Tuttavia, come aveva riportato la Reuters, “l’azienda è venuta a conoscenza del problema solo a novembre “.

Kim ha aggiunto che l’azienda ha recuperato tutte le informazioni trapelate sui clienti grazie alla collaborazione con il governo, nonché i dispositivi di archiviazione appartenenti al sospettato responsabile della violazione dei dati.

Negli ultimi mesi, la Corea del Sud è stata spesso al centro delle cronache per attacchi interni di hacker criminali. Basti pensare a quando lo scorso agosto il più grande operatore di telefonia mobile del Paese, SK Telecom, aveva ricevuto una multa da quasi 97 milioni di dollari dopo un altro attacco informatico. In quel caso, c’era stata una fuga di dati di quasi 27 milioni di utenti.

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