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Anche se il sindaco prevede un consiglio comunale tumultuoso non è scontato che la polizia locale possa partecipare all'evento attivando la bodycam di servizio. In particolare se il comune non ha preventivamente regolato tutto l'impianto di videosorveglianza effettuando anche una preventiva valutazione di impatto privacy. Lo ha chiarito il Garante per la protezione dei dati personali con l'ordinanza ingiunzione dell'11 novembre 2021.

Quando si parla di trattamenti di dati personali che presentano un rischio elevato per i diritti e le libertà fondamentali delle persone è necessario condurre una valutazione di impatto privacy non solo per gestire al meglio il rischio inerente il trattamento, ma anche per dimostrare di aver adottato misure tecniche e organizzative adeguate.

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Via libera del garante della privacy allo schema di decreto che regolerà l'accesso della polizia municipale alla banca dati del Viminale per la verifica dei veicoli e dei documenti rubati. Ma per questa tipologia di attività andranno dettagliati bene i rapporti tra comune e dipartimento di pubblica sicurezza alla luce del dlgs 51/2018 di attuazione della direttiva 2016/680. Lo ha evidenziato il garante della privacy con il parere n. 316/2018.

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La comunicazione dei dati al RIAP (Registro Italiano ArtroProtesi) è facoltativa da parte del paziente e per questo l’Istituto Superiore di Sanità che lo gestisce chiede correttamente agli interessati il consenso per il trattamento, ma d’altra parte in Sicilia un decreto ha stabilito che in caso di mancato conferimento dei dati le prestazioni sanitarie non vengono remunerate alle strutture sanitarie accreditate. Siamo di fronte a un altro passo falso sul diritto alla protezione dei dati personali da parte della Regione Siciliana dopo il recente avvertimento ricevuto dal Garante lo scorso 22 luglio?

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Lunedì, 02 Settembre 2019 15:20

Privacy vs. Trasparenza: qual è la soluzione?

Nell’ambito della P.A. assume grande rilevanza la delicata problematica rappresentata dal possibile conflitto tra due interessi di rango primario che, in quanto tali, devono ritenersi entrambi meritevoli di costante ed adeguata tutela da parte dell’ordinamento giuridico:

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A un anno dal Gdpr, numerosi i siti istituzionali ancora senza informativa privacy aggiornata, ma uno studio di Federprivacy evidenzia fenomeno più grave ed esteso: il 47% dei siti web dei comuni italiani utilizza protocolli non sicuri, e il 36% non rende noti i recapiti per contattare il DPO, figura obbligatoria per tutte le pubbliche amministrazioni. Presentazione del rapporto completo la settimana prossima al workshop organizzato da PrivacyLab. Bernardi:"Utilizzo di tecnologie ormai obsolete espone siti dei comuni a potenziali rischi di data breach". Speciale dedicato a cybercrime e violazioni dati sul magazine "Privacy News"

Venerdì, 07 Dicembre 2018 06:54

Privacy, un avvio soft nella p.a.

Ok al regolamento come base per trattare dati particolari; aggiornamento dei vecchi regolamenti sui dati sensibili; nelle more, prorogatio dei vecchi regolamenti. Sono le precisazioni fornite dal Garante della privacy in una nota del 27 novembre 2018 indirizzata alla presidenza del consiglio dei ministri, alla presidenza della Conferenza delle regioni e delle province autonome e alla presidenza dell'Associazione nazionale comuni italiani.

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Il governo, elettronico e analogico, delle pubbliche amministrazioni deve fare i conti con il Gdpr (regolamento Ue 2016/679) e le regole tutte sulla protezione dei dati. La posta in gioco è la liberta del cittadino, che merita l’applicazione effettive di regole a tutela della incolumità dei suoi dati.

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Negli ultimi due anni diversi dipartimenti governativi in Canada hanno compromesso le informazioni personali di ben 144.000 persone nell'ambito di 7.992 violazioni. A renderlo noto è un rapporto della Canadian Broadcasting Corporation (CBC) fornendo risposta a un'interrogazione scritta del deputato conservatore Dean Allison.

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La multa del Garante colpisce il comune e non il sindaco o il singolo dirigente. Si tratta infatti di una sanzione amministrativa atipica destinata alla persona giuridica. In buona sostanza la sanzione la pagherà l'ente ma poi lo stesso municipio dovrà avviare tutte le necessarie verifiche interne finalizzate a recuperare il danno. Lo ha evidenziato la Corte di cassazione, sez. II civ., con l'ordinanza n. 18292 del 3 settembre 2020.

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Caffè Privacy: l'interessato

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