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Nel 2017 sono state riscosse sanzioni amministrative per circa 3 milioni 800 mila euro, pari ad un complessivo 15% in più rispetto al 2016, mentre le comunicazioni di notizie di reato all'autorità giudiziaria sono state 41, in particolare per mancata adozione di misure minime di sicurezza a protezione dei dati e trattamento illecito. Sono alcuni dei risultati dell’attività del Garante per la protezione dei dati personali diffusi alla Camera in occasione della presentazione della Relazione annuale sull'attività svolta lo scorso anno.

Dati sanitari a fini di ricerca, rating sulla solvibilità delle imprese, sistema statistico nazionale (Sistan), Spid, telemarketing. Sono questi i settori sui quali nei prossimi mesi punterà la sua lente il Garante per la protezione dei dati personali contenuti nel piano ispettivo per il primo semestre 2018 approvato nelle scorse settimane.

Arriva una prima multa per Facebook dopo lo scandalo di Cambridge Analytica che ha violato i dati di 87 milioni di utenti del social media nel mondo. E a infliggerla è il Regno Unito. Secondo l'Information Commissioner's Office (Ico), l'authority britannica sulla privacy e i dati, la piattaforma social di Mark Zuckerberg ha violato la legge non tutelando gli utenti. E la sanzione è pesante: mezzo milione di sterline, pari a 663mila dollari. È la massima multa prevista dalla legislazione della Gran Bretagna per questo tipo di infrazioni.

Wind Tre dovrà rivedere le procedure, “ereditate” da H3G in seguito alla fusione aziendale, con le quali gestisce telefonate ed sms promozionali, al fine di interrompere i contatti commerciali indesiderati. Non potrà inoltre utilizzare, per finalità di marketing, i dati personali di quanti non abbiano espresso un libero e valido consenso per tale trattamento. Questa la decisione adottata dal Garante al termine delle ispezioni avviate muovendo dalle numerose segnalazioni di utenti che protestavano per il disturbo arrecato dalla rete commerciale della società.

La nuova privacy all'europea non è neppure partita e già è sommersa dalle controversie. E' appena entrata in definitivamente in vigore, in tutti i 28 paesi dellUnione europea, del Regolamento Ue 2016/679, noto come Gdpr (General Data Protection Regulation), relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento e alla libera circolazione dei dati personali, e pare che non tutto vada proprio liscio.

Privacy, sanzioni e controlli con il GDPR: a spiegare come saranno le nuove ispezioni è stato Marco Menegazzo, comandante del Nucleo Speciale Privacy della Guardia di Finanza intervenuto durante il Privacy Day Forum del 25 maggio 2018.

Approvato dal Garante per la protezione dei dati personali il piano ispettivo per il secondo semestre di quest’anno. Il piano, il primo ad essere varato dopo la piena applicazione del Regolamento Ue, vede al centro delle verifiche degli ispettori dell’Autorità i trattamenti di dati effettuati da aziende e pubbliche amministrazioni che gestiscono banche dati di grandi dimensioni, le misure di protezione dei dati negli istituti di credito (specie con riferimento a segnalazioni di data breach), i trattamenti di dati per attività di telemarketing.

Chiarire subito il quadro normativo in materia di privacy, tirando fuori dai cassetti il decreto legislativo varato in prima lettura lo scorso 21 marzo e, poi, uscito dai radar. E tradurre in un impegno formale le parole con le quali il Garante ha aperto la strada a un approccio "equilibrato e pragmatico" nella fase di transizione dei primi mesi.

Dolo significa volontà, intenzionalità della condotta. Il dolo si può desumere da alcune circostanze esterne. Tra le circostanze indicanti il carattere doloso di una violazione, i garanti europei (WP29) hanno inserito il trattamento illecito autorizzato esplicitamente dall'alta dirigenza del titolare del trattamento oppure effettuato nonostante i pareri del responsabile della protezione dei dati o ignorando le politiche esistenti, per esempio ottenendo e trattando dati relativi ai dipendenti di un concorrente con l'intento di screditare tale concorrente sul mercato.

Privacy Ue a tinte tricolori. Il decreto legislativo di armonizzazione dell'ordinamento italiano al Regolamento Ue 2016/679 (operativo dal 25 maggio 2018) ripesca nella sostanza gran parte del Codice della Privacy (dlgs 196/2003), che formalmente è abrogato per intero. Passano il guado, tra gli altri, i regolamenti privacy per i dati sensibili del settore della pubblica amministrazione, le norme di tutela delle società e persone giuridiche contro le telefonate indesiderate; previsti, infine, sconti sulle sanzioni amministrative per le violazioni amministrative del vecchio codice.

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7° Privacy Day Forum: l'Intervento di Secondo Sabbioni

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