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Credito al consumo e furto d’identità, decreto del MEF per rendere la disciplina più sicura e coerente con il GDPR

Il Dipartimento dell’Economia del Ministero dell’Economia e della Finanze (MEF) ha predisposto uno schema di decreto recante il nuovo regolamento del sistema pubblico di prevenzione delle frodi nel credito al consumo (SCIPAFI), con specifico riferimento al furto di identità.

L’evoluzione della normativa europea con il GDPR e quella dei mezzi informatici di prevenzione e protezione delle frodi d’identità hanno infatti reso ormai obsoleta l’attuale disciplina risalente al 2014 (Decreto del MEF n. 95/2014), e il Ministero è quindi intervenuto sul testo finora in vigore per renderlo più moderno, sicuro e coerente con le nuove normative in materia di protezione dei dati personali e con le nuove forme di frode emerse per via dei continui sviluppi tecnologici.

Tra le principali novità introdotte con lo schema di regolamento ci sono l’implementazione della finalità antiriciclaggio del sistema di prevenzione, disposizioni in materia di trattamento dei dati personali, e la riduzione dell’importo dovuto per ogni richiesta di autenticità dei dati.

Per tutelare i cittadini, il nuovo regolamento prevede l’istituzione di un call center atto a ricevere le segnalazioni dei soggetti che hanno subito, o temono di aver subito, frodi configuranti l’ipotesi di furto d’identità. Inoltre, nell’eventualità che, in seguito alla verifica, venga effettivamente accertata una frode, scatta l’obbligo di comunicazione delle informazioni da parte degli aderenti diretti o dei soggetti autorizzati.

Il decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze prevede poi che, contestualmente alla comunicazione delle informazioni, il “modulo informatico di allerta” invii automaticamente, tramite un apposito servizio digitale (web app), una notifica alla persona a cui le informazioni si riferiscono per informarla circa l’iscrizione della posizione nel modulo informatico di allerta. Nell’ipotesi in cui, invece, si configuri un concreto rischio di frodi, ovvero quando vengono rilevate tre o più incongruenze in sede di riscontro dell’autenticità dei dati forniti dal soggetto che richiede l’operazione, è previsto che gli aderenti diretti e i soggetti autorizzati debbano comunicare le informazioni relative al rischio di frodi. Anche qui, insieme alla comunicazione delle informazioni, il modulo informatico d’allerta invierà automaticamente, tramite una app dedicata, una notifica alla persona interessata al fine di rendere noto il pericolo in corso.

Il dipartimento economia del MEF ha avviato una consultazione pubblica aperta sullo schema di decreto ministeriale che disciplina il nuovo regolamento: chiunque sia interessato, cittadini, aziende, associazioni, può inviare osservazioni o suggerimenti entro il 7 agosto 2025 all’indirizzo PEC [email protected]. I contributi ricevuti saranno resi pubblici al termine della consultazione, salvo espressa richiesta di non divulgarli.

Fonte: Ministero dell'Economia e delle Finanze

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