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Il reclamo di noyb mette ChatGPT sotto la lente del garante austriaco

ChatGPT è nuovamente sotto la lente di un’autorità di controllo, stavolta quella austriaca, in seguito al reclamo presentato da parte di noyb, l’associazione di attivisti digitali fondata da Max Schrems. Si potrebbe dire però che sono presenti sì nuove accuse che però richiamano vecchi problemi, già rilevati più di un anno fa dal Garante Privacy e attenzionati anche da parte dell’EDPB, riguardanti l’impossibilità di garantire il rispetto del principio di trasparenza e di esattezza nelle attività di trattamento dei dati personali svolte da parte di OpenAI.

Il reclamo di noyb mette ChatGPT sotto la lente del garante austriaco

Il fatto che fonda il presupposto del reclamo è il seguente: un interessato, avente la veste di personaggio pubblico, ha richiesto la propria data di nascita a ChatGPT ben conscio che tale informazione non era stata resa pubblicamente accessibile e dunque non poteva rientrare nelle informazioni impiegate dal LLM. Di conseguenza, è stata fornita una risposta frutto di un’approssimazione statistica e dunque ben lungi dall’essere corretta. A fronte di ciò, l’interessato ha esercitato il proprio diritto di accesso per conoscere la fonte dei dati inesatti, i propri dati personali contenuti nel LLM e tutte le informazioni riguardanti il trattamento dei propri dati. Inoltre, ha formulato richiesta di cancellazione dei dati relativi alla propria data di nascita in quanto inesatti.

Stando al reclamo, però, il riscontro al diritto d’accesso è stato non solo tardivo, ma incompleto, in quanto ha riguardato esclusivamente i dati relativi all’account dell’interessato e non i dati impiegati da ChatGPT né tantomeno le informazioni relative al trattamento degli stessi fra cui sono particolarmente rilevanti le fonti, i dati oggetto di trattamento, la base giuridica, le finalità perseguite e i tempi di conservazione stabiliti.

 Stefano Gazzella, Consulente Privacy&ICT Law

(Nella foto: Stefano Gazzella, Consulente Privacy&ICT Law, sarà speaker al Privacy Day Forum 2024)

Inoltre, il diritto di cancellazione del dato inesatto è stato negato da parte di OpenAI la quale ha pur sostenuto la criticità riscontrata dal momento che “l'accuratezza fattuale nei modelli linguistici di grandi dimensioni rimane un'area di ricerca attiva”, argomentando circa l’impossibilità tecnica di svolgere blocchi selettivi ma dovendo piuttosto provvedere ad un blocco totale di ogni informazione relativa all’interessato. Blocco che rappresenta ad oggi l’unico modo di prevenire la diffusione di informazioni inaccurate e che però non può essere garantito – per quanto sostiene OpenAI - in ragione dello status di personaggio pubblico dell’interessato. Ciò non è stato ritenuto condivisibile da noyb, in quanto non è possibile alcuna limitazione al diritto di cancellazione (o rettifica) in caso di dati inesatti.

Il reclamo riguarda così tanto la violazione degli artt. 12 par. 5, 15 per il mancato riscontro alla richiesta di acceso che dell’art. 5 par. 1 lett. d) GDPR per la mancanza di misure “per cancellare o rettificare tempestivamente i dati inesatti rispetto alle finalità per le quali sono trattati” in ossequio al principio di esattezza.

Gli esiti del reclamo non sono facilmente prevedibili, in considerazione delle complessità legali e tecnologiche che difficilmente possono trovare una risoluzione attraverso singol interventi da parte delle autorità di controllo.

Note Autore

Stefano Gazzella Stefano Gazzella

Delegato Federprivacy per la provincia di Gorizia. Consulente Privacy & ICT Law, Data Protection Officer. Privacy Officer certificato TÜV Italia. Web: www.gdpready.it 

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