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Tim dovrà pagare una sanzione di 150 mila euro per aver negato a un abbonato l’accesso ai propri tabulati telefonici necessario per potersi difendere in sede penale. Lo ha deciso il Garante per la protezione dei dati personali. Con l’accesso ai tabulati, l’abbonato, intestatario di due utenze di cui una in uso ad un’altra persona, intendeva raccogliere informazioni da produrre in un processo penale a sostegno della propria difesa, volta a dimostrare l’estraneità ai fatti che gli venivano contestati. Non avendo ricevuto riscontro alle sue reiterate richieste da parte della Società, si era rivolto al Garante per poter ricevere i tabulati in tempo utile per l'udienza del processo penale.

Tutte le versioni intermedie di un atto sono conoscibili con una richiesta di accesso ai sensi del Gdpr (regolamento Ue sulla protezione dei dati n. 2016/679). Sempreché di queste versioni non definitive sia conservata una copia. Se manca o non è rintracciabile la versione preliminare, al contrario, non viola la privacy la scuola che non dà accesso a un documento di cui non è in possesso.

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Con il provvedimento n. 571 dell’11 settembre 2025, il Garante per la protezione dei dati personali ha affrontato un caso relativo al diritto di accesso ai dati personali, previsto dall’articolo 15 del GDPR.

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Il furto d'identità con l'intelligenza artificiale

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