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Stefano Manzelli

Consulente privacy, divulgatore e il data protection officer. Direttore di sicurezzaurbanaintegrata.it.

È opportuno pubblicare la pagella completa con il nome e il voto del dipendente pubblico? Alcuni comuni sembrano pensarla così, ma il Garante per la protezione dei dati personali ha chiarito che questo approccio viola la normativa europea.

Non basta avere un Responsabile della protezione dei dati. Bisogna anche saperne rispettare il ruolo ed i compiti a lui assegnati dall’art.39 del GDPR.

La gestione automatizzata dei varchi di accesso alle zone a traffico limitato deve oggi confrontarsi con un principio imprescindibile: il rispetto della privacy, che si traduce in obblighi di chiarezza e trasparenza verso i cittadini. Cartelli informativi ben visibili ai varchi e informative puntuali, pubblicate in rete, non sono un optional, ma il segno concreto di un trattamento corretto dei dati personali.

Scatta una sanzione salata per i comuni che non hanno ancora provveduto a nominare il proprio Responsabile per la Protezione dei Dati. Sono passati sette anni dall’entrata in vigore definitiva del Gdpr ma alcuni enti risultano ancora senza DPO/RPD. E quando l’Autorità di controllo se ne accorge sono guai grossi per il primo cittadino.

Anche gli spazi esterni di uno stabilimento industriale possono essere "luogo di lavoro", ma in caso di videosorveglianza non è sempre necessario il nulla osta dell’Ispettorato. Lo ha stabilito il TAR Toscana, annullando il diniego dell’Ispettorato del Lavoro a una società che intendeva installare alcune telecamere in una zona periferica dell’impianto.

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Il furto d'identità con l'intelligenza artificiale

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