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PNRR e PA digitale. L’Europa verso il mercato digitale comune

Nei giorni scorsi il Ministro Colao ha dedicato un lungo intervento in Conferenza Unificata a illustrare il progetto governativo di attuazione del PNRR nel quadro dell’amministrazione locale e, più in generale, della Pubblica Amministrazione. Lo stesso ha fatto il Ministro Brunetta in una Conferenza stampa tenuta a Bruxelles il 28 marzo a seguito del suo incontro col Vicepresidente della Commissione Dombrovskis, nella quale, oltre a dare conto dello stato di attuazione del PNRR da parte dell’Italia, ha sviluppato anche il profilo legato alla evoluzione dell’amministrazione pubblica digitale italiana, mettendo giustamente in luce lo stretto rapporto che sussiste fra gli obiettivi italiani e quelli europei in materia di evoluzione della società digitale.

Francesco Pizzetti, Presidente dell'Autorità per la protezione dei dati personali dal 2005 al 2012

(Nella foto: Francesco Pizzetti, Presidente dell'Autorità per la protezione dei dati personali dal 2005 al 2012)

L’intervento del ministro Brunetta merita particolare attenzione. Infatti, al di là delle complesse questioni tecniche legate al funzionamento della piattaforma PA digitale 2026 messa in opera dal Governo italiano e la possibilità offerta alle amministrazioni locali, anche attraverso l’uso del sistema pago PA e dell’app IO di accedere più facilmente ai fondi del PNRR e di superare le lunghezze tradizionali delle procedure italiane, il Ministro Brunetta ha sottolineato che il Governo italiano non solo non è in ritardo nell’attuazione del PNRR e degli impegni assunti con l’Europa, ma sta cogliendo l’occasione offerta dal PNRR anche per costruire una Amministrazione Digitale più agile e più sicura per i cittadini che entreranno in futuro in contatto con essa e con i servizi accessibili attraverso la piattaforma digitale.

L’ampio utilizzo dei sistemi SPID e Cie per consentire al sistema di verificare la identità digitale di chi accede ai servizi offerti dalla Piattaforma (per ora riguarda soprattutto i rappresentanti delle amministrazioni locali per accedere alle procedure che consentono l’accesso ai fondi PNRR) costituisce infatti un aspetto importante del processo in corso.

In sostanza, senza dirlo troppo rumorosamente, la piattaforma digitale per la Pubblica Amministrazione, insieme all’ applicazione diffusa e in qualche modo vincolata della firma digitale e del sistema SPID, costituiscono due importanti passi in avanti rispetto alla prassi ancor oggi dominante nelle amministrazioni, e specialmente in quelle locali, che vanno nel senso di incentivare la sicurezza della rete e dei servizi forniti in via digitale.

In questo senso l’attuazione del PNRR per parte italiana è perfettamente in sintonia con gli obiettivi politici del Digitale Single Market (DSM) che sono appunto quelli di costruire un ecosistema europeo che, per le modalità con cui è costruito, assicurano un elevato livello di tutela degli utenti e dei cittadini. Tutela che è essenziale per assicurare quella affidabilità del sistema complessivo che costituisce un elemento centrale per incrementare la fiducia degli utenti e fare dello spazio digitale europeo un ambiente economico all’avanguardia nella competizione globale per assicurarsi la fiducia di chi deve fornire o richiedere servizi digitali. Una fiducia che, come già il GDPR sottolineava con riferimento ai dati personali, è essenziale nella epoca che stiamo vivendo ed è destinata ad esserlo ancora di più in futuro.

L’attuazione del PNRR per parte italiana è perfettamente in sintonia con gli obiettivi politici del Digitale Single Market

Per essere più chiari: l’aspetto più interessante di quanto contenuto nelle affermazioni dei due Ministri, e nel progetto complessivo che emerge dalle loro parole e dalle modalità di costruzione del sistema dell’Amministrazione Digitale, è quello di utilizzare l’occasione del PNRR, che offre risorse importanti alle amministrazioni e in particolare a quelle locali, per spingere le amministrazioni stesse ad adottare e seguire regole che accentuano innanzitutto la trasparenza delle procedure, la facile individuazione dei responsabili delle attività messi in atto e l’utilizzazione dei sistemi di identificazione e certificazione proprie dell’Amministrazione Digitale che finora, valga per tutti il caso dello SPID, hanno stentato ad entrare davvero nell’uso comune.

