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Visualizza articoli per tag: coronavirus

Con riferimento al trattamento dei dati personali in ambito lavorativo va precisato che il 14 marzo 2020 è stato sottoscritto il protocollo di sicurezza anti-contagio adottato ai sensi dell’art. 1, n. 7, lett. d) del DPCM 11 marzo 2020, integrato dal più recente protocollo del 24 aprile 2020. Come noto il documento è stato realizzato per agevolare gli enti e le imprese nell’adozione di protocolli di sicurezza anti-contagio, ovverosia Protocollo di regolamentazione per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus COVID 19 negli ambienti di lavoro, ma contiene importanti disposizioni anche in materia di privacy.

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In Norvegia le autorità sanitarie hanno annunciato di aver sospeso l’app progettata per aiutare a tracciare la diffusione del Coronavirus dopo che il Garante per la protezione dei dati scandinavo aveva dichiarato che questa era troppo invasiva per la privacy. Lanciata nel mese di aprile, l'app per smartphone denominata “Smittestopp” (ovvero arresto dell'infezione) è stata creata per raccogliere dati sui movimenti delle persone per aiutare le autorità a tracciare la diffusione del Covid-19 ed informare gli utenti se erano stati esposti a qualche persona portatrice del virus.

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Anche se nell’attuale periodo di emergenza sanitaria la normativa sulla protezione dei dati personali è stata più volte additata come un ostacolo all’attuazione di efficaci azioni di prevenzione e contenimento del contagio da Covid-19, in realtà “la privacy è un diritto di libertà che, come ogni altro diritto fondamentale, è soggetto a bilanciamento con altri beni giuridici, e modula la sua intensità e il suo contenuto in ragione dello specifico contesto in cui si eserciti”, come ha spiegato in suo recente articolo Antonello Soro, presidente dell’Autorità Garante.

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L’Europa avrà un digital green pass o, almeno, questa è la proposta della Commissione europea presentata lo scorso 17 marzo. Non sarà un passaporto vaccinale ma un certificato digitale che servirà a provare indifferentemente che un cittadino si è vaccinato, che un cittadino è risultato negativo a un test o che un cittadino, guarendo dal Covid, ha sviluppato i necessari anticorpi.

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La diffusione del Covid-19 ha assunto proporzioni devastanti sulla salute collettiva e sull’economia del nostro Paese. E’ giusto che il contrasto all’epidemia costituisca l’impegno primario di ogni italiano. Per questo non si dovrebbero alimentare disinformazione e luoghi comuni.

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Martedì, 05 Maggio 2020 15:27

Le insidie della rete ai tempi del Covid-19

L’emergenza sanitaria da Covid-19, che porta molte più persone e per molto più tempo ad essere connesse online e ad utilizzare dispositivi digitali, sta inevitabilmente esponendo sempre di più gli utenti alle continue insidie della Rete. Quando si parla di attacchi provenienti dal Web non si può fare a meno di pensare ai virus, ma vedremo che non sono gli unici pericoli e tra l’altro non sono tutti uguali.

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È stato detto che “la necessità è il pretesto per ogni violazione della libertà umana”. Così potrebbe essere anche in relazione al Covid-19. Ne è un esempio quanto verificatosi in Ungheria. Il governo ungherese con il Decreto 179/2020 ha sospeso i diritti di accesso e di cancellazione delle informazioni personali nonché la facoltà di presentare un reclamo o veder tutelati i propri diritti ricorrendo all’autorità nazionale. Tutto questo sino alla cessazione dello stato di emergenza, termine però non indicato nel testo del decreto 40/2020 (norma di legge ungherese con la quale è stato proclamato). Intervenendo sul tema, con la dichiarazione adottata lo scorso 2 giugno, l’European Data Protection Board ha ribadito che il Gdpr rimane applicabile anche in condizioni d’emergenza.

Martedì, 14 Aprile 2020 16:32

Lotta al virus, non alla privacy

Tra le molte divisioni nella comunità scientifica e ancor più tra i governi sul metodo più efficace per contrastare la pandemia, una delle poche certezze è costituita dall'uso delle tecnologie di tracciamento per coniugare la sicurezza delle persone con una ripresa delle attività economiche che non può attendere ancora molto. La diffusione massiva degli smartphone, dotati di apparati radio e sistemi di geolocalizzazione precisi e affidabili, rende infatti possibile creare sistemi potentissimi per ricostruire gli spostamenti a livello individuale e aiutare così a contenere la diffusione del virus.Un'esigenza che si scontra però con quella della privacy, tutelata a livello normativo ed essenziale da garantire per fare in modo che gli strumenti messi a disposizione siano davvero efficaci, in quanto utilizzati senza timore da parte di milioni di utenti sempre più attenti all'importanza dei dati personali.

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Per il bonus vacanze verifica anche da parte dell'esercente al momento del pagamento del conto in albergo. Quest'ultimo dovrà infatti collegarsi all'area riservata del sito web dell'Agenzia delle entrate, inserire il Qr code e aspettare il via libera sulla possibilità di applicare il tax credit. Mentre il credito di imposta con cui lo stato ristorerà l'esercente, potrà essere utilizzato subito a partire dal giorno dopo l'applicazione dello sconto.

L’app ufficiale di contact tracing anti-COVID-19 dello stato del Nord Dakota, negli Stati Uniti, progettata per rilevare se le persone sono state potenzialmente esposte al coronavirus, invierebbe i dati sulla posizione e un identificatore utente univoco a Foursquare, ed altri dati a Google. L’app si chiama Care19.

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Basta un consenso e Google Maps vi pedina ovunque andate

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