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Sicurezza e Privacy dei giocattoli connessi: forti preoccupazioni del Parlamento UE

Secondo i deputati del Parlamento europeo, nonostante la direttiva sulla sicurezza dei giocattoli (DSG) garantisca un elevato livello di protezione dei bambini, alcuni dei fabbricanti di paesi terzi che vendono i propri prodotti nel mercato unico, in particolare attraverso i mercati online, non rispettano la legislazione dell’UE. Di conseguenza, molti giocattoli venduti nell'UE presentano ancor dei rischi significativi.

Michele Iaselli, Coordinatore del Comitato Scientifico di Federprivacy

(Nella foto: l'Avv. Michele Iaselli, Coordinatore del Comitato Scientifico di Federprivacy)

In una recente risoluzione non legislativa approvata con 688 voti favorevoli, 6 contrari e un’astensione, i deputati chiedono alla Commissione e ai Paesi UE di intensificare le misure per garantire che tutti i giocattoli immessi sul mercato UE siano conformi alla DSG, indipendentemente dal luogo di fabbricazione.

Sottolineando come i giocattoli connessi possano esporre i bambini a nuovi pericoli e rappresentare un rischio per la loro sicurezza, privacy e salute mentale, i deputati incoraggiano i produttori a integrare meccanismi di sicurezza nella progettazione dei loro giocattoli, ad esempio contro le minacce informatiche. Inoltre, chiedono alla Commissione di proporre delle regole per disciplinare tali questioni.

La direttiva comprende l'obbligo per gli Stati membri di svolgere la vigilanza del mercato, che prevede tra l'altro l'esecuzione di prove sui giocattoli commercializzati e la verifica della documentazione dei fabbricanti, il ritiro dei giocattoli non sicuri o non conformi dal mercato e l'adozione di provvedimenti nei confronti dei soggetti responsabili della loro immissione sul mercato.

Un'applicazione più efficace della direttiva sulla sicurezza dei giocattoli tutelerebbe maggiormente i bambini e garantirebbe una vera parità di condizioni per le imprese, offrendo vantaggi a fabbricanti, importatori e distributori responsabili, e impedirebbe al contempo ai commercianti disonesti di trarre vantaggio dall'elusione delle norme e dalla commercializzazione di giocattoli non sicuri che mettono a rischio la salute e la sicurezza dei bambini.

Sicurezza dei giocattoli: il Parlamento UE esprime forti preoccupazioni

Nella risoluzione si invita la Commissione europea ad esplorare in modo continuativo le possibilità di utilizzare nuove tecnologie come l'etichettatura elettronica, la blockchain e l'intelligenza artificiale al fine di individuare i prodotti non sicuri, attenuare i rischi e migliorare la conformità con la DSG, nonché facilitare il lavoro delle autorità di vigilanza del mercato fornendo informazioni facilmente accessibili, aggiornate, strutturate e, ove possibile, digitali sui prodotti e sulla loro tracciabilità nella catena di approvvigionamento.

In effetti va precisato che nella stessa proposta di regolamento UE della Commissione europea sull'IA del 2021 viene chiarito che i sistemi di IA che sono componenti di sicurezza di giocattoli, o che sono essi stessi giocattoli, rientrando nell'ambito di applicazione di una determinata normativa di armonizzazione dell'Unione, devono essere classificati come sistemi ad alto rischio se il prodotto in questione è sottoposto alla procedura di valutazione della conformità con un organismo terzo di valutazione della conformità a norma della suddetta pertinente normativa di armonizzazione dell'Unione.

In particolare, la Commissione europea ritiene opportuno vietare l'immissione sul mercato, la messa in servizio o l'uso di determinati sistemi di IA intesi a distorcere il comportamento umano e che possono provocare danni fisici o psicologici. Tali sistemi di IA impiegano componenti subliminali che i singoli individui non sono in grado di percepire, oppure sfruttano le vulnerabilità di bambini e persone, dovute all'età o a incapacità fisiche o mentali.

