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Venerdì, 08 Febbraio 2019 08:03

Che cos'è un ransomware?

Il ransomware è un programma informatico dannoso che infetta un dispositivo (PC, tablet, smartphone, smart TV), bloccando l’accesso ai contenuti (foto, video, file) e chiedendo un riscatto (in inglese, ransom) per «liberarli». La richiesta di pagamento con le relative istruzioni è presentata in una finestra che appare automaticamente sullo schermo del dispositivo infettato.

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Sono sempre più frequenti i casi di aziende colpite da attacchi informatici con richieste di riscatto da pagare in cryptovaluta per riavere i dati presi in ostaggio dagli hacker, ma se a cadere nella rete dei cybercriminali è uno dei più prestigiosi studi legali di New York che cura gli interessi di oltre 200 celebrità, la faccenda si complica ulteriormente, e la posta in gioco potrebbe alzarsi non di poco.

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Come confermato dalla cronaca degli ultimi mesi, gli attacchi ransomware sono in continua crescita e i cybercriminali, consci degli elevati profitti che possono generare, sono sempre più motivati nello sviluppare nuove metodologie e nuovi approcci capaci di rendere questo tipo di attacco ancor più remunerativo. Di recente sembra affermarsi una nuova tendenza, un nuovo modello di ransomware as a service (RaaS) che prevede attacchi ad alto volume e a basso riscatto, come i recenti Dharma e Maze.

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Il personale medico di un centro ospedaliero universitario è stato costretto ad abbandonare i computer per una settimana perchè un attacco ransomware li aveva resi inutilizzabili. Ma pur registrando "ritardi molto lunghi nelle cure", i sanitari non si sono dati per vinti e hanno proseguito le loro attività tornando al vecchio metodo "carta e matita", fino a quando i problemi tecnici non sono stati progressivamente risolti.

Sono state almeno 174 le istituzioni comunali e oltre 3mila organizzazioni collegate ad essere prese di mira dai ransomware nel corso del 2019, con un aumento a livello mondiale del 60% rispetto all'anno precedente.

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Nell'ultimo decennio abbiamo affrontato varie tipologie di malware che utilizzando la tecnica del ransom (riscatto) hanno generato ingenti guadagni illeciti. Siamo passati dai Ransom Trojans che attraverso tecniche di ingegneria sociale convincevano la gente ad accettare i termini del malware, come ad esempio il download di un software (malevolo) per disinfettare il computer, il pagamento di una cifra X per eliminare un virus, il pagamento di una cifra X per riparare un errore di windows, e tanti altri esempi, ai ransomware con la tecnica dell'encryption integrata, ancora oggi molto utilizzati dalle organizzazioni criminali.

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Un’altra pubblica amministrazione colpita da un attacco informatico: stavolta è stato il gruppo di hacker NetWalker ha sferrare un attacco ransomware contro il Comune di Weiz, una cittadina dello Stato Federale austriaco della Stiria, a pochi chilometri dalla capitale Graz. Il malware ha compromesso il sistema di servizi pubblici ed ha esposto online dati privati relativi a ispezioni e progetti edilizi.

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Ci siamo abituati poco alla volta alle estorsioni digitali e in tempi recenti chi si è ritrovato nell’impossibilità di accedere ai propri file non ha esitato a pagare il “riscatto” ai banditi. Il fenomeno del “ransomware”, basato sulla fraudolenta cifratura dei dati ad opera di programmini venefici attivati involontariamente dagli utenti meno fortunati, ha messo in crisi enti pubblici, aziende e professionisti, ma anche singole persone e addirittura intere città (Baltimora ne è l’esempio più eclatante).

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Il Gruppo Enel, leader italiano ed internazionale nella produzione di energia elettrica, è di nuovo sotto attacco hacker. Per la precisione un attacco “ransomware“, con il virus NetWalker che è stato infiltrato nella rete dell’azienda e ha criptato circa 5 TeraByte di dati riservati. Gli hacker hanno chiesto un riscatto di 14 milioni di dollari per decriptare i file e minacciano di renderne pubblico il contenuto.

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Un riscatto da dieci milioni di dollari, pagato per riottenere il controllo dei suoi server. Lo avrebbe pagato Garmin al gruppo di cybercriminali che nei giorni scorsi l'aveva presa di mira. A riportare la notizia è SkyNews, secondo la quale il pagamento è stato effettuato tramite una società di negoziazione chiamata Arete IR, al fine di consentire a Garmin di recuperare i dati tenuti in ostaggio a seguito dell'attacco.

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Presentazione del volume Risposte Privacy - Roma, 24 giugno 2022

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