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Chi offende su Facebook rischia una condanna anche se non fa il nome della persona presa di mira

Chi offende su Facebook rischia una condanna anche se non fa il nome della persona presa di mira

Rischia una condanna per diffamazione aggravata chi insulta altri su Facebook, anche se magari pensa di farla franca solo perché evita di fare il nome della persona offesa. Se infatti gli aggettivi usati sono sufficienti per individuare la persona presa di mira, non sarà poi possibile nascondersi dietro un dito per sottrarsi alle proprie colpe. È il caso di una donna che sul noto social network aveva scritto offese pesanti riferendosi a una conoscente definendola in modo sprezzante “nana” e “spazzina”.

Garanti Privacy dell'UE: ‘Certificati digitali, revocare ogni restrizione non appena la situazione epidemiologica lo consentirà’

Garanti Privacy dell'UE: ‘Certificati digitali, revocare ogni restrizione non appena la situazione epidemiologica lo consentirà’

Il 16 marzo 2022 l'European Data Protection Board (EDPB) e il Garante Europeo per la Protezione dei Dati (EDPS) hanno adottato un parere congiunto sulle proposte della Commissione Europea di prorogare di 12 mesi l'attuale Regolamento sul certificato digitale Covid dell'UE e di modificare alcune disposizioni, come l'ampliamento delle tipologie di test accettati nell'ambito dei viaggi all'interno dell'UE e chiarendo che i certificati di vaccinazione dovrebbero contenere il numero di dosi somministrate al titolare, indipendentemente dallo Stato membro in cui sono state somministrate.

Giusta la sanzione al militare che parla male dei colleghi su WhatsApp

Giusta la sanzione al militare che parla male dei colleghi su WhatsApp

Giusta la sanzione disciplinare al militare che condivide con un collega una serie di messaggi di whatsapp con i quali critica e parla male di altri ufficiali. Lo stabilisce il Tar Sardegna con la sentenza del 14 marzo scorso n. 174.

Milioni di italiani monitorati a loro insaputa tramite il riconoscimento facciale. Sanzione da 20 milioni di euro per Clearview

Milioni di italiani monitorati a loro insaputa tramite il riconoscimento facciale. Sanzione da 20 milioni di euro per Clearview

Vantandosi di possedere un database di oltre 10 miliardi di immagini di volti di persone di tutto il mondo, Clearview AI ha messo in atto un vero e proprio monitoraggio posto in essere attraverso tecnologie di intelligenza artificiale basate sul riconoscimento facciale, e per questo di recente la società statunitense era finito nel mirino delle autorità per la privacy di Francia e Regno Unito. Ma ora è il Garante per la protezione dei dati personali ad intervenire in modo risoluto a tutela degli utenti che si trovano sul territorio italiano con una maxi sanzione da 20 milioni di euro.

Viola la privacy l’autovelox che rileva l’assicurazione non pagata e la revisione scaduta

Viola la privacy l’autovelox che rileva l’assicurazione non pagata e la revisione scaduta

Autovelox e sistemi di rilevamento automatico delle infrazioni ai semafori non possono essere dotati anche di funzioni in grado di verificare che le vetture in transito siano in regola con la polizza Rc auto o la revisione, perché tali apparecchiature violano la normativa sulla privacy. A stabilirlo è il Tar del Veneto con sentenza 8/2022 depositata lo scorso 4 gennaio.

Sicurezza e Privacy dei giocattoli connessi: forti preoccupazioni del Parlamento UE

Sicurezza e Privacy dei giocattoli connessi: forti preoccupazioni del Parlamento UE

Secondo i deputati del Parlamento europeo, nonostante la direttiva sulla sicurezza dei giocattoli (DSG) garantisca un elevato livello di protezione dei bambini, alcuni dei fabbricanti di paesi terzi che vendono i propri prodotti nel mercato unico, in particolare attraverso i mercati online, non rispettano la legislazione dell’UE. Di conseguenza, molti giocattoli venduti nell'UE presentano ancor dei rischi significativi.

Il presidente di Federprivacy al TG1 Rai

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