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Usa: città della Florida paga 600.000 dollari ad hacker per riavere dati dei computer comunali

Il consiglio cittadino di un comune della Florida, Riviera Beach, che ha poco più di 30.000 abitanti, è salito alla ribalta della cronaca perché ha accettato le richieste di un hacker, o un gruppo di hacker, visto che non è dato sapere, di pagare 600.000 dollari per riavere indietro i dati del proprio sistema informatico.

Si tratta solo dell’ultimo di quelli che possono essere considerati come migliaia di attacchi informatici con richiesta di riscatto che stanno avvenendo un po’ in tutto il mondo, in primis ad aziende ed istituti pubblici. Attacchi che sono aumentati a seguito della diffusione di bitcoin che è diventata la moneta di scambio principale, proprio perché non rintracciabile, per queste tipologie di contrattazione.

Il consiglio comunale di Riviera Beach ha votato all’unanimità e quindi presto saranno pagati, sotto forma di bitcoin, 600.000 euro agli hacker che avevano precedentemente crittografato una serie di importanti dati per la gestione della città.

Gli hacker sono infatti riusciti ad entrare nel sistema informatico della cittadina quando un dipendente comunale ha cliccato su un collegamento infetto in una mail.

Dopo aver scaricato il malware, quest’ultimo si è subito diffuso nel sistema informatico e ha permesso agli hacker di crittografare vari importanti dati. A seguito di questa azione, la città si è imbattuta in diversi problemi legati proprio alla gestione informatica.

Vari addetti delle emergenze non sono per esempio riusciti ad inserire le chiamate nel computer con tanto di ritardi per la polizia e per i vigili del fuoco e questo senza parlare del sistema di posta elettronica disabilitato che non ha permesso ai vari appaltatori di contrattare e di ricevere i pagamenti.

Il pagamento è coperto da assicurazione e, anche se l’FBI dichiara apertamente di non supportare il pagamento degli hacker e dei terroristi in generale, la realtà racconta a cose molto diverse: molte agenzie governative e aziende, pubbliche e non, piegano la testa e pagano per riavere indietro i dati. Sintomo del fatto che gli stessi dati non vengono processati con un corretto sistema di backup, che è essenziale in ogni sistema informatico che si rispetti, ma anche che i dipendenti non seguono alla lettera e le raccomandazioni relative ai tentativi di phishing.

Fonte: Notizie Scientifiche

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