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Egitto: nuova legge sulla privacy che si ispira al Gdpr, ma per le violazioni più gravi c'è il carcere

Il 18 luglio 2020 il presidente egiziano Abdel Fattah El Sisi ha approvato la Legge n. 151/2020 sulla protezione dei dati personali che era stata approvata dal Parlamento lo scorso 24 febbraio con un disegno di legge che sotto molti aspetti si ispira al Gdpr europeo, ponendo un particolare accento sulla segretezza e sull’inviolabilità delle informazioni, nonché sulla morale nei trattamenti riguardanti immagini oscene e la pedopornografia.

Ora anche l'Egitto ha una legge sulla privacy

Il Personal Data Protection Law egiziano (di seguito "PDPL") si applica a cittadini egiziani e anche a cittadini stranieri che sono residenti in Egitto, e riguarda espressamente i trattamenti di dati personali effettuati interamente o anche parzialmente attraverso strumenti elettronici. (E-mail, internet, messaggistica, fax, etc.)

Il PDPL si basa su molti princìpi analoghi alle normative europee sulla privacy, tra cui quelli di finalità, necessità, pertinenza, trasparenza, proporzionalità, e liceità dei trattamenti, e prevede diritti per gli interessati come quelli all’accesso, alla cancellazione, alla rettifica e all’aggiornamento.

Come per il Gdpr, i trattamenti di dati personali richiedono il consenso dell’interessato o una base giuridica stabilita da una disposizione di legge. A differenza del Gdpr, il PDPL egiziano considera però dati personali non solo le informazioni riguardanti le persone fisiche, ma anche quelle riguardanti le persone giuridiche, quindi anche aziende, enti, e associazioni ricadono nella tutela della nuova normativa sulla privacy egiziana. Tale legge istituisce una sorta di autorità di controllo denominata “Council for the Protection of Electronic Data and Information”, che è formata da 15 membri e dura in carica tre anni.

In caso di data breach è richiesta la notifica a tale autorità entro 72 ore dalla scoperta dell’evento. Elemento che contraddistingue il Personal Data Protection Law rispetto al Gdpr europeo, è che oltre alle sanzioni amministrative (che possono arrivare a 2.000.000 di sterline egiziane, pari a circa 110mila euro), prevede anche severe sanzioni penali con la reclusione fino a 5 anni per le violazioni più gravi.

Fonte: Egypt Today

Note Autore

Nicola Bernardi Nicola Bernardi

Presidente di Federprivacy. Consulente del Lavoro. Consulente in materia di protezione dati personali e Privacy Officer certificato TÜV Italia, Of Counsel Ict Legal Consulting, Lead Auditor ISO/IEC 27001:2013 per i Sistemi di Gestione per la Sicurezza delle Informazioni. Twitter: @Nicola_Bernardi

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