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"Sono il tuo vicino di numero", la nuova sfida su WhatsApp tra ilarità e violazioni della privacy

"Sono il tuo vicino di numero", la nuova sfida su WhatsApp tra ilarità e violazioni della privacy

Dopo la FaceApp challenge, la nuova sfida estiva che è esplosa sui social si chiama #numberneighbor. È nata negli Stati Uniti, dove negli ultimi giorni moltissime persone si sono messe in contatto con il proprio vicino di numero. Nello specifico, si cambia l’ultima cifra del proprio cellulare sostituendola in un caso con l’unità superiore e nell’altro con quella inferiore. Una volta aggiunto il nuovo contatto telefonico si passa alla fase successiva, scrivendo all’ignaro utente tramite WhatsApp: le conseguenze sono del tutto inaspettate.

Siri e Google Assistant: stop all’analisi delle conversazioni

Siri e Google Assistant: stop all’analisi delle conversazioni

Apple ha sospeso su scala globale il programma di controllo qualità per Siri, la sua assistente vocale, perché tale programma rischia di violare le norme sulla privacy. Stessa decisione per Google, che ha messo in stand-by in Unione europea i controlli sul funzionamento di Assistant.

Truffe online, abbocca il 53% delle aziende

Truffe online, abbocca il 53% delle aziende

Il 53% delle aziende vittime di cyberattacchi si è fatto ingannare da e-mail di phishing, ossia la «truffa» basata su un messaggio che, proveniente in apparenza da una fonte affidabile e attendibile, riesce a carpire informazioni personali e sensibili nonché credenziali e password di accesso a sistemi informatici. Nel 30% dei cyberattacchi, invece, la vittima ha subito le conseguenze del ransomware, ossia la richiesta di pagare una somma di denaro, quindi un vero e proprio «riscatto», per sbloccare il dispositivo o il sistema attaccato da un virus.

Corte Ue: un sito web che usa il pulsante "mi piace" è congiuntamente responsabile con Facebook

Corte Ue: un sito web che usa il pulsante "mi piace" è congiuntamente responsabile con Facebook

La tutela della privacy potrebbe rendere più complicato anche mettere un «like» su Facebook. E, di conseguenza, impattare sulle strategie delle aziende che vendono sul web. Lo lascia prevedere la sentenza con cui ieri la Corte Ue ha deciso sulla causa C-40/17, stabilendo che il gestore di un sito internet in cui è possibile cliccare sull’icona «like» può essere ritenuto responsabile della raccolta e della trasmissione dei dati personali dei visitatori insieme con Facebook.

Se usate l’email di lavoro sullo smartphone il vostro capo potrebbe spiarvi anche in vacanza

Se usate l’email di lavoro sullo smartphone il vostro capo potrebbe spiarvi anche in vacanza

Se siete il tipo di persona che “non stacca mai la spina”, e vi piace essere efficienti anche quando siete assenti dall’ufficio, quella di consultare la vostra email di lavoro sul vostro telefonino personale potrebbe sembrare una buona idea, ma si tratta di una soluzione non esente da effetti collaterali.

In aumento + 60% i virus che rubano che le password agli utenti

In aumento + 60% i virus che rubano che le password agli utenti

Gli utenti colpiti da virus che rubano le password sono aumentati del 60% nel 2019. Lo dice una ricerca di Kaspersky, secondo cui sono passati dai 600.000 della prima metà del 2018 agli oltre 940.000 nello stesso periodo del 2019. I "password stealer", i virus malevoli progettati per la raccolta dei dati digitali degli utenti "sono una delle armi più importanti nell'arsenale dei cybercriminali per mettere in pericolo la privacy degli utenti", fanno notare i ricercatori della società di sicurezza.

Il presidente di Federprivacy a Rai Parlamento

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