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Si chiama Invisimole (da Invisible, Invisibile, e mole, talpa, anche in senso figurato) l'ultima minaccia scoperta dai ricercatori di Eset. Gira in realtà dal 2013 ma, come il nome suggerisce, questo malwareriesce a nascondersi bene nei sistemi che infetta e trasforma in videocamere-spia che sorvegliano ogni attività dell'utente.

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Quarantadue stanze di motel, dieci diverse città, almeno 800 coppie più o meno focose, più di 4mila utenti registrati e potenziali spettatori, 50 dollari il prezzo di quello che si potrebbe chiamare l’abbonamento. Sono queste le cifre dell’ultimo scandalo a luci rosse che le tecnologie e Internet hanno regalato alla cronaca di questi giorni. È successo in Corea del Sud e, nonostante la vicenda salti fuori adesso, i fatti risalgono all’incirca a un anno fa.

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Martedì, 09 Aprile 2019 15:06

Hotel e case vacanza, occhio alla webcam nascosta

Deve essere stata una scoperta choc, quella di una famiglia neozelandese che nei giorni scorsi si apprestava a soggiornare in Irlanda in una casa scelta sul portale di affitti online Airbnb: tutto nella norma al loro arrivo, almeno fino a quando il padre Andrew Barker, esperto di sicurezza informatica, ha analizzato la rete wifi, scoprendo che mimetizzata in un finto rilevatore di fumo collocato sul soffitto del soggiorno c'era una telecamera nascosta.

Ha suscitato scalpore nei giorni scorsi una foto di Mark Zuckerberg, in cui è stata scorta la webcam del suo pc coperta con del nastro adesivo. In realtà, il metodo artigianale a cui è ricorso il fondatore di Facebook per proteggere la propria privacy è tutt'altro che una novità. Recentemente, il direttore dell'Fbi, James Comey, ha infatti affermato: "Ho messo un pezzo di nastro adesivo sulla mia webcam perché ho visto qualcuno più intelligente di me che aveva un pezzo di nastro adesivo sulla sua."

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I ricercatori della casa produttrice di software Eset hanno scovato un’importante vulnerabilità all’interno di una videocamera di sorveglianza che permetteva a eventuali malintenzionati non soltanto di accedere alle trasmissioni video, ma anche di intromettersi nei computer collegati modificando il firmware del dispositivo, con tecniche abbastanza basilari per un buon cybercriminale.

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TV Nove Italia, Nicola Bernardi intervistato alla trasmissione 9X5

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