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Federprivacy

Federprivacy è la principale associazione di riferimento in Italia dei professionisti della privacy e della protezione dei dati, iscritta presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MISE) ai sensi della Legge 4/2013. Email: [email protected] 

Più privacy per i detenuti. A seguito di diverse segnalazioni relative a episodi nei quali le video-telefonate e i colloqui via Skype delle persone detenute si sarebbero svolti in assenza delle necessarie condizioni minime di riservatezza e, in particolare, in violazione del divieto di controllo auditivo da parte del personale di custodia, con un comunicato stampa congiunto il Garante per la protezione dei dati personali e il Garante nazionale per i diritti delle persone private della libertà personale hanno richiamato gli istituti penitenziari al rispetto delle garanzie per la tutela della riservatezza.

È LinkedIn l’ultimo bersaglio colpito dai pirati informatici, che sono riusciti ad appropriarsi di un enorme archivio di dati personali di circa 500 milioni di utenti del social network professionale per eccellenza, i quali sono stati loro malgrado trattati come merce svenduta a prezzi di saldo su un popolare forum di hacking.

Per favorire l’inserimento dei giovani professionisti nel mondo del lavoro nei settori della protezione dei dati, Federprivacy ha stanziato 10 borse di studio da 500 euro ciascuna valide per la partecipazione al Master Privacy Officer e Consulente della Privacy. Nell’assegnazione delle agevolazioni finanziarie saranno favoriti gli under 35 iscritti come soci membri dell’Associazione che saranno ritenuti particolarmente meritevoli in ragione del proprio curriculum.

Il Garante per la protezione dei dati personali ha avviato un’istruttoria nei confronti di Linkedin a seguito della violazione dei sistemi del social network che ha determinato la diffusione di dati deglI utenti, compresi ID, nominativi completi, indirizzi email, numeri di telefono, collegamenti ad altri profili LinkedIn e a quelli di altri social media, titoli professionali e le altre informazioni lavorative inserite nei propri profili dagli utenti.

E’ tornato online il Registro Elettronico utilizzato da molte scuole italiane a seguito del ransomware che aveva colpito Axios Italia nel week end di Pasqua. A darne la notizia è la stessa società sul proprio sito web con un annuncio pubblicato la sera del 10 aprile. Nei giorni scorsi Axios aveva reso noto di esservi rivolta agli esperti informatici di Swascan e di Momit per risolvere i guai causati dal pericoloso virus progettato per criptare tutti i dati, bloccarli, e poi chiedere un riscatto per restituirne la disponibilità ai legittimi titolari.

Con riferimento ai dati di circa 36 milioni italiani, compresi in molti casi numeri telefonici e indirizzi mail, disponibili online a seguito di una violazione dei sistemi di Facebook, il Garante per la protezione dei dati personali ha chiesto al social network di rendere immediatamente disponibile un servizio che consenta a tutti gli utenti italiani di verificare se la propria numerazione telefonica o il proprio indirizzo mail siano stati interessati dalla violazione.

Il notevole incremento di data breach ed altri eventi informatici che si sono verificati negli ultimi tempi stanno facendo salire in modo preoccupante il livello di allerta tra gli addetti ai lavori, e perciò Federprivacy ha disposto cinque iniziative specifiche per aiutare professionisti e manager d’impresa a fronteggiare le sempre più numerose minacce che possono causare violazioni sui dati personali.

Nei giorni scorsi Yemeksepeti, che è la più importante piattaforma online turca di food delivery, è stata colpita da un attacco informatico nel quale sono stati trafugati i dati personali di oltre 21 milioni di utenti. A darne notizia lo scorso 27 marzo sul proprio profilo Twitter era stata la stessa società specializzata nella consegna a domicilio che opera attualmente in 70 città in Turchia e Cipro, con oltre 35.000 ristoranti affiliati, circa 20 milioni di utenti e 520.000 ordini giornalieri.

Ancora un furto di dati personali degli utenti di Facebook, ma stavolta ad essere coinvolte sono mezzo miliardo di persone, secondo quanto riporta Business Insider. Numeri di telefono, indirizzi, date di nascita, biografie e indirizzi e-mail sono apparsi free sulla rete. Si tratterebbe dello stesso gruppo di dati esfiltrati dal social network nella rete nel 2019. Tra gli utenti colpiti, 32 milioni sono negli Usa, 11 in Gran Bretagna, sei milioni in India, e ben 37 milioni quelli italiani.

E' in tilt da alcuni giorni il sistema di posta elettronica e l’intera operatività dei server del Comune di Brescia. Come si legge nella nota pubblicata nello stesso sito istituzionale della pubblica amministrazione lombarda, la causa della paralisi è un attacco ransomware avvenuto il 30 marzo, e la richiesta di riscatto per fornire la chiave di sblocco avanzata dai criminali informatici per restituire la disponibilità dei dati è di 26 Bitcoin, l’equivalente al cambio odierno di 1,3 milioni di euro.

Il Presidente di Federprivacy a Settegiorni su Rai Uno

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