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La Commissione Europea ha avviato una consultazione pubblica per raccogliere contributi da una vasta gamma di stakeholder, volta ad orientare la Commissione nella predisposizione delle linee guida e di un codice di condotta relativi al rilevamento e all’etichettatura dei contenuti generati o manipolati artificialmente.

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Rinvio delle scadenze per i sistemi di IA ad alto rischio, obbligo di watermarking entro il 2 novembre 2026, divieto delle applicazioni di “nudificazione” e maggiore flessibilità nel trattamento dei dati per correggere i bias: sono queste le principali misure introdotte dalla proposta di modifica dell’AI Act del Parlamento UE.

Il Consiglio dell’Unione europea e il Parlamento europeo hanno raggiunto, il 7 maggio 2026, un accordo provvisorio sulle modifiche al Regolamento europeo sull’intelligenza artificiale (AI Act), nell’ambito del pacchetto “Omnibus VII”.

Il Regolamento dell’Unione europea 2024/1689, noto come “Ai Act”, è in vigore dal 1° agosto 2024, con attuazione progressiva secondo la complessa timeline scandita dall’articolo 113, ma le disposizioni generali e i divieti sono già efficaci dal 2 febbraio 2025.

Il Consiglio dell'Unione europea ha approvato definitivamente il Regolamento Ue sull’intelligenza artificiale (Artificial Intelligence Act). La legislazione segue un approccio basato sul rischio: maggiore è il rischio di causare danni alla società, più severe saranno le regole. È il primo del suo genere al mondo ed ambisce a stabilire uno standard globale per la regolamentazione dell’IA.

Con AI Act e nuovi regolamenti dell’UE è sempre più complessa la galassia della protezione dei dati. Secondo il Censis il 58,7% degli avvocati percepisce l’Intelligenza Artificiale come un’opportunità. Martina Domenicali di Lexroom: “Con l’AI superpoteri al professionista legale per permettergli di completare tali lavori in pochi secondi”.

Giovedì, 26 Settembre 2024 06:32

Un modello compliant di AI Corporate Governance

Dalla Privacy alla Artificial Intelligence, il passo è breve: in una società dell’informazione in cui il dato (non solo, personale) è il cuore del motore economico, uno “strumento” dirompente come l’AI, per diventare un booster che moltiplica gli effetti (ma anche i rischi).

Il presidente di Federprivacy a Rai Parlamento

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