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La proposta di regolamento Digital Omnibus, presentata dalla Commissione europea il 19 novembre 2025, viene generalmente letta attraverso la lente della semplificazione normativa: meno oneri per le imprese, più coerenza tra i testi legislativi, razionalizzazione degli adempimenti.

Il 19 novembre 2025 la Commissione UE ha presentato il pacchetto Digital Omnibus, un insieme di tre proposte legislative che rappresenta la più ampia revisione del quadro normativo digitale dell'Unione dall'entrata in vigore del GDPR nel 2018.Tra le molteplici innovazioni contenute in questo ambizioso progetto di riforma, merita particolare attenzione la ridefinizione del concetto di pseudonimizzazione.

Il Consiglio dell’Unione europea e il Parlamento europeo hanno raggiunto, il 7 maggio 2026, un accordo provvisorio sulle modifiche al Regolamento europeo sull’intelligenza artificiale (AI Act), nell’ambito del pacchetto “Omnibus VII”.

In data 11 febbraio 2026 il Comitato europeo per la protezione dei dati (European Data Protection Board) e il Garante europeo della protezione dei dati (European Data Protection Board) hanno adottato congiuntamente il parere 2/2026 sulla proposta del Digital Omnibus esprimendo forti preoccupazioni in merito alla certezza dei diritti sulla privacy.

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Il Comitato europeo per la protezione dei dati e il Garante europeo della protezione dei dati, in data 21 gennaio 2026 hanno adottato un parere congiunto sulla proposta della Commissione UE relativa al Digital Omnibus, che mira a semplificare l’attuazione di alcune norme armonizzate in materia di intelligenza artificiale per garantirne l’effettiva applicazione.

Il 29 giugno 2026 il Consiglio UE ha approvato la proposta di regolamento che razionalizza e semplifica alcune norme relative all’intelligenza artificiale, modificando l’AI Act (cosiddetto pacchetto "Digital Omnibus").

Martedì, 09 Dicembre 2025 08:19

L’ombra del Grande Reset della privacy europea

Se nel 2018 l’Unione Europea andava fiera di avere introdotto una normativa come il GDPR, ora il vento sembra invece soffiare nella direzione opposta, e proprio quando l’intelligenza artificiale sta diventando sempre più invasiva nella sfera privata delle persone, la Commissione UE ha paradossalmente varato una riforma che pare destinata a ridurre le tutele per i cittadini.

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