Secondo il Safety Gate dell'UE (il sistema di allarme rapido dell'UE per i prodotti non alimentari pericolosi) i giocattoli sono stati la categoria di prodotti maggiormente segnalata (27% di tutte le segnalazioni) nel 2020. I dati diffusi dalla Commissione il 3 dicembre 2021 mostrano che l'anno scorso la maggior parte delle segnalazioni ha riguardato veicoli a motore o prodotti correlati (27%) e giocattoli (19%).

Si può citare, ad esempio, la segnalazione inviata dall'Islanda riguardante un orologio intelligente per bambini. Pur non causando direttamente un danno ai bambini, il prodotto non garantisce un livello minimo di security e può pertanto essere utilizzato come strumento per avere accesso ai bambini. Una delle funzioni previste del prodotto è garantire la sicurezza dei bambini grazie alla localizzazione; pertanto, il consumatore si aspetterebbe che il prodotto non comporti minacce alla security per i bambini, in quanto questi potrebbero essere localizzati e/o contattati da estranei, con il pregiudizio che ne deriverebbe per la loro sicurezza.

Nella risoluzione si esprime, quindi, una forte preoccupazione per le nuove vulnerabilità e i rischi posti dai giocattoli connessi e si incoraggiano i produttori di tali giocattoli ad integrare meccanismi di sicurezza e protezione fin dalla progettazione secondo i principi di privacy by design propri del GDPR.

Pertanto si invita la Commissione a esaminare diverse opzioni d'azione per quanto riguarda il livello di rischio e il principio di proporzionalità, quali l'estensione dell'ambito di applicazione della DSG per includervi disposizioni in materia di tutela della vita privata e sicurezza delle informazioni, l'adozione di una legislazione orizzontale sui requisiti di cibersicurezza per i prodotti connessi e i servizi associati, come la legge europea sulla cyber resilienza, o il rafforzamento della pertinente legislazione orizzontale, come la direttiva sulle apparecchiature radio, nonché il regolamento generale sulla protezione dei dati, coinvolgendo nel contempo il Parlamento nelle sue scelte.

In realtà, già nella vigente normativa dell'Unione in materia di sicurezza dei prodotti quest’ultima è considerata un obiettivo di politica pubblica. Il concetto di sicurezza è legato all'uso del prodotto e ai rischi, ad esempio meccanici, elettrici, ecc., che devono essere affrontati per garantire la piena affidabilità del prodotto. Va osservato che, a seconda dell'atto normativo dell'Unione in materia di sicurezza dei prodotti, l'uso del prodotto comprende non solo l'uso previsto ma anche l'uso prevedibile e in alcuni casi, come nella direttiva 2006/42/CE relativa alle macchine, anche l'uso scorretto ragionevolmente prevedibile.

Nella misura in cui il "comportamento" futuro dei prodotti basati sull'intelligenza artificiale può essere determinato in anticipo mediante la valutazione del rischio effettuata dal fabbricante prima dell'immissione sul mercato, il quadro dell'Unione in materia di sicurezza dei prodotti fissa già l'obbligo per i produttori di tener conto, nella valutazione dei rischi, dell'"uso" dei prodotti per tutto il loro ciclo di vita. Inoltre i fabbricanti devono fornire agli utilizzatori istruzioni e informazioni sulla sicurezza o avvertenze (Decisione n. 768/2008/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 luglio 2008, relativa a un quadro comune per la commercializzazione dei prodotti).

Note Autore

Michele Iaselli Michele Iaselli

Coordinatore del Comitato Scientifico di Federprivacy. Avvocato, docente di logica ed informatica giuridica presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. Docente a contratto di informatica giuridica presso LUISS - dipartimento di giurisprudenza. Specializzato presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II in "Tecniche e Metodologie informatiche giuridiche". Presidente dell’Associazione Nazionale per la Difesa della Privacy. Funzionario del Ministero della Difesa - Twitter: @miasell

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