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Tessere sanitarie non consegnate e abbandonate: dati sensibili alla mercè di tutti e privacy dei cittadini violata

Decine di lettere contenenti tessere sanitarie rinvenute abbandonate nei pressi di alcune cassette della posta nella zona Tivoli di Siracusa. La scoperta è stata fatta da alcuni residenti che hanno avvertito le forze dell’ordine.

Come riporta la stampa locale, svariate decine di buste erano state gettate a terra, tutte con lo stesso mittente, l’Agenzia delle Entrate, ma con destinatari numerosi ignari cittadini residenti di quelle zone. All’interno, la tessera sanitaria contenente dati sensibili alla mercè di chiunque.

Il caso parrebbe essere solo la punta dell’iceberg, in quanto la redazione di “Siracusa Oggi” rileva di aver ricevuto diverse le segnalazioni da parte di cittadini che non hanno ricevuto la tessera sanitaria a casa e per questo hanno dovuto contattare l’Agenzia delle Entrate.

Secondo alcune fonti, a volte sarebbe l’estrema lunghezza dell’indirizzo postale a mandare in crisi il sistema di recapito, mentre in altri casi sarebbe l’assenza di numero civico o l’indirizzo del destinatario incompleto, ma ovviamente nessun motivo che possa giustificare l’accaduto, e tantomeno rispettare quanto prescritto dall'art.5 par.1 lettera a) del GDPR, il quale prescrive che i dati personali degli utenti devono essere "trattati in modo lecito, corretto e trasparente nei confronti dell'interessato secondo i principi di liceità, correttezza e trasparenza".

“Si tratta di un fatto gravissimo” – hanno dichiarato Giovanni Polito e Monica Fiumara, presidente e membro del direttivo del Comitato dei residenti contrade ATTivoli – “sia perché ai cittadini viene negato il diritto di ricevere la propria corrispondenza, sia perché l’incuria e la superficialità con cui vengono trattati documenti contenenti dati sensibili lascia davvero senza parole”.

Il comitato locale dei residenti ha quindi deciso di presentare un esposto all’Agenzia delle Entrate, e alla Polizia di Stato, che dopo aver effettuato un sopralluogo sul posto ha preso atto della situazione, redigendo il relativo verbale dell’accaduto, che configura a tutti gli effetti una violazione della privacy ai sensi dell’art. 33 del GDPR in materia di “data breach”. Nella zona, la consegna delle tessere sanitarie non è gestita da Poste Italiane, ma è un servizio affidato a un operatore privato, probabilmente più economico, ma a quanto pare non affidabile come ci si aspetterebbe per la delicata gestione di documenti dei cittadini.

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