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Nuova, ben pagata, necessaria e in fortissima crescita. È il Data protection officer, una figura che cresce in maniera esponenziale nel Bel Paese, conosciuta nel mondo anglosassone come lo Chief privacy officer (Cpo). E in vista dell'entrata in vigore del decreto europeo del 25 maggio la Privacy della penisola è destinata a cambiare pelle, in un crescendo di assunzioni per il famigerato Dpo. Già lo scorso ottobre l'Osservatorio di FederPrivacy annunciava un fabbisogno di circa 45 mila responsabili dei dati da assumere, con previsioni che sono diventate molto lusinghiere in Italia.

In dieci anni, sono stati oltre duemila i partecipanti allo storico corso di Federprivacy. Percorso di 50 ore con struttura pressoché inalterata rispetto al programma originario del 2010. Bernardi: "Capitalizzati gli sforzi iniziali, tanti piccoli affinamenti nel corso degli anni hanno contribuito a guadagnare sul campo autorevolezza e gradimento da parte degli addetti ai lavori". Dal 25 al 30 maggio la 59esima edizione del Master Privacy Officer a Roma. Percorso riconosciuto dal Consiglio Nazionale Forense con i crediti per gli avvocati fin dal 2013, e valido ai fini della certificazione di "Privacy Officer e Consulente della Privacy" rilasciata da TÜV.

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A distanza di quasi due anni dall’introduzione del Gdpr, sono ormai praticamente svanite tutte le più rosee prospettive riguardo alla figura del Data Protection Officer, come quella di vedere un “custode della privacy” nelle organizzazioni pubbliche e private che riportasse direttamente ai vertici aziendali, che avesse autonomia e indipendenza, e che avrebbe dovuto percepire un compenso o uno stipendio adeguato a un ruolo dirigenziale.

Tra i numerosi spunti che sono scaturiti dal 4° Privacy Day Forum al CNR di Pisa, uno che merita l'attenta riflessione degli addetti ai lavori, emerge dall'intervento del prof. Francesco Pizzetti, sette anni Garante della protezione dei dati personali. Parlando del data protection officer, figura che sarà introdotta nella UE con il nuovo regolamento, il suo monito è stato perentorio: "Non si può pensare di diventare data protection officer con un corso di tre o quattro giorni".

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Tre aziende su quattro hanno un Privacy Officer nel loro organico. E' quanto emerso dalla quarta edizione del “Cyber Resilient Organization”, lo studio annuale sulla resilienza informatica condotto dal Ponemon Institute che ha lo scopo di evidenziare la capacità di un'azienda di mantenere il proprio scopo primario e la propria integrità di fronte agli attacchi informatici.

A 10 anni dalla sua costituzione, sono oggi circa 7mila gli iscritti a Federprivacy, con un aumento del 28,7% solo nello scorso anno. Sono 648 le certificazioni professionali in materia di protezione dei dati emesse finora. Bernardi: "Quella di Privacy Officer rilasciata da TÜV Italia è un prezioso strumento di valutazione per le aziende, ma non costituisce un'abilitazione". Sulla Norma UNI 11697:2017: "Situazione fuorviante, chiesti chiarimenti al Garante". Scadenza per nomina DPO il 25 maggio, ma persistono dubbi su criteri da adottare per la scelta.

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Con il Regolamento UE 2016/679, diventa obbligatorio per tutte le p.a. e per migliaia di imprese dotarsi di un "Responsabile della Protezione dei Dati", e per adeguarsi al nuovo testo comunitario sono sempre più ricercati professionisti esperti della materia. In 6 anni Italia ha certificato come Privacy Officer e Consulente della Privacy circa 400 professionisti che hanno dimostrato oggettivamente di avere specifiche competenze in materia di protezione dei dati personali. La prossima sessione d'esami si svolgerà il 27 marzo a Milano.

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Sono sempre più ricercati professionisti esperti in materia di protezione dei dati, e con l'avvicinarsi del 25 maggio 2018, che sancirà la piena efficacia del GDPR (General Data Protection Regulation), oltre alla sessione d'esami in programma il 27 marzo a Milano, in occasione della fine del Corso di formazione manageriale per Data Protection Officer organizzato da Federprivacy, TÜV Italia ha organizzato anche una sessione straordinaria di esami di certificazione di "Privacy Officer e Consulente della Privacy", che si svolgerà il 30 marzo 2018 presso il CNR di Pisa. 

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Venerdì, 30 Settembre 2016 16:09

Regolamento UE 2016/679, servono manager della privacy

Con le nuove regole sulla protezione dei dati, p.a. e migliaia di aziende private, devono dotarsi di un "privacy officer", ma ruolo richiede competenze elevate. Soffientini: "Compiti di grande responsabilità, siamo di fronte a un profilo manageriale che non può essere improvvisato". Tema al centro del dibattito al 6° Privacy Day Forum. Oltre 45mila le aziende che si doteranno di un responsabile privacy, ma nel frattempo TÜV Italia ha già certificato quasi 300 professionisti.

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Bernardi: "Con corsi low cost ed learning di basso livello gli addetti ai lavori rischiano di perdere tempo e denaro." A novembre il 58esimo Master Privacy Officer e Consulente della Privacy accreditato dal Consiglio Nazionale Forense e valido per la certificazione di Tϋv Italia. Il corso di Federprivacy, in versione "Executive" con una classe a numero chiuso ed un programma di sei giornate full immersion, si svolgerà in Toscana ed è rivolto a manager d'impresa e professionisti senior.

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Corso di formazione manageriale per Data Protection Officer al CNR di Pisa

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