Si badi: nelle parole dei due Ministri si intravede, come è giusto, un’attenzione rivolta soprattutto alla trasformazione dell’Amministrazione e delle modalità di agire dei suoi dipendenti, incentivando appunto la competenza digitale di chi opera nell’ambito dell’Amministrazione Digitale.

(Nel video de Il Sole 24 Ore, il Ministro Renato Brunetta in conferenza stampa a Bruxelles)

Non sono specificamente presenti ancora, nel quadro dei sistemi illustrati, i cittadini utenti e questo perché la Amministrazione Digitale della quale si è parlato in queste occasioni è essenzialmente l’amministrazione locale che entra in rapporto con l’amministrazione centrale come accade nella fase di attuazione del PNRR, che è basata essenzialmente sulla attribuzione e ripartizione delle risorse dalla Amministrazione centrale a quelle periferiche.

È evidente però, e in particolare questo è sottolineato nelle parole del Ministro Brunetta, che in questo modo la prima fase di attuazione del PNRR costituisce una occasione d’oro per costruire una Amministrazione Digitale italiana che si abitua ad utilizzare modalità di azione che, in prospettiva, costituiranno anche una tutela forte dei diritti e degli interessi dei cittadini utenti nell’ambito dei loro rapporti con l’Amministrazione Digitale italiana.

In sostanza nei fatti il processo in atto è coerente con l’obiettivo di costruire una Amministrazione Digitale affidabile, nella quale i cittadini utenti, ai quali si chiederà di diventare a loro volta utenti naturali dei sistemi di firma elettronica e di certificazione via Spid, possano avere fiducia.

Dunque quello che i due Ministri hanno voluto dire va molto oltre la, peraltro importantissima, notizia che l’Italia non è in ritardo nell’uso dei fondi PNRR per l’Amministrazione Digitale. La vera notizia è che il governo italiano di intesa, attraverso la Conferenza Unificata, con Anci, Upi e Regioni, sta operando alacremente per realizzare rapidamente una Amministrazione digitale affidabile e sicura, nella quale i cittadini italiani ed europei possano avere fiducia e che, proprio per questo, può costituire fin da ora una attuazione concreta del grande progetto europeo di costruire uno spazio unico digitale europeo affidabile e sicuro.

È ovvio che se questo è quanto si sta facendo e quanto sottostà all’Amministrazione Digitale che l’Italia sta costruendo, non solo è possibile dire che il nostro Paese non è in ritardo rispetto ai tempi europei di attuazione del PNRR, ma è doveroso dire anche che l’Italia si sta movendo nella direzione giusta e sta contribuendo con le sue scelte al perseguimento reale del vero e grande obiettivo dello sviluppo digitale dell’Unione alla quale tanta parte dei fondi europei per il PNRR sono dedicati.

Dal punto di vista di una associazione come Federprivacy poi è doveroso esprimere un forte apprezzamento per un linea politica che andando nella direzione dell’Unione assicura anche un incremento della tutela degli utenti e la costruzione di un ecosistema di Amministrazione digitale nel quale cittadini e utenti possono avere fiducia e utilizzando il quale essi possono sentirsi protetti e tutelati come è nel loro diritto di cittadini di una Unione che impegnata proprio nel garantire ai suoi cittadini, e comunque a chi si serve degli operatori che si adeguano alle regole europee, una tutela elevata dei loro diritti e dei loro interessi.

Note Autore

Francesco Pizzetti Francesco Pizzetti

Professore ordinario di diritto costituzionale a Torino e docente alla Luiss. Presidente Autorita' Garante per la protezione dei dati personali dal 18 aprile 2005 al 17 giugno 2012.

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