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Cassazione: multa da 66 mila euro ad azienda per utilizzo badge con l’impronta della mano senza l’ok del Garante

Cassazione: multa da 66 mila euro ad azienda per utilizzo badge con l’impronta della mano senza l’ok del Garante

Senza l’autorizzazione del Garante della privacy è vietato raccogliere le impronte della mano dei dipendenti, attraverso un badge per vedere se sono presenti. Ora lo sa una Srl, attiva nel settore della raccolta dei rifiuti, condannata dall’Authority a pagare una sanzione di 66 mila euro, per aver violato il Codice sulla protezione dei dati personali. La società aveva installato un sistema di raccolta dei dati biometrici della mano, per rilevare le presenze dei dipendenti. Azione che - ad avviso del Tribunale che aveva condannato il Garante a pagare 30 mila euro per responsabilità aggravata - non provava il trattamento dei dati in violazione della disciplina di settore.

Tar Lombardia, scudo sulle dichiarazioni fiscali

Tar Lombardia, scudo sulle dichiarazioni fiscali

Niente operazione trasparenza da parte del fisco sulle dichiarazioni fiscali dell'ex coniuge, anche se la richiedente deve affrontare una causa dopo che l'uomo ha chiesto la separazione. È vero, pure per il regolamento europeo General data protection (Gdpr) le esigenze delle privacy recedono di fronte alla necessità di garantire l'esercizio del diritto di difesa in sede giudiziaria. Ma il punto è proprio che nel nostro ordinamento già gode di ampia tutela nell'ambito del procedimento civile la ricostruzione del patrimonio dei coniugi per determinare l'assegno di mantenimento: sarà dunque il giudice della separazione a decidere se e come provvedere, tenuto conto che può disporre anche indagini di polizia tributaria a carico delle parti. È quanto emerge dalla sentenza 2024/18, pubblicata dalla prima sezione del Tar Lombardia.
Dati sanitari, garanzie rafforzate quando si fa ricorso ad algoritmi

Dati sanitari, garanzie rafforzate quando si fa ricorso ad algoritmi

Ci vuole la valutazione di impatto privacy per trattare in maniera sistematica dati sanitari dei lavoratori. Se, poi, le persone sono profilate con un algoritmo che predice il comportamento degli individui ci deve essere un quadro rafforzato di garanzie: sul periodo di conservazione, sulle informazioni ai lavoratori, sulla proporzionalità dei dati raccolti, sulle modalità di esercitare i propri diritti.

Corte Europea dei diritti dell'uomo, l’Ordine può controllare lo studio dell’avvocato soggetto a procedimento disciplinare

Corte Europea dei diritti dell'uomo, l’Ordine può controllare lo studio dell’avvocato soggetto a procedimento disciplinare

Gli avvocati hanno diritto a una protezione rafforzata nello svolgimento dell’attività, ma è conforme alla Convenzione europea dei diritti dell’uomo la decisione dell’Ordine di controllare la documentazione nello studio del legale. Lo ha stabilito la Corte di Strasburgo (ricorso n. 25038/13), a cui si era rivolto un avvocato francese - al centro di un procedimento disciplinare per motivi legati al pagamento delle tasse e a negligenza verso un cliente - dopo che i tribunali nazionali avevano respinto ogni azione. Anche Strasburgo ha rigettato l’istanza, pur riconoscendo che si era verificata un’ingerenza nel diritto al rispetto della vita privata nel momento in cui il presidente dell’Ordine degli avvocati aveva svolto alcuni accertamenti nello studio del professionista in assenza di quest’ultimo.

Sì alla videosorveglianza in condominio per seri motivi di sicurezza, ma se la telecamera è finta scatta il contenzioso

Sì alla videosorveglianza in condominio per seri motivi di sicurezza, ma se la telecamera è finta scatta il contenzioso

Il Regolamento europeo sulla privacy entra anche in condominio. Negli edifici il rapporto fra tutela della privacy e ricerca di maggior sicurezza attraverso l’installazione di telecamere e videocitofoni da parte di un condomino è sempre controverso. La questione oggi è ancora più complicata poiché se, da un lato, la recente giurisprudenza ha ampliato la tutela della riservatezza altrui, imponendo che le riprese negli spazi comuni siano possibili solo con il consenso di tutti i condomini, dall’altra in base al nuovo regolamento europeo 2016/679 le telecamere possono essere installate tutte le volte che sono necessarie per motivi di sicurezza seri e giustificati.

Dlgs 101/2018, contestazioni al bivio tra condono parziale o la difesa

Dlgs 101/2018, contestazioni al bivio tra condono parziale o la difesa

È arrivato il momento delle scelte per i procedimenti pendenti su violazioni al vecchio codice della privacy: sfruttare un condono parziale (pagamento di 2/5 del minimo edittale) oppure difendersi. Ci sono pro e contro in ogni opzione e non bisogna fare decorrere il termine previsto dalla legge per fare l'una o l'altra cosa. Ci si riferisce al decreto legislativo 101/2018, che ha adeguato la legislazione italiana al regolamento europeo sulla privacy n. 2016/679, e che ha scritto all'articolo 18 una norma sulla definizione agevolata dei procedimenti per l'applicazione delle sanzioni amministrative per violazioni del codice della privacy (dlgs 196/2003).

Umberto Rapetto: più tutelati con Gdpr ma non bisogna abbassare la guardia

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