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La tutela della privacy è recessiva se l'accesso difensivo è provato dai fascicoli telematici dei contenziosi

L'accesso ai documenti amministrativi, attese le sue rilevanti finalità di pubblico interesse, costituisce principio generale dell'attività amministrativa al fine di favorire la partecipazione e di assicurarne l'imparzialità e la trasparenza. Su queste basi il Consiglio di Stato con la sentenza 10277/2022 ha chiarito che quanto al rapporto tra "accesso difensivo" e tutela della riservatezza occorre distinguere tra: riservatezza "semplice" - categoria in cui rientra anche la tutela ai dati finanziari ed economici - in ordine alla quale l'interesse difensivo va tendenzialmente ritenuto prevalente; riservatezza "rafforzata" nell'ambito della quale vanno annoverati i dati "sensibili" – ad esempio le origini razziali e le convinzioni politiche e religiose nonché le eventuali vicende giudiziarie – e i dati "super-sensibili" – ad esempio la salute e l'orientamento sessuale - rispetto ai quali l'interesse difensivo deve di volta in volta essere bilanciato secondo i criteri di necessarietà di indispensabilità e di parità di rango.

Il Consiglio di Stato ha stabilito che la tutela della privacy è recessiva se l'accesso difensivo è provato dai fascicoli telematici dei contenziosi

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