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Portafoglio di identità digitale europea: altro importante passo in avanti

Lo scorso 29 giugno la Commissione europea ha accolto con favore l'accordo politico provvisorio del Parlamento europeo e del Consiglio dell'UE sugli elementi principali della proposta relativa a un quadro giuridico per un'identità digitale europea (eIDAS 2). L'elemento innovativo fondamentale di questo quadro è che esso offrirà un portafoglio di identità digitale personale sotto forma di un'applicazione mobile pratica e sicura, il che consentirà a tutti i cittadini, i residenti e le imprese dell'UE di accedere in modo affidabile ai servizi online pubblici e privati in tutta Europa.

Michele Iaselli, coordinatore del comitato scientifico di Federprivacy

(Nella foto: l'Avv. Michele Iaselli, coordinatore del comitato scientifico di Federprivacy)

Il portafoglio di identità digitale dell'UE rivoluzionerà l'identificazione digitale perché consentirà agli Europei di avere il controllo sui loro dati personali con la praticità delle applicazioni mobili. Gli europei potranno utilizzare i servizi online e fornire credenziali di identità nel pieno controllo dei loro dati personali.

In particolare i portafogli di identità digitale dell'UE sono portafogli digitali personali che consentono ai cittadini di identificarsi digitalmente, di conservare in formato elettronico e gestire dati di identità e documenti ufficiali, come ad esempio la patente di guida, le prescrizioni mediche o i titoli di studio. Molti cittadini utilizzano già portafogli digitali sui loro smartphone per avere a disposizione le carte d'imbarco quando viaggiano o per conservare le carte bancarie virtuali ed effettuare così pagamenti in tutta praticità. Questi portafogli, spesso offerti da piattaforme online, permettono ai propri utenti di accedere a vari servizi online, dagli acquisti alla lettura di notizie, ma non consentono loro di controllare pienamente quali dati condividono quando si autenticano a tali servizi. In base alle nuove norme, i portafogli europei di identità digitale rilasciati dagli Stati membri saranno a disposizione di tutti.

Con questi portafogli i cittadini potranno dimostrare la propria identità quando necessario per accedere a servizi online, condividere documenti digitali o semplicemente dimostrare un attributo personale specifico, come ad esempio l'età, senza rivelare la propria identità o altri dati personali. I cittadini così avranno sempre il pieno controllo dei dati che condividono.

Il principale elemento di novità introdotto dalle nuove norme è che ogni persona avrà il diritto di disporre di un portafoglio europeo di identità digitale che sarà accettato in tutti gli Stati membri. Allo stesso tempo, tuttavia, non vi sarà alcun obbligo. Gli utenti potranno controllare quali dati personali intendono condividere con i servizi online. Mentre i servizi pubblici e alcuni servizi privati saranno tenuti a riconoscere i portafogli di identità digitale dell'UE, gli elementi di sicurezza che questi strumenti propongono fanno sì che anche per tutti i prestatori privati sia interessante riconoscerli per i servizi che richiedono un'autenticazione forte, con conseguenti nuove opportunità commerciali.

La Commissione sta già investendo 46 milioni di EUR dal programma Europa digitale in quattro progetti pilota su vasta scala per testare il portafoglio di identità digitale dell'UE in una serie di casi d'uso quotidiani, tra cui la patente di guida mobile, la sanità elettronica, i pagamenti, i titoli di istruzione e le qualifiche professionali. I progetti pilota sono stati avviati il 1º aprile 2023 e contribuiranno a migliorare le specifiche tecniche del portafoglio.

Lo scorso 29 giugno la Commissione europea ha accolto con favore l'accordo politico per un'identità digitale europea

Per garantire che gli Stati membri siano pronti a fornire il portafoglio europeo di identità digitale entro i termini stabiliti dal regolamento, la Commissione è impegnata a sviluppare con gli Stati membri un pacchetto di strumenti tecnici per creare il prototipo della app del portafoglio europeo di identità digitale. La prima versione di questo pacchetto di strumenti è stata pubblicata su GitHub nel febbraio 2023 e continuerà ad essere aggiornata. I requisiti e le specifiche del pacchetto di strumenti diventeranno obbligatori una volta che sarà completato il processo legislativo sul quadro per un'identità digitale europea.

Saranno necessari ulteriori lavori tecnici per completare il testo giuridico in linea con l'accordo politico provvisorio. Successivamente, il testo sarà soggetto all'approvazione formale del Parlamento europeo e del Consiglio. Una volta adottato, il quadro per l'identità digitale europea entrerà in vigore il 20º giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale.

Tutto ciò rientra nel programma strategico per il decennio digitale 2030 che definisce gli obiettivi di trasformazione digitale che l'Europa desidera raggiungere entro il 2030. Il portafoglio di identità digitale dell'UE contribuisce al conseguimento degli obiettivi del decennio digitale. In particolare, entro il 2030 tutti i servizi pubblici fondamentali dovrebbero essere disponibili online, tutti i cittadini dovrebbero poter accedere alle proprie cartelle cliniche online e tutti dovrebbero avere accesso a un'identificazione elettronica sicura che rafforzi la tutela della vita privata.

Il portafoglio di identità digitale dell'UE si basa sul vigente quadro giuridico transfrontaliero per le identità digitali affidabili, l'iniziativa europea in materia di identificazione elettronica e servizi fiduciari (il regolamento eIDAS). Adottato nel 2014, il regolamento eIDAS fornisce la base per l'identificazione elettronica transfrontaliera, l'autenticazione e la certificazione dei siti web all'interno dell'UE.

La proposta della Commissione relativa a un quadro aggiornato (eIDAS 2), su cui i colegislatori hanno raggiunto un accordo politico, migliorerà l'efficacia ed estenderà i benefici di un'identità digitale sicura e pratica al settore privato e per l'uso mobile.

Note Autore

Michele Iaselli Michele Iaselli

Coordinatore del Comitato Scientifico di Federprivacy. Avvocato, docente di logica ed informatica giuridica presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. Docente a contratto di informatica giuridica presso LUISS - dipartimento di giurisprudenza. Specializzato presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II in "Tecniche e Metodologie informatiche giuridiche". Presidente dell’Associazione Nazionale per la Difesa della Privacy. Funzionario del Ministero della Difesa - Twitter: @miasell

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