La nuova ISO/DIS 19011:2026 applicata al contesto degli audit sui dati personali
La linea guida ISO 19011, riferimento internazionale per la conduzione degli audit dei sistemi di gestione, è in fase di revisione con una versione aggiornata — ISO/DIS 19011:2025 — la cui pubblicazione è prevista per il primo quadrimestre del 2026.

Questa revisione introduce elementi di grande rilievo per chi opera nell’ambito della protezione dei dati personali, integrando concetti chiave come digitalizzazione, audit da remoto e tecnologie emergenti. Tematiche che si intersecano pienamente con i principi del Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR) e con i sistemi di gestione conformi alla ISO/IEC 27001:2022 ed alla ISO/IEC 27701:2025 di recentissima pubblicazione.
L’obiettivo di questo articolo è quello di analizzare le principali novità della linea guida, nella versione ad oggi disponibile, con particolare attenzione alla loro applicazione pratica negli audit privacy e nella gestione della conformità dei trattamenti di dati personali.
Le principali novità applicate alla protezione dei dati - Sono riportate di seguito le modifiche, ad oggi disponibili della linea guida, non si tratta dell’elenco di tutte le variazioni presenti, ma di quelle che si reputa abbiano un impatto diretto sugli audit in materia di protezione dei dati personali.
Struttura - La nuova edizione mantiene la consolidata articolazione in sette capitoli, confermando la natura trasversale della norma, applicabile a tutti i sistemi di gestione, inclusi i Privacy Information Management System (PIMS) conformi alla ISO/IEC 27701:2025 (di recentissima pubblicazione) ed i sistemi integrati privacy–sicurezza delle informazioni.
Audit da remoto - L’introduzione formale del metodo di audit da remoto nel capitolo 3 rappresenta una delle evoluzioni più significative. Tale approccio consente di condurre attività di verifica in sedi differenti da quelle dell’organizzazione auditata, con implicazioni dirette per la verifica dei trattamenti in ambienti cloud, smart working o infrastrutture distribuite, ecc.
Le applicazioni pratiche riguardano:
- audit su data center virtuali, sistemi SaaS e ambienti cloud che ospitano dati personali;
- verifica combinata remota e in sito per accertare sia le misure di sicurezza logiche che quelle fisiche (art. 32 GDPR);
- verifica pratica, direttamente in campo durante l’audit, delle misure di sicurezza adottate, in particolare se vengono visualizzati dati personali.
Le raccomandazioni per gli auditor privacy sono:
- garantire riservatezza e minimizzazione dei dati trattati durante audit da remoto;
- valutare l’applicazione di ulteriori misure di sicurezza come la cifratura end-to-end e la predisposizione di ambienti demo con dati mascherati.
- verificare la presenza e distribuzione delle regole per la condivisine dei dati trattati da remoto;
- utilizzare strumenti di collaborazione conformi al GDPR (videoconferenze, condivisioni schermo, repository);
- redigere verbali e piani di audit che esplicitino le cautele adottate per proteggere i dati osservati.
Tecnologie emergenti e nuovi scenari di audit - Il nuovo testo richiama esplicitamente le tecnologie emergenti (es. AI e Machine Learning (training set, bias, explainability), blockchain, IoT, big data, 5G, realtà aumentata, realtà virtuale, sistemi biometrici) come contesti da considerare negli audit sia che impattino sui processi che sui prodotti/servizi forniti. Queste tecnologie incidono direttamente sulla protezione dei dati e richiedono approcci di audit evoluti. Tra gli elementi da considerare in audit, in relazione ad alcune delle tecnologie emergenti:
AI e sistemi automatizzati
- verifica dei processi decisionali automatizzati (art. 22 GDPR);
- valutazione della trasparenza e spiegabilità degli algoritmi;
- conformità con AI Act e con la Legge n.132/2025;
- audit sulle DPIA relative ai sistemi di AI ad alto rischio.
IoT e dispositivi connessi
- verifica della privacy by design e by default;
- analisi delle policy di raccolta, conservazione e cifratura dei dati.
Blockchain e DLT
- audit sulla compatibilità con il diritto all’oblio e con i principi del GDPR;
- controllo delle tecniche di pseudonimizzazione e smart contract privacy-compliant.
Big Data e analytics
- valutazione della proporzionalità tra finalità e volume dei dati;
- controllo dei meccanismi di anonimizzazione e re-identificazione.
Catena di fornitura e audit sui responsabili del trattamento - La ISO/DIS 19011 rafforza l’attenzione alla catena di fornitura, cruciale nella gestione privacy titolare–responsabile–sub-responsabile. Gli audit devono coprire l’intero ciclo di vita del rapporto con i fornitori di servizi che trattano dati personali:
- audit pre-contrattuali per le valutazioni di adeguatezza ex art. 28 GDPR;
- audit di conformità per la verifica dell’attuazione delle misure di sicurezza e dell’osservanza delle istruzioni del titolare;
- audit di sorveglianza e reattivi volti al monitoraggio continuo, gestione incidenti, data breach, modifiche organizzative.
(Nella foto: l'Ing. Monica Perego, docente del Master per Esperto Privacy e del Corso di alta formazione per Data Manager)
Gestione dei rischi negli audit privacy - La linea guida estende la prospettiva risk-based anche al processo di audit stesso. Nel corso degli audit privacy sono da considerare rischi quali: esposizione accidentale di dati, campionamento non rappresentativo, mancata individuazione di trattamenti ad alto rischio, scarsa competenza tecnica dell’auditor ed in particolare laddove vi sia una componente riconducibile alle tecnologie emergenti, per cui si raccomandano le seguenti applicazioni pratiche:
- eseguire una DPIA sull’attività di audit ad alto rischio quando coinvolge dati sensibili in modo massiccio e/o relativi a soggetti vulnerabili e/o trasferimenti extra UE;
- adottare protocolli di sicurezza per gli auditor (NDA, formazione, controlli accesso);
- applicare peer review per audit complessi.
Competenze degli auditor privacy - La linea guida specifica requisiti più stringenti per gli auditor, che dovranno integrare anche le competenze sulle tecnologie emergenti laddove dovessero condurre audit in tali contesti. Le competenze richieste agli auditor e ad altri addetti lavori sono:
- conoscenza della normativa AI Act, Data Act, Digital Service Act, NIS2, DORA, Cyber Resilience Act, Legge n. 132/2025, D.lgs 138/2024, orientamenti EDPB, ecc.
- conoscenza dell’architetture cloud, PETs, cifratura, pseudonimizzazione, anonimizzazione;
- comprensione dei temi afferenti alle tecnologie emergenti;
- capacità di utilizzare strumenti digitali di audit nel rispetto del GDPR ad esempio per prediporre check list tramite applicazioni di AI.
Appendice e approfondimenti operativi - Le appendici della ISO/DIS 19011:2025 rafforzano la parte metodologica, con sezioni chiave per la privacy:
- campionamento da valutare considerando le tipologie di dati, finalità, rischio e volumi trattati;
- audit ai fornitori (responsabili del trattamento) - guida per audit di seconda parte;
- audit a distanza - istruzioni dettagliate per la gestione sicura dei dati durante audit remoti.
Ulteriori misure da considerare - Oltre a quelle sopra indicate, dalla nuova versione delle linee guida è possibile estrapolare ulteriori misure da considerare per migliorare continuamente il processo; tra queste le seguenti suddivise per macro argomenti:
- valutare audit congiunti o di seconda parte, coinvolgendo consulenti esterni per processi critici (profilazione, trasferimenti extra-UE);
- documentare le misure adottate per evitare conflitti di interesse e garantire imparzialità (In particolare nelle PMI o laddove il DPO, per quanto indipendente, ricoprirebbe anche altri incarichi o fosse fortemente coinvolto nel dare supporto all’organizzazione);
- in presenza di categorie particolari di dati (art. 9 GDPR), preferire sempre auditor esterni qualificati.
Le procedure di audit dovranno di conseguenza:
- includere riferimenti alle tecnologie emergenti e agli audit da remoto;
- definire criteri uniformi per la classificazione delle non conformità privacy.
- integrare nel programma annuale la valutazione della catena dei fornitori (responsabili).
Ulteriori misure sono:
- rafforzare la formazione del team di audit sulle tecnologie emergenti;
- aggiornare il registro dei trattamenti laddove si utilizzassero tecnologi emergenti nel processo di audit.
Conclusione - Con la pubblicazione della versione definitiva della linea guida, le opportunità di effettuare audit in materia di protezione dei dati personali acquisteranno una ulteriore valenza e nuovi stimoli. Le principali direttrici per i professionisti della privacy dovranno considerare:
- formazione continua con aggiornamento costante su normativa e tecnologie emergenti;
- flessibilità metodologica ottenibile combinando audit fisici e remoti in modo efficiente;
- integrazione delle tecnologie emergenti nel processo di audit
- approccio risk-based centrato sui trattamenti ad alto rischio e sulle tecnologie emergenti.
L’integrazione di tecnologie emergenti, l’approccio ibrido remoto–in sito e la visione risk-based rendono l’audit privacy un sempre più uno strumento di governance superando l’adempimento formale. Con l’uscita ufficiale prevista per il 2026, Data Protection Officer e quanti operano nell’ambito della Privacy hanno quindi l’opportunità di prepararsi proattivamente, aggiornando procedure, competenze, programmi, piani di audit e check list per allinearsi a audit privacy più evoluti pienamente conformi al principio di responsabilità del GDPR.







