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Anche con sms il preavviso di segnalazione di inserimento tra i «cattivi pagatori» nelle liste delle cosiddette «centrali rischi private». Per contrappeso, gli archivi dei «sistemi di informazioni creditizie» conserveranno più a lungo (60 mesi) le informazioni positive, che attestano l'affidabilità di una persona. Mentre restano sostanzialmente invariati i termini massimi di conservazione delle informazioni su ritardi e mancati pagamenti (fino a 24 mesi per i ritardi poi regolarizzati).

Sono ben 20 i crediti formativi riconosciuti ai partecipanti del "Corso Privacy nel settore bancario e finanziario" che sono professionisti certificati come Privacy Officer e Consulente della Privacy con TÜV Italia. Il corso, organizzato da TÜV Italia Akademie, è in programma dal 17 al 19 marzo a Milano, ed è anche propedeutico alla certificazione specialistica di TÜV, che nel proprio schema prevede come opzione lo specifico settore "Banche, finanza e credito".

Maggiori tutele per i consumatori censiti nelle banche dati del credito, trasparenza sul funzionamento degli algoritmi che analizzano il rischio nei finanziamenti, apertura alle nuove tecnologie e ai servizi del Fintech. Queste sono alcune delle novità previste nel nuovo “Codice di condotta per i sistemi informativi gestiti da soggetti privati in tema di crediti al consumo, affidabilità e puntualità nei pagamenti” (i cosiddetti “Sic”), proposto dalle associazioni di categoria e approvato dal Garante per la privacy.

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La Guardia di finanza può farsi una copia dell'hard disk del professionista con i dati sensibili dei clienti senza una specifica autorizzazione. Le Entrate, di conseguenza, possono fondare l'accertamento su quei dati. La Corte di cassazione, con l'ordinanza n. 6486 del 6/3/2019, ha respinto il ricorso di un odontoiatra al quale erano state replicate, in sede di verifica, le lastre dei pazienti e le schede clienti.

Si è svolto a Roma lo scorso 11 dicembre il workshop di Federprivacy dedicato a banche e istituti finanziari. All'incontro con il Garante e gli esperti della materia hanno partecipato gli addetti ai lavori dei principali istituti bancari. In occasione dell'evento, i partecipanti hanno ricevuto in anteprima la Circolare 5-2018 sulle prescrizioni in materia di circolazione delle informazioni in ambito bancario e di tracciamento delle operazioni bancarie alla luce del Gdpr. 

Martedì, 27 Novembre 2018 11:09

Quando il pirata del web entra in banca

«Il mondo del credito sta sicuramente lavorando per blindare i canali di comunicazione tra i propri sistemi e i dispositivi della clientela (pc, laptop, tablet, smartphone). La palestra del “phishing” e di altre piccole tecniche fraudolente ha costretto il sistema bancario a fare quella che definisco una “ginnastica posturale” minima, ma l’esercizio per mantenersi in forma è più impegnativo e non può risultare episodico o discontinuo». Umberto Rapetto, già generale della Guardia di Finanza, già al comando del Gat Nucleo Speciale Frodi Telematiche (ora è Ceo di Hkao Human Knowledge As Opportunity) ha pochi dubbi.

Tagliando di controllo ogni due anni per gli algoritmi che schedano cattivi e buoni pagatori. La tecnica applicata al credito al consumo e ai finanziamenti tipici dei consumatori deve essere disciplinata da regole rispettose della privacy e della dignità degli individui. Lo scoring automatizzato presuppone verifiche sulla funzionalità dei programmi utilizzati.

Alert sulle inquiry bancarie improprie, da inquadrare nella privacy by design e nella privacy by default. Il Gdpr connota, infatti, in maniera nuova gli adempimenti “vecchi” del provvedimento 192/2011 del Garante della privacy, in materia di circolazione delle informazioni in ambito bancario e di tracciamento delle operazioni bancarie. Il nuovo inquadramento è, ovviamente, da valutare alla luce delle ricadute sanzionatorie, dilatate in maniera incommensurabile proprio dal Gdpr.

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Privacy Day Forum, il servizio di Adnkronos

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