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"Surveillance pricing": quando l’intelligenza artificiale usa i nostri dati personali e le nostre emozioni per farci pagare di più
Il “surveillance pricing” è una pratica di tariffazione algoritmica che utilizza l’intelligenza artificiale e tecniche avanzate di analisi dei dati personali per determinare quanto ogni singolo consumatore è disposto a pagare per beni e servizi, studiando comportamenti individuali, e creando profili psicometrici che si basano anche su reazioni e stati emotivi.
Addetti della GDO, necessaria una formazione mirata in materia di privacy
Il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati, GDPR UE 2016/679, prevede che chiunque in azienda tratta dati personali (rileva presenze, prepara i turni di lavoro, elabora e paga gli stipendi, invia comunicazioni via mail, ecc.), deve essere adeguatamente istruito.
Ancora una stretta sul telemarketing: chiamate promozionali del settore luce e gas solo con il consenso dell’utente
Ennesimo tentativo di stretta per arginare l'assillante fenomeno del telemarketing selvaggio nel settore luce e gas: scattano il divieto di contatti commerciali senza consenso preventivo e la nullità dei contratti conclusi irregolarmente.
Clienti etichettati a loro insaputa come “cattivi pagatori” dagli algoritmi: multa da 2,7 milioni di euro per Experian
A loro insaputa i consumatori venivano “valutati” dagli algoritmi di un sistema di credit scoring che ne analizzava i dati personali presi da fonti pubbliche e private per determinare se fossero clienti affidabili in grado di pagare le bollette delle utenze o a rischio di non riuscire a pagare gli acquisti a rate.
Consumatori europei contro Google: 'basta un solo clic per attivare le funzioni con cui si viene sorvegliati, ma per disattivarle ne servono dieci'
Dopo aver presentato una denuncia alla Commissione europea e alla rete europea delle autorità per i consumatori contro WhatsApp per aver esercitato pressioni sugli utenti ad accettare i nuovi termini sulla privacy, adesso l’organizzazione europea dei consumatori che raggruppa 46 associazioni dei consumatori europee di 32 paesi (Altroconsumo per l’Italia), si è scagliata contro Google.
Consumatori in allerta chiedono maggiore trasparenza sull'utilizzo e sulla protezione dei loro dati personali da parte delle imprese
I consumatori italiani chiedono maggiore trasparenza sull'utilizzo e sulla protezione dei dati personali da parte delle imprese. Inoltre, sempre più utenti sono favorevoli all'uso dell'intelligenza artificiale nel trattamento dei dati ma sono preoccupati per l'uso che le aziende ne fanno nella gestione delle informazioni in loro possesso. Ad attestarlo sono i contenuti del Cisco Consumer Privacy report 2022, l'annuale analisi globale relativa alla percezione e ai comportamenti dei consumatori in materia di privacy, secondo cui gli utenti di tutto il mondo si stanno attivando sempre più per incrementare la protezione dei propri dati.
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Dopo il provvedimento del Garante Privacy italiano l'European Data Protection Board lancia una task force su ChatGPT
Dopo il Garante per la protezione dei dati italiano, anche diverse altre autorità europee e d’oltreoceano hanno annunciato l’intenzione di voler correre ai ripari o quantomeno aprire un’istruttoria su ChatGPT, il software di intelligenza artificiale relazionale capace di emulare il linguaggio naturale e di “colloquiare” con esseri umani.
Etica digitale e tutela dei consumatori: il ruolo centrale del Data Protection Officer
Esperti a confronto al convegno su etica digitale e tutela dei consumatori organizzato da Pulsee Luce e Gas e promosso da Axpo Italia e Federprivacy: “Le aziende dei settori B2C sono chiamate a guadagnare la fiducia dei consumatori, e una figura di centrale importanza per conseguire questo obiettivo è il Data Protection Officer."
I consumatori ora si definiscono «privacy active», e il 75% di essi non acquisterebbe prodotti da un’azienda di cui non si fida
La privacy è diventata una vera e propria esigenza per i consumatori: oltre il 75% dei consumatori non acquisterebbe prodotti da un’azienda di cui non si fida. Ad evidenziarlo, è il Consumer Privacy Survey 2024, lo studio annuale pubblicato da Cisco sulle percezioni e sui comportamenti dei consumatori in relazione alla privacy.
Il 76% dei consumatori non comprerebbe da un’azienda di cui non si fida riguardo al rispetto della privacy
Il 76% dei consumatori non comprerebbe prodotti o servizi da un’azienda che non ispirasse fiducia circa il rispetto della loro privacy e l’81% si dice convinto che il modo in cui un’azienda è trasparente in relazione al trattamento dei dati personali è sintomatico del rispetto che ha per i consumatori. Sono alcuni dei risultati della quarta edizione della CISCO customer privacy survey appena pubblicati.
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Il Presidente di Federprivacy a Settegiorni su Rai Uno
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