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Per dare una risposta al quesito, occorre dapprima analizzare le norme di riferimento.  Il responsabile del trattamento è il soggetto che materialmente tratta i dati personali per conto del titolare del trattamento [art. 4 GDPR]. In ambito condominiale, questo soggetto è senza dubbio l’amministratore, posto che il Titolare del trattamento Condominio è nell’impossibilità di trattare i dati in autonomia per sua natura.

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Prima di affrontare la questione in un’ottica prettamente giuridica, preme sottolineare come, la coscienza e il buon senso di ciascuno di noi, ci deve guidare nella situazione tragica di pandemia che stiamo vivendo, senza dimenticare che dall’amministratore, al semplice condomino, si sta pur sempre parlando di una persona che ha diritto alla salute, bene che oggi più che mai deve essere tutelato.Qualora si verifichi un caso di contagio da Covid-19 all’interno di un condominio, è opportuno far chiarezza, analizzando tutte le norme sottese al caso, su quali siano gli adempimenti e gli obblighi dell’amministratore.

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Le videoriprese effettuate dalla polizia giudiziaria sul pianerottolo di un condominio conducente al terrazzo condominiale sono legittime e pienamente utilizzabili, non riguardando luoghi di privata dimora. Lo ha dichiarato la sezione quarta penale con la sentenza 8 agosto 2018 n. 38230.

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E' diffamazione rendere noto a terzi lo stato di morosità altrui. Infatti, l'amministratore di condominio deve sempre tutelare la privacy dei condòmini con riferimento ai loro dati personali sui pagamenti delle spese condominiali, di cui abbia conoscenza in ragione del suo mandato professionale. Lo ha stabilito la Cassazione con la sentenza 22184 del 5 settembre 2019, con la quale i giudici hanno dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un amministratore di condominio e del suo avvocato contro la sentenza d'appello che li aveva ritenuti responsabili in solido e li aveva condannati al pagamento di un risarcimento del danno a un condomino.

Lunedì, 27 Agosto 2018 21:12

Condominio a norma con la privacy dopo il Gdpr

Condominio a norma con la privacy. La recente entrata in vigore del regolamento europeo n. 679/2016 ha infatti ribadito la necessità di un corretto trattamento dei dati personali in ambito condominiale.

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Lunedì, 15 Luglio 2019 11:52

GDPR & Condominio: allo studio una norma UNI

Con l’entrata in vigore del GDPR, nel maggio del 2018, il sistema normativo italiano ha subito una vera e propria rivoluzione. L’obiettivo del Regolamento Privacy UE è costruire un sistema di principi volto ad affrontare le nuove sfide della globalizzazione e delle nuove tecnologie alla protezione dei dati personali ed alla loro circolazione all’interno dell’Unione Europea. A tal proposito, il Gruppo di lavoro “Amministratori di condominio” della Commissione Servizi di UNI ha creato un gruppo pre-normativo per approfondire il tema.

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L’articolo 12 del Regolamento Ue 16/679 impone al soggetto che tratta i dati di adottare «misure appropriate per fornire all’interessato tutte le informazioni di cui agli articoli 13 e 14». L’informativa, disciplinata dagli articoli 13 e 14 del Regolamento, è il documento nel quale devono ritrovarsi questi elementi e, in ambito condominiale deve presentare un primo elemento essenziale, cioè i dati del titolare del trattamento. 

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Il condominio risponde delle carenze del sistema di sorveglianza se hanno facilitato il furto nel locale commerciale. Lo ha deciso il Tribunale di Latina, II sezione civile, nella sentenza del 20 settembre 2018.

La materia condominiale, innovata con l’entrata in vigore della L. 220/2012 e già largamente definita sugli aspetti della privacy dei condomini nel 2003 dal Codice Privacy (ora riformato dal D.lgs. n.101/2018), deve necessariamente essere adeguata alle nuove disposizioni del GDPR.

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Il Regolamento europeo sulla privacy entra anche in condominio. Negli edifici il rapporto fra tutela della privacy e ricerca di maggior sicurezza attraverso l’installazione di telecamere e videocitofoni da parte di un condomino è sempre controverso. La questione oggi è ancora più complicata poiché se, da un lato, la recente giurisprudenza ha ampliato la tutela della riservatezza altrui, imponendo che le riprese negli spazi comuni siano possibili solo con il consenso di tutti i condomini, dall’altra in base al nuovo regolamento europeo 2016/679 le telecamere possono essere installate tutte le volte che sono necessarie per motivi di sicurezza seri e giustificati.

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Paolo Balboni spiega gli scenari della privacy europea alla luce del Dgls 101/2018

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