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In alcuni casi, sono bastati 27 secondi a un hacker per muoversi dentro la rete dopo l’ingresso e compromettere tutte le funzionalità di una banca. Nel settore finanziario gli attacchi informatici non stanno solo aumentando: stanno diventando più rapidi e difficili da distinguere e difficili da distinguere dall’attività normale di un dipendente.

È del 15 settembre la notizia dell'adozione, da parte della Commissione europea, della proposta di Regolamento europeo "on horizontal cybersecurity requirements for products with digital elements", già ridenominata Cyber Resilience Act. La proposta si inserisce nell'ambito della strategia comune in materia di cybersicurezza, che il legislatore europeo cura fin dal 2013, all'epoca della comunicazione congiunta della Commissione europea e dell'Alto Rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza su "un ciberspazio aperto e sicuro".

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Lunedì, 15 Ottobre 2018 11:06

Cybercrime, attacchi gravi in crescita del 31%

La curva dei crimini informatici non ha ancora iniziato il suo tratto discendente. Anzi: dopo il 2016 e 2017, già etichettati come gli anni peggiori, l'anno in corso, con 730 attacchi gravi registrati e analizzati, pari a una crescita del 31% rispetto al semestre precedente, si appresta a battere il primato. Ci sono anche crimini informatici che hanno messo a segno percentuali di crescita a tre cifre, per esempio nel settore auto motive (+200%), e le tecniche, nella maggior parte dei casi, sono alla portata di tutte le tasche dei cyber criminali. È, infatti, il malware semplice, cioè un prodotto a costi decrescenti, il vettore di attacco più utilizzato (40% del totale).

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Attualmente i professionisti della sicurezza possono fare ricorso all’Intelligenza Artificiale per 1. prevedere le minacce ed adattarsi ad esse; 2. identificare ed eliminare le vulnerabilità esistenti; 3. rilevare ed arrestare cyber attacchi con una velocità ed efficienza che non è sempre possibile ottenere con l’analisi umana.

In un’era in cui la nostra vita è sempre più digitalizzata, la necessità di proteggere le informazioni è diventata cruciale. Non è un caso che le parole “cybersecurity” e “protezione dei dati” siano sempre più presenti nel discorso pubblico. Tuttavia, questi termini non dovrebbero essere considerati separatamente, ma come due facce della stessa medaglia.

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Il 18 aprile 2023 la Commissione europea ha adottato una proposta relativa alla normativa dell'UE sulla cibersolidarietà per rafforzare le capacità di cibersicurezza nell'UE. La normativa sosterrà il rilevamento delle minacce e degli incidenti di cibersicurezza e accrescerà la consapevolezza in materia. Rafforzerà inoltre la preparazione dei soggetti critici, come pure la solidarietà e le capacità di gestione e di risposta concertate in caso di crisi in tutti gli Stati membri.

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Attacchi hacker, ricatti online e mail a destinatari sbagliati: è ricco di casi il catalogo delle violazioni della sicurezza che obbligano ad autodenunciarsi al Garante della privacy e ad avvisare le persone coinvolte e potenzialmente danneggiate. Il 100% della sicurezza informatica, dicono gli esperti, non esiste e quando capita un incidente bisogna avvisare il Garante e, nei casi più gravi anche gli interessati, altrimenti si rischia una pesante sanzione amministrativa. Ogni volta che capita un sinistro informatico bisogna correre a fare due ordini di cose: il primo gruppo di adempimenti è mettere ripari, impedire danni ulteriori e rafforzare le difese; il secondo gruppo di adempimenti è di tipo amministrativo.

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Il Presidente dell’Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali Antonello Soro nel discorso del 23 Giugno 2020 presentando la Relazione annuale 2019 ha affermato che la sicurezza dello spazio cibernetico implica anzitutto, inevitabilmente, la protezione dei dati e delle infrastrutture di cui è composto l'ecosistema digitale.  Gli attacchi informatici sono aumentati nel 2019 del 91,5% nel settore dei servizi on line e del cloud. Atti di spionaggio/sabotaggio sono triplicati rispetto al 2018. Questi eventi, acutizzatisi anche a causa della pandemia, a danno di eccellenti strutture sanitarie anche italiane, si è proposto di qualificarli come veri e propri atti terroristici.

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Nel 2022 il volume di dati personali presente nel dark web è triplicato rispetto all’anno precedente. Si tratta soprattutto di indirizzi e-mail individuali o aziendali, password e numeri di telefono. Cresce anche la quantità di combinazioni disponibili: sempre più spesso le e-mail sono associate a una password (90,5% dei casi), dato quest’ultimo che circola di frequente anche in abbinamento allo username (71,7%).

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La plenaria di Bruxelles del Parlamento Ue ha approvato – con 577 sì, 6 no e 31 astensioni – l’accordo tra colegislatori sulla nuova direttiva per la cybersecurity europea, la cosiddetta Nis 2, che sostituirà l’attuale direttiva sulla sicurezza delle reti e dei sistemi informativi.  La Nis 2, in sintesi, stabilirà la base per le misure di gestione del rischio di sicurezza informatica e gli obblighi di segnalazione in tutti i settori coperti dalla direttiva, come l’energia, i trasporti, la salute e le infrastrutture digitali.

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Il presidente di Federprivacy a Rai Parlamento

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