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Maxi violazione di dati al Consiglio d’Europa, sottratti oltre 429 mila documenti tra buste paga, curriculum, e informazioni sanitarie
Una delle più gravi violazioni informatiche degli ultimi mesi avrebbe colpito il Consiglio d’Europa. Tra i documenti sottratti figurerebbero oltre 409 mila buste paga di oltre 10 mila dipendenti ed ex dipendenti, e circa 14 mila curriculum vitae, migliaia di fascicoli personali e altra documentazione amministrativa interna.
Migliaia di documenti d’identità rubati negli hotel e messi in vendita nel Dark Web: trascorsi 9 mesi nel silenzio delle istituzioni
Ad inizio agosto dello scorso anno oltre 70.000 documenti tra carte d’identità e passaporti scansionati o fotocopiati erano stati trafugati da almeno dieci hotel italiani, e poi finiti nei circuiti di forum underground e Dark Web. Ma da allora non è nota alcuna comunicazione su eventuali sanzioni, prescrizioni o misure correttive imposte agli operatori coinvolti.
Poker di rischi per il dipendente infedele che ruba i dati aziendali
Poker di rischi per il lavoratore che scippa dati aziendali. C'è il rischio civilistico, quello disciplinare, quello penalistico e quello per violazione della privacy. Proprio quest'ultimo fronte (violazione della privacy) mette anche il datore di lavoro con le spalle al muro, potendosi contestare ai suoi danni una condotta di data breach (violazione dei dati personali). Con il risultato, per il datore di lavoro, di essere, nel contempo, vittima e reo: vittima del dipendente infedele e reo per non aver saputo arginare una violazione della riservatezza. Ma vediamo, dunque, di tratteggiare il quadro delle responsabilità connesse alla indebita fuoruscita di dati dal perimetro aziendale.
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Rubati 910 gigabyte di file “ad alta sensibilità” al super consulente dei pm e di Report: ex collaboratrice rinviata a giudizio
La Procura di Milano ha disposto il rinvio a giudizio della ex collaboratrice dello studio del commercialista Gian Gaetano Bellavia, con l’accusa di accesso abusivo a sistema informatico. Secondo la denuncia, la donna avrebbe copiato oltre un milione di file, pari a circa 910 gigabyte di dati, ritenuti parte del patrimonio informativo riservato dello studio.
Tim, dipendenti infedeli vendevano dati personali dei clienti ai call center, 13 arresti
Decine di migliaia di euro spartiti tra gli operatori infedeli ed i collettori-rivenditori dei dati. Ecco il volume di affari scoperto dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni, con il coordinamento della Procura di Roma, nell'ambito della fase conclusiva dell'operazione Data Room. Di assoluto livello criminale la mole dei proventi, come emerge da più di una conversazione nella quale alcuni indagati discutono dei corrispettivi, mettendosi d'accordo sulla ripartizione degli incassi illeciti del mese.
Trafugati progetti industriali dei nuovi MacBook, gli hacker ricattano Apple chiedendo 50 milioni di dollari
Gli hacker di Sodinokibi REvil, specializzati nelle attività criminali tramite il ransomware REvil, hanno annunciato di essersi infiltrati nella rete di Quanta Computer, società con sede a Taiwan che è un fornitore chiave di Apple nella produzione di Macbook e Apple Watch, riuscendo a carpire una quantità imprecisata di dati che conterrebbero documenti e progetti del colosso tecnologico di Cupertino, e chiedendo alla stessa Apple di pagare un riscatto di 50 milioni di dollari per evitare che i pirati diffondano i segreti industriali nel dark web.
Turchia: prima di lasciare il posto di lavoro dal centro di ricerca clinica un dipendente asporta informazioni sensibili di 10.000 pazienti
Le aziende investono sempre più risorse in cybersicurezza per proteggere i loro dati, ma non sempre chi li viola è un hacker, e non sempre chi se ne appropria è un malintenzionato che attacca dall’esterno. Anzi, più del 50% delle organizzazioni intervistate nell’ambito di uno studio di Cyber Security Researcher hanno confermato che gli attacchi che hanno subìto a danno dei propri sistemi informatici sono avvenuti dall’interno. Ne è un esempio il caso di un dipendente del reparto IT di un centro di ricerca clinica per la diagnosi di malattie genetiche rare, che prima di lasciare il suo posto di lavoro ha copiato tutte le informazioni sensibili di 10.000 pazienti sia adulti che bambini.
Violazione del profilo social, una sentenza riconosce agli utenti il diritto di ottenere il risarcimento del danno
Una sentenza della Corte federale di giustizia tedesca ha stabilito che la semplice perdita di controllo sui propri dati personali può costituire un danno risarcibile ai sensi del GDPR, senza necessità di accertare ulteriori svantaggi, come l'abuso specifico dei dati da parte degli hacker o altre conseguenze negative. E la portata della sentenza potrebbe segnare una svolta in tutti i paesi dell'UE.
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Il presidente di Federprivacy a Rai Parlamento
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