La Francia vieta i social ai minori di 15 anni. Macron: "Il cervello dei nostri figli non è in vendita"
Martedì 27 gennaio, i parlamentari di Parigi hanno approvato un disegno di legge che blocca i social network a chi ha meno di 15 anni. Una misura per proteggere la salute degli adolescenti, secondo il governo. Il presidente Emmanuel Macron ha salutato il voto come un passo importante per tutelare i bambini e gli adolescenti francesi: "Perché il cervello dei nostri figli non è in vendita. Né sulle piattaforme americane, né sulle reti cinesi", ha scritto su X.

L'Assemblea nazionale, la camera bassa del Parlamento francese, ha approvato la proposta di legge con 130 voti favorevoli e 21 contrari. In caso di approvazione definitiva, la Francia diventerebbe il secondo Paese al mondo a vietare i social agli adolescenti dopo l'Australia, dove a dicembre è entrato in vigore il discusso divieto per chi ha meno di 16 anni, e il primo in Europa.
Questa proposta è stata presentata dalla parlamentare Laure Miller di Renaissance, il partito del presidente Macron, che la sostiene. Adesso deve essere approvata dal Senato, dove ci si aspetta che venga votata entro la fine di febbraio. Il governo francese vuole agire rapidamente. Il divieto dovrebbe entrare in vigore dall'inizio dell'anno scolastico 2026-2027 per i nuovi account. Un'effettiva verifica dell'età per tutti gli utenti (compresi gli account esistenti) arriverebbe entro il primo gennaio 2027, se il disegno di legge venisse definitivamente adottato.
Nel dettaglio, il disegno di legge stabilisce che "l'accesso a un servizio di social network online fornito da una piattaforma online è vietato ai minori di 15 anni". Esclude dal divieto alcune piattaforme educative. Anche i servizi di messaggistica interpersonale privata come WhatsApp non sono interessati, ha affermato la deputata Laure Miller. Il testo mirava anche a estendere il divieto di utilizzo dei cellulari alle scuole superiori, come già avviene nelle scuole primarie e secondarie. I parlamentari hanno adottato una versione riveduta della misura, stabilendo ora che i regolamenti interni delle scuole superiori debbano specificare "i luoghi e le condizioni d'uso" dei cellulari. In caso contrario, il loro utilizzo è "vietato durante le lezioni e nei corridoi, ma consentito in un'area definita del cortile".
Le piattaforme di social media come TikTok, Snapchat e Instagram, ormai onnipresenti nella vita degli adolescenti, stanno seriamente danneggiando la loro salute mentale, ha avvertito all'inizio di questo mese l'Agenzia francese per la sicurezza e la salute alimentare, ambientale e sul lavoro (Anses). I rischi elencati sono numerosi, tra cui il cyberbullismo e l'esposizione a contenuti violenti. Sono inoltre evidenziati i sistemi di cattura dell'attenzione che disturbano il sonno.
Fonte: Europa Today






