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Visualizza articoli per tag: hacker

Nella società digitale in cui viviamo gli attacchi hacker sono ormai all’ordine del giorno, eppure le imprese che ne sono colpite non corrono ai ripari per mettere in sicurezza i dati come ci si aspetterebbe, e le ultime statistiche sembrano evidenziare pure un calo di sensibilità verso i rischi cibernetici.

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E’ tornato online il Registro Elettronico utilizzato da molte scuole italiane a seguito del ransomware che aveva colpito Axios Italia nel week end di Pasqua. A darne la notizia è la stessa società sul proprio sito web con un annuncio pubblicato la sera del 10 aprile. Nei giorni scorsi Axios aveva reso noto di esservi rivolta agli esperti informatici di Swascan e di Momit per risolvere i guai causati dal pericoloso virus progettato per criptare tutti i dati, bloccarli, e poi chiedere un riscatto per restituirne la disponibilità ai legittimi titolari.

Dopo 40 anni lo spam è ancora l'arma più usata dagli hacker. Lo evidenzia una nuova ricerca di F-Secure e Mwr Infosecurity che mette in luce come ai cybercriminali "basta aggiungere pochi nuovi trucchi a questo classico metodo di attacco". "Lo spam via e-mail è ancora una volta la scelta più comune per l'invio di virus malevoli.

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Una gang di cybercriminali dalla Romania aveva messo nel mirino di attacchi ransomware alcuni sistemi di archiviazione dei dati sfruttando alcune vulnerabilità dei dispositivi. E in questo modo era riuscita a colpire molte piccole e medie imprese, tra Italia, Germania, Francia e Romania, delle quali sequestrava le informazioni, chiedendo un riscatto in bitcoin in cambio della decrittazione.

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Gli hacker di Sodinokibi REvil, specializzati nelle attività criminali tramite il ransomware REvil, hanno annunciato di essersi infiltrati nella rete di Quanta Computer, società con sede a Taiwan che è un fornitore chiave di Apple nella produzione di Macbook e Apple Watch, riuscendo a carpire una quantità imprecisata di dati che conterrebbero documenti e progetti del colosso tecnologico di Cupertino, e chiedendo alla stessa Apple di pagare un riscatto di 50 milioni di dollari per evitare che i pirati diffondano i segreti industriali nel dark web.

Da nostre alleate per proteggerci da ladri e malintenzionati a nemiche della nostra privacy che ci spiano nell’intimità delle nostre abitazioni. Sono le telecamere dei sistemi di videosorveglianza che sempre più spesso vengono prese di mira dai pirati informatici. Nell’operazione “Rear Window” la Polizia Postale e la Procura di Milano hanno sgominato un’organizzazione di criminali che spiavano migliaia di persone inserendosi nei sistemi informatici delle telecamere di videosorveglianza all’interno di spazi particolarmente intimi come camere da letto e bagni di abitazioni, alberghi, uffici, spogliatoi di palestre e piscine, con l’obiettivo di carpire immagini che ritraggono le ignare vittime durante la consumazione di rapporti sessuali o atti di autoerotismo, per poi poterne fare oggetto di commercio sui social.

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Un tempo la parola fatata era “Sim sala bim” e chi – bambino negli anni settanta – era affascinato dai giochi di prestidigitazione di Silvan sa che quell’espressione significa “Che la magia si compia”. Oggi l’attenzione è concentrata su “Sim swap scam”, dizione legata ad una terrificante dinamica fraudolenta che fa perno sulla telefonia mobile e semina il panico tra chi adopera il proprio smartphone non solo per telefonare.

I mercenari russi del Gruppo Wagner sono stati colpiti da un attacco informatico sferrato dalla Ukrainian It Army, un gruppo di volontari creato dal governo dell'Ucraina all'inizio dell’invasione per rispondere alla guerra cibernetica di Mosca. L’azione, secondo quanto riferiscono gli ucraini, avrebbe messo fuori uso il sito web dell’organizzazione militare e avrebbe anche raccolto tutti i dati personali dei mercenari. A dare la notizia è stato Mikhail Fedorov, ministro ucraino della Trasformazione digitale.

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Telecamere di sicurezza, assistenti vocali, termostati intelligenti, serrature elettroniche, baby monitor e smart meter possono essere bersagli appetibili per i criminali informatici anche quando questi strumenti si trovano nelle nostre abitazioni private. Come è possibile entrare dalla rete nelle nostre case mettendo a rischio la nostra privacy e la sicurezza delle nostre famiglie?

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Spesso, quando si guardano degli studi si nota una certa corrispondenza tra maturità del mercato informatico ed efficacia delle misure di sicurezza implementate dalle aziende, ma l'ultimo report di FireEye, che analizza gli attacchi informatici e le tendenze del cybercrimine nel periodo che va dal primo ottobre 2016 al 30 settembre 2017, mostra un quadro molto più variegato.

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Ansa: presentato alla Camera il libro 'Smetti di farti spiare difendi la tua privacy'

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