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Oblazione speciale per gli illeciti privacy

Oblazione speciale per gli illeciti privacy

Oblazione speciale per gli illeciti privacy pendenti e oblazione a regime per le future contestazioni. Pagando i due quinti del minimo si possono definire i procedimenti non conclusi alla data del 25/5/2018; per i nuovi procedimenti si può regolare la faccenda pagando la metà della sanzione irrogata dal garante della privacy. Sono le soluzioni individuate dal decreto legislativo di armonizzazione del codice della privacy italiano (dlgs 196/2003) al regolamento Ue sulla protezione dei dati n. 2016/679, divenuto efficace dal 25 maggio 2018 (noto anche come Gdpr).

Gdpr, "sospensione" di 8 mesi  per le ispezioni a imprese e p.a.

Gdpr, "sospensione" di 8 mesi per le ispezioni a imprese e p.a.

Ingresso soft nella privacy europea. Prevista gradualità dell'attività ispettiva sull'adeguamento delle imprese e delle p.a. al Regolamento Ue sulla protezione dei dati 2016/679 (noto come Gdpr), operativo dal 25 maggio 2018. A stabilirlo è lo schema di decreto legislativo di armonizzazione della disciplina della privacy italiana al Regolamento Ue, approvato in via definitiva dal Consiglio dei ministri dell'8 agosto 2018. Ci dovrebbe essere, secondo il testo in entrata, un periodo, che dovrebbe essere di otto mesi, per l'attuazione a pieno regime dei poteri di indagine affidati al Garante per la protezione dei dati personali.

I sistemi di localizzazione installati su mezzi aziendali devono essere adattabili alle esigenze del cliente

I sistemi di localizzazione installati su mezzi aziendali devono essere adattabili alle esigenze del cliente

I sistemi di localizzazioni Gps installati su furgoni aziendali devono essere già forniti in configurazione adattabile e configurabile alla normativa privacy nonché alle specifiche esigenze del cliente utilizzatore: è il contenuto dell'innovativo provvedimento n. 396 della Autorità Garante per la protezione dei dati del 28 giugno scorso. Una società esercente attività di distribuzione e commercializzazione di impianti per saldatura/macchine per saldare e relativa assistenza ai clienti aveva installato sui propri furgoni, a scopo di tutela dei beni aziendali e per garantire interventi di riparazione tempestivi, dispositivi di geo-localizzazione mediante sistema Gps.

Esigenze da bilanciare nel whistleblowing

Esigenze da bilanciare nel whistleblowing

Le norme sul whistleblowing (legge 179/2017 ) segnano senz’altro un passo avanti verso l’affermazione di una cultura imprenditoriale che metta al centro la business integrity e la trasparenza. Al tempo stesso, però, restano diverse criticità applicative su cui si sono esercitati gli interpreti.

Il Csm apre alla pubblicazione dei compensi ai professionisti

Il Csm apre alla pubblicazione dei compensi ai professionisti

Un passo avanti sulla strada della trasparenza degli incarichi ai professionisti. Il Csm, con una delibera approvata dal plenum, chiarisce che il presidente del tribunale può rendere pubblici anche tutti i dati relativi agli acconti e ai compensi riconosciuti a professionisti per gli incarichi attribuiti dagli uffici giudiziari.

Forniture imprese, serve la clausola sulla privacy by design

Forniture imprese, serve la clausola sulla privacy by design

Forniture in linea con la privacy. I prodotti/servizi forniti a imprese e p.a. devono essere progettati e configurati in base ai principi della privacy fin dalla progettazione («by design») e privacy come impostazione predefinita («by default»). Lo impone il regolamento Ue sulla privacy (2016/679, operativo dal 25 maggio 2018). In caso contrario il Garante può ordinare di aggiornare funzioni e modalità di funzionamento direttamente al fornitore. Come è successo a un fornitore di sistemi Gps, raggiunto dall'ordine di aggiornare la versione del sistema venduto a una impresa (provvedimento n. 396 del 28 giugno 2018).

Corte Ue: nei rinvii pregiudiziali il giudice nazionale deve anonimizzare i dati

Corte Ue: nei rinvii pregiudiziali il giudice nazionale deve anonimizzare i dati

Protezione dei dati personali rafforzata nei procedimenti pregiudiziali dinanzi alla Corte di giustizia dell’Unione europea. Con le nuove «Raccomandazioni all’attenzione dei giudici nazionali, relative alla presentazione di domande di pronuncia pregiudiziale» (pubblicate sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea C 257), che sostituiscono quelle del 2016, la Corte è intervenuta a rafforzare la cooperazione tra giudici interni e giudici Ue anche nel segno della tutela dei dati personali e di una maggiore digitalizzazione nel procedimento.

Gdpr, l’utilizzo costante comporta l’obbligo per i professionisti

Gdpr, l’utilizzo costante comporta l’obbligo per i professionisti

L’entrata in vigore del Regolamento europeo sulla privacy (679/2016) impone una serie di adempimenti ai professionisti, anche iscritti agli Ordini, come avvocati, commercialisti, geometri e consulenti del lavoro. Che cosa devono fare questi professionisti per adeguarsi alla normativa? Si pensi all’avvocato al quale il cliente affida una o più pratiche che vengono conservate negli archivi, cartacei e informatici degli studi professionali.

Così il falso profilo è reato: punita la "vanità" in rete

Così il falso profilo è reato: punita la "vanità" in rete

La “vanità” nella rete non perdona e può costare caro.Fingere di essere un’altra persona, spacciarsi per single quando si è invece sposati, usare come fotografia del proprio profilo sui social network quella di un’altra persona, magari nota. Sono alcuni esempi delle nuove falsificazioni digitali che negli ultimi anni sono finite sotto la lente dei giudici, dando vita a una giurisprudenza fatta di fake, finti status e identità inesistenti. L’obiettivo degli autori è quello di avere più visibilità, ingannare gli utenti o estorcere denaro. Il reato presupposto è sempre lo stesso: la sostituzione di persona, punita con la reclusione fino a un anno e procedibile d’ufficio.

Cassazione: l’utente dei social può chiedere i dati dell’identità rubata

Cassazione: l’utente dei social può chiedere i dati dell’identità rubata

Sfuggire all’identificazione per un profilo fake potrebbe essere più difficile, almeno stando alle ultime sentenze. I giudici, infatti, aprono agli elementi indiziari che potrebbero portare a individuare l’autore del reato oltre ogni ragionevole dubbio. Lo ha stabilito la Cassazione, con la sentenza 20485 depositata il 9 maggio scorso, secondo la quale, oltre agli accertamenti tecnici sui dispositivi, pesano anche gli elementi indiziari che, se precisi, gravi e concordanti, possono portare alla condanna.

7° Privacy Day Forum: intervista a Secondo Sabbioni, DPO del Parlamento UE

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