Nicola Bernardi
Presidente di Federprivacy. Consulente del Lavoro. Consulente in materia di protezione dati personali e Privacy Officer. @Nicola_Bernardi
Gli uffici postali perdono i documenti di 290.000 clienti. Imbarazzante data breach in Giappone
Più di 6.000 uffici postali del Giappone hanno perso i documenti contenenti le informazioni personali di circa 290.000 clienti, tra cui molti che avevano acquistato prodotti finanziari. A renderlo noto lo scorso 15 dicembre sono state le stesse società del gruppo Japan Post Co. e Japan Post Bank Co. Gli sportelli coinvolti sono circa il 30% di tutti gli uffici postali in Giappone, e nei documenti che sono andati smarriti vi sono i dati anagrafici dei clienti, i loro numeri di conto, i registri delle transazioni per fondi fiduciari di investimento, titoli di stato, ed altre informazioni finanziarie.
‘Il riconoscimento facciale viola la privacy degli utenti’: le autorità di Francia e Regno Unito contro Clearview
Le autorità europee per la protezione dei dati personali sono sempre più sul piede di guerra contro Clearview AI, la nota azienda statunitense che sviluppa un software di riconoscimento facciale usato dalle forze di polizia in diversi paesi, ma che potrebbe vedere successivamente una più ampia diffusione in altre parti del mondo.
La metro francese deraglia sulla privacy: prima la maxi sanzione e ora anche il data breach
Il mese scorso era stata sanzionata dall’autorità francese per la privacy (CNIL) con una bacchettata da 400.000 euro, ma i guai sui dati personali sembrano non finire per la RAPT. Infatti, la società francese che gestisce gran parte dei trasporti a Parigi e un gran numero di linee nei quartieri e comuni periferici con autobus, metro, e tram, nei giorni scorsi è finita di nuovo sotto la lente per un data breach che ha visto mettere a repentaglio i dati di 57mila dipendenti.
Ormai su WhatsApp la privacy sembra quasi un miraggio: i dati delle nostre conversazioni possono finire in mano all’FBI
Chi era preoccupato per la propria riservatezza usando WhatsApp adesso ha la conferma che la nota app di messaggistica non è proprio lo strumento migliore per scambiare informazioni confidenziali. A dimostrarlo è un documento interno dell’FBI che è stato reso pubblico da Property of the People, associazione che si batte per la trasparenza e i diritti dei cittadini negli Stati Uniti.
Polonia: sanzionata banca che non notifica lo smarrimento del plico spedito al cliente
La banca aveva spedito un plico tramite corriere, ma la corrispondenza contente dati personali del cliente era andata smarrita. Da una situazione apparentemente priva di grosse conseguenze, in questo caso però è intervenuta l’autorità per la privacy con una sanzione all’istituto bancario. I motivi? perché si trattava a tutti gli effetti di un “data breach” e l’adempimento dell’obbligo di notifica non viene meno per il fatto che non si siano effettivamente verificate conseguenze negative per il cliente, ma vi si deve comunque ottemperare per la semplice possibilità che esse si verifichino.
Chi vi aggiunge ad un gruppo su WhatsApp senza il vostro consenso può essere sanzionato per violazione della privacy
Sarà probabilmente capitato almeno una volta anche a voi di essere aggiunti a un gruppo di WhatsApp senza che nessuno ve ne chieda il permesso, e non sempre l’amministratore che vi include vi fa una gradita sorpresa. D’altra parte l’app di messaggistica di Facebook neanche vi facilita nell’evitare tali ingerenze nella vostra sfera privata che talvolta possono risultare pure fastidiose, perché per impostazione predefinita chiunque possieda il vostro numero di telefono può aggiungervi in un gruppo da questo amministrato. Ma in certi casi chi vi inserisce nel proprio gruppo senza chiedervi il consenso può essere sanzionato per violazione della privacy.
Lavoratori e privacy, necessario evitare una gestione approssimativa o meramente burocratica
Fin dall’introduzione della prima Legge n. 675/1996 sulla protezione dei dati personali, nella maggior parte delle aziende la più grande mole di informazioni da tutelare riguardava la gestione del personale. All’epoca, individuarne il perimetro e adottare le misure di sicurezza richieste era un compito di relativa difficoltà, perché i dati si presentavano perlopiù in forma cartacea, spesso riposti in archivi fisici.
Protestare è un diritto, ma calpestare la privacy delle persone che la pensano diversamente da noi non lo è
Quotidiani e siti on line riportano notizie di iniziative promosse da gruppi No Vax che, su chat e social media, diffondono e invitano a diffondere indirizzi e cellulari di medici, giornalisti, rappresentanti delle istituzioni, politici. E' vero che tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero, ma ciò deve sempre avvenire nel rispetto delle leggi vigenti. Protestare è quindi un diritto sacrosanto, ma calpestare la privacy delle persone che la pensano diversamente da noi non lo è.
Sanzione da 2,5 milioni di euro alla catena di supermercati che usava il riconoscimento facciale per scovare i clienti con pendenze con la giustizia
Il garante per la privacy spagnolo (AEPD) ha sanzionato una catena di supermercati per 2,5 milioni di euro per uso illecito di un sistema di videosorveglianza dotato di riconoscimento facciale che identificava il volto dei clienti raccogliendo una serie di dati biometrici che venivano automaticamente confrontati con una banca dati per determinare se il cliente aveva pendenze con la giustizia, bloccandone in tal caso l’ingresso e facendo scattare un allarme per richiedere l’intervento del personale della sicurezza.
Pasticcio Green Pass: la Regione Toscana diffonde un valido QR Code impossibile da revocare e acquistabile online per pochi euro
Per i furbetti del Green Pass non c’è bisogno di andare nel Dark Web o su qualche canale Telegram di truffatori per procurarsi un valido QR Code pagando centinaia di euro, perché si può comprare con pochi click a 9,99 euro su Alamy, noto sito di vendita online di immagini in stock.
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Tavola rotonda su privacy e intelligenza artificiale nel mondo del lavoro
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