Federprivacy
Federprivacy è la principale associazione di riferimento in Italia dei professionisti della privacy e della protezione dei dati, iscritta presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MISE) ai sensi della Legge 4/2013. Email: [email protected]
Garante Privacy: maxi sanzione da 5 milioni di euro per la società che gestisce il chatbot Replika
Il Garante privacy ha sanzionato per 5milioni di euro la società statunitense Luka Inc. che gestisce il chatbot “Replika” e ha avviato una autonoma istruttoria per verificare il corretto trattamento dei dati personali effettuato dal sistema di intelligenza artificiale generativa alla base del servizio.
Il GDPR compie 7 anni, ma oltre 6 miliardi di euro di sanzioni non hanno portato i risultati auspicati
Il 25 maggio di 7 anni fa entrava in vigore il Regolamento europeo sulla protezione dei dati con la promessa di introdurre maggiori tutele per la privacy dei cittadini e pesanti sanzioni per i trasgressori, ma oltre 6 miliardi di euro , ovvero mediamente una sanzione ogni giorno per un importo medio di 2,4 milioni di euro, non hanno portato i risultati sperati.
Anche sms e messaggi WhatsApp di istituzioni governative e pubbliche amministrazioni rientrano nel diritto di accesso sulla trasparenza amministrativa
Con la sentenza del 14 maggio 2025 (causa T-36/23), il Tribunale dell’Unione europea ha affermato un principio destinato a incidere significativamente sull’organizzazione documentale delle istituzioni pubbliche, stabilendo che anche gli SMS, al pari degli altri documenti digitali, possono costituire atti soggetti al diritto di accesso secondo le normative sulla trasparenza amministrativa.
Adozione dell’intelligenza artificiale nella pubblica amministrazione: implicazioni privacy
L’utilizzo sempre maggiore di sistemi di Intelligenza Artificiale (IA) nelle pubbliche amministrazioni (PA) ha comportato nel febbraio del 2025 l’adozione di linee guida da parte dell’AGID (Agenzia per l’Italia Digitale).
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Dati degli utenti usati dai social per addestrare l’intelligenza artificiale: gli attivisti della privacy non ci stanno e partono al contrattacco
Nelle scorse settimane Meta ha annunciato che a partire dal 27 maggio utilizzerà i dati personali degli utenti europei, italiani compresi, per addestrare la sua intelligenza artificiale, ma se gli utenti possono essere rassegnati a subire passivamente l’ennesima invasione della loro privacy, invece gli attivisti non ci stanno e partono al contrattacco.
Giusto licenziare il dipendente che usa i dati aziendali per finalità personali
Il dipendente che nell’ambito delle sue mansioni, acquisisca illegittimamente il numero di telefono di una candidata all’assunzione ricavandolo dal curriculum vitae, intercettato durante lo smistamento della corrispondenza, e lo utilizzi per finalità personali estranee a quelle aziendali, commette una grave violazione degli obblighi di diligenza e della privacy della candidata.
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L’indisponibilità del braccialetto elettronico non giustifica una misura cautelare più afflittiva
E’ esclusa l’applicazione di una misura cautelare più afflittiva qualora l’applicazione del braccialetto elettronico non sia tecnicamente possibile. Lo ha stabilito la Cassazione annullando l’ordinanza del Riesame del Tribunale di Milano che aveva disposto nei confronti di un indagato per il reato di atti persecutori il divieto di avvicinamento alla persona offesa e l’applicazione del braccialetto.
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Usa: Google pagherà un maxi risarcimento di oltre 1,3 miliardi di dollari per violazioni della privacy dei cittadini del Texas
Il 9 maggio 2025, il procuratore generale del Texas, Ken Paxton, ha annunciato un accordo storico con Google, che pagherà un maxi risarcimento di 1,375 miliardi di dollari per chiudere due cause legali intentate nel 2022 e riguardanti gravi violazioni della privacy dei consumatori.
Webinar operativo su management algoritmo in ambito lavorativo nell’era dell’intelligenza artificiale
In programma un webinar che affronta in modo operativo i temi relativi agli impatti in materia di protezione dei dati nell'ambito del lavoro su piattaforma nell’era dell’intelligenza artificiale, anche alla luce del Decreto Trasparenza e dell'Artificial Intelligence Act.
Il 32% dei dipendenti che usa l’AI in ufficio lo fa di nascosto al proprio datore di lavoro esponendo l’azienda a rischi sui dati
Uno studio condotto da Ivanti su oltre 6.000 impiegati e 1.200 professionisti IT, ha rivelato una tendenza preoccupante. Se l'utilizzo degli strumenti di intelligenza artificiale generativa è sempre più diffuso in ambito lavorativo, il 32% degli dipendenti che se ne avvale lo fa senza informare il proprio datore di lavoro.
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Privacy Day Forum 2025: il servizio dell'Ansa
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