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Visualizza articoli per tag: DPO

Aver nominato un Data Protection Officer in conflitto di interessi è costato una sanzione da 525.000 euro a una filiale di un gruppo tedesco di e-commerce.

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Come abbiamo detto più volte anche nelle pubblicazioni di Federprivacy, l’Unione Europea è impegnata ormai da anni in una sfida a tutto campo per conquistare la sovranità digitale e competere a livello globale con gli ecosistemi USA e Cina. È ovvio però che in questo quadro la figura del DPO, pur senza che il GDPR sia modificato, è destinata a cambiare.

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Quando si verifica un data breach (purtroppo sempre più spesso) lo stress degli addetti ai lavori può toccare livelli da burnout, a partire dal Chief Information Security Officer (CISO) che è il primo su cui tutti i colleghi vanno di solito a puntare il dito. Tanto è vero che se questa figura che si occupa di sicurezza informatica è sempre più ricercata nel mercato del lavoro, d’altra parte la sua durata media di permanenza in un’azienda è di soli 18 mesi.

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Le tutele previste in materia di protezione dei dati personali seguono un approccio basato sul rischio, dovendo di conseguenza andare a rafforzare delle garanzie nel momento in cui l’attività può cagionare – o intrinsecamente cagiona – un impatto nei confronti di interessati c.d. “vulnerabili”.

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L’articolo 37, par. 1, del GDPR prevede che il titolare e il responsabile del trattamento designino il responsabile della protezione dei dati (c.d. DPO). Il Garante per la protezione dei dati personali spiega che l'atto di designazione è parte costitutiva dell'adempimento. Questo vale sia nel caso in cui si designi un interno, sia ovviamente nel caso di DPO esterno.

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Obblighi raddoppiati per il Dpo. Ai doveri derivanti dallo status di “responsabile della protezione dei dati” si abbinano i doveri derivanti dallo status di dipendente o di consulente esterno o di ente fornitore di servizi. Il Data Protection Officer, infatti, ha sempre un doppio ruolo e i due canali sono comunicanti: con la conseguenza che le mancanze e le negligenze in un campo hanno rilevanza anche nell’altro.

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La gestione di una situazione d’emergenza come un data breach è tutt’altro che semplice per un’organizzazione, ancor più se non ha approntato e diffuso correttamente una procedura a riguardo. La prima misura consiste dunque nel dotarsi di una procedura, ma non è sufficiente: è necessario che il personale che svolge le operazioni di trattamento sia stato adeguatamente sensibilizzato e abbia ricevuto un addestramento a riguardo, al fine di evitare che dalla loro impreparazione possa aggravarsi ancor più l’evento di violazione dei dati personali.

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A distanza di quattro anni dalla sua introduzione sono ancora molte le aziende e le pubbliche amministrazioni che conoscono poco la figura del Data Protection Officer. Il riepilogo per capire chi deve designarlo, quali sono i compiti che gli sono attribuiti dalla legge, i requisiti che deve possedere, ed il valore delle certificazioni che lo riguardano. Parere negativo sulla Norma UNI 11697:2017 da parte di Federprivacy, che è rimasta sul proprio capitolato privato per la certificazione delle competenze del Privacy Officer rilasciata da TÜV Italia a quasi 500 professionisti.

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Rischio confusione per aziende e p.a. su certificazioni in materia di privacy. Interviene il Garante per sottolineare che quelle attuali non possono definirsi conformi al Regolamento UE. Nata prima del GDPR quella promossa da Federprivacy e rilasciata da TÜV fin dal 2011 per certificare le competenze dei "Privacy Officer". Bernardi: "Certificazioni sono importante elemento di garanzia sul mercato, ma non abilitazione a ricoprire ruolo di DPO". Bolognini:"Contano competenze sostanziali, non certo iscrizioni ad ennesimi albi o bollini". Decine di commenti negativi degli stakeholder piovuti sulla Norma UNI arrivata all'inchiesta pubblica.

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Lunedì, 20 Dicembre 2021 14:35

Disponibili i nuovi manuali di autodifesa per DPO

Sono finalmente disponibili i volumi del nuovo "Manuale di autodifesa per Data Protection Officer" di Antonio Ciccia Messina con la prefazione di Nicola Bernardi. A partire da oggi, i libri saranno quindi spediti con corriere espresso a tutti coloro che li avevano già ordinati, e a coloro che adesso li possono acquistare in pronta consegna nell’Area Shop di Federprivacy.

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Adnkronos, più tutele per i dati con il Gdpr